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Erg difende l’utile e conferma gli investimenti

L’anno scorso un risultato netto di 106 milioni (+2%) e un mol di 481 milioni (-5%) - Proposto un dividendo di 0,75 euro per azione

2' di lettura

Erg archivia il 2020 con un utile netto di 106 milioni di euro, in aumento del 2% su base annua. Il gruppo attivo nell’energia ha registrato un Mol di 481 milioni, in calo del 5%, e ricavi adjusted di 974 milioni, in diminuzione dai 1.022 milioni dell’anno precedente. Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,75 euro per azione.

«Il 2020 è stato un anno particolarmente complesso per la crisi pandemica, con pesanti riflessi su domanda e prezzi dell’energia elettrica - ha commentato l’amministratore delegato Luca Bettonte -. In tale contesto, peraltro caratterizzato da ventosità e idraulicità in Italia molto inferiori alle medie storiche, riteniamo decisamente soddisfacenti i risultati raggiunti, con una flessione contenuta del margine operativo lordo rispetto allo scorso anno, ma all'interno della guidance. L’utile netto al contrario è in crescita grazie ad una struttura di debito più efficiente».

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Prosegue, seppur con qualche ritardo dovuto alla crisi pandemica e al difficile contesto autorizzativo in Europa, il percorso di crescita all’estero dove la capacità eolica attualmente in costruzione o ready to build ha raggiunto i 336 MW tra Regno Unito, Francia e Polonia mentre in Germania è stato firmato un accordo di co-sviluppo per 600 MW nel fotovoltaico. Operativo il Framework Agreement con Vestas (790 MW) e con Enercon (190 MW) per la fornitura di aerogeneratori destinati al repowering e a progetti greenfield in Francia e Uk.

Per il 2021 il gruppo prevede un margine operativo lordo compreso in un intervallo tra 480 e 500 milioni di euro, un indebitamento netto fra i 1.350 e i 1.450 milioni, inclusivi di investimenti che si attesteranno tra i 235 e i 275 milioni di euro, in gran parte destinati alla costruzione dei progetti greenfield in Gran Bretagna, Polonia e Francia.

«Nel 2020 - ha aggiunto l’amministratore delegato - abbiamo proseguito il nostro percorso di crescita seppur registrando qualche ritardo rispetto alle previsioni di Piano, per effetto di iter autorizzativi ancora troppo lunghi e complessi ed aggravati dal perdurare dell’emergenza sanitaria. Siamo confidenti che il 2021 possa segnare la progressiva e definitiva uscita dalla pandemia, e stiamo quindi aggiornando il piano industriale per il periodo 2021- 2025 che presenteremo in occasione dei risultati del primo trimestre, quando avremo anche una maggiore visibilità sul contenuto effettivo dei Recovery Plan degli Stati membri dell’Unione europea. Infine, motivo di particolare orgoglio sono gli importanti ulteriori riconoscimenti ottenuti in tema di sostenibilità, a conferma del nostro contributo alla lotta al Climate change e agli obiettivi Onu SDGs».

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