Studenti e ricercatori

Erasmus raddoppia i fondi e rilancia lo studio all’estero

di Alessia Tripodi

3' di lettura

La pandemia non ha fermato Erasmus. A marzo 2020, infatti, il 40% dei giovani europei (e quasi il 50% degli italiani) partiti per motivi di studio o di tirocinio è rimasto all’estero nonostante il Covid.

E ora, con un budget totale da oltre 28 miliardi per il 2021-2027, raddoppiato rispetto alla precedente programmazione, il più famoso programma di mobilità per studenti punta a rilanciare lo studio oltre confine. Puntando sempre di più sui temi del green, del digitale e dell’inclusione sociale con progetti in modalità blended (ovvero viaggi sia in presenza che virtuali) rivolti a un numero sempre maggiore di partecipanti, che potranno studiare, fare tirocinio o lavorare in un paese europeo o extra europeo. Sono questi i principali obiettivi del nuovo Erasmus 2021-2027, lanciato dalla Commissione Ue nei mesi scorsi: dopo la call per i progetti dello scorso marzo, il 3 giugno Commissione e Parlamento Ue hanno pubblicato il regolamento che istituisce la nuova edizione del programma.

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Il testo rappresenta la base legale della nuova programmazione Erasmus+ e si può scaricare dal sito www.erasmusplus.it insieme alla Guida ufficiale e alla call 2021.

Fondi raddoppiati

Il budget del Programma 2021/2027 è di 26,2 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno circa 2,2 miliardi di euro dagli strumenti esterni della Ue. Un finanziamento quasi doppio, come si accennava all’inizio, rispetto ai 14,7 miliardi di euro stanziati per il periodo 2014-2020. Il 70% dei fondi serviranno a finanziare progetti di mobilità per l’apprendimento in Europa e negli altri paesi del mondo, mentre il 30% sarà destinato ai progetti di cooperazione transnazionale.

La suddivisione del budget nei sette anni del programma, spiega l’Agenzia Erasmus+ Indire «avrà un andamento che prevede incrementi graduali anno dopo anno. Questo significa che il 2021 ha un volume di budget analogo al 2020, mentre nel 2022 ci sarà un incremento visibile e così a seguire negli anni successivi fino al 2027».

Nel dettaglio, per i programmi delle università i fondi a disposizione dell’Italia per il 2021 sono 88, 6 milioni di euro, di cui 74,8 per la mobilità e 13,8 per la cooperazione internazionale.

«Le risorse investite dall'Europa consentono ogni anno a migliaia di cittadini di fare esperienza all’estero, in modo da imparare le lingue e arricchire le proprie competenze», dice il direttore dell’Agenzia Erasmus+ Indire, Flaminio Galli. E «non è un caso - sottolinea - che i partecipanti al programma poi siano facilitati nel mercato del lavoro, riuscendo a collocarsi prima e meglio degli altri».

Come partecipare

Gli studenti universitari e i neolaureati che vogliono partire per un’esperienza di studio o tirocinio all’estero possono rivolgersi direttamente all’Ufficio per le relazioni internazionali del proprio ateneo per avere tutte le informazioni. Una volta ottenuta la destinazione e la borsa di studio, chi si prepara a partire può contare anche sul sostegno degli Erasmus Student Network (https://esn.it/), associazioni di volontari presenti in tutte le città che aiutano gli studenti ad affrontare le questioni pratiche: dal trovare casa a conoscere tutte le opportunità offerte dall’università che li ospita.

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