energia

Erg margine lordo oltre quota 500 milioni, dividendo 0,75 euro

Risultato nella parte più alta della guidance data a metà anno. Utile netto di gruppo in calo del 3% a 104 milioni

di Raoul de Forcade

2' di lettura

Il gruppo Erg, che l'anno scorso ha superato i 3mila megawatt di potenza installata, ha chiuso il 2019 con un margine operativo lordo consolidato pari a 504 milioni di euro e in crescita del 3% rispetto al 2018 (quando era a 491 milioni); mentre il risultato netto di gruppo ha registrato un -3%, attestandosi a 104 milioni di euro, rispetto ai 107 milioni nel 2018. Il quarto trimestre del 2019, inoltre, si è chiuso con un mol a 124 milioni (+13% sullo stesso periodo del 2018) e un risultato netto di gruppo a 29 milioni (+96% rispetto ai 15 del 2018).

Il cda della società che fa capo alle famiglie Garrone e Mondini ha approvato i conti 2019 del gruppo specializzato nella produzione di energia green. In virtù dei risultati conseguiti, il cda ha deliberato di proporre all’assemblea la distribuzione di un dividendo pari a 0,75 euro per azione. L'indebitamento finanziario netto adjusted di Erg risulta pari a 1,47 miliardi, in aumento (di 133 milioni) rispetto al 31 dicembre 2018. La variazione riflette principalmente, spiegano all'azienda, gli investimenti del periodo (432 milioni).

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«Per il 2020 - sottolinea l'ad di Erg, Luca Bettonte - ci aspettiamo un mol compreso fra i 500 e i 520 milioni, in rialzo rispetto allo scorso anno, e un indebitamento netto in riduzione fra 1,36 e 1,44 miliardi, inclusivi di investimenti che si attesteranno fra i 185 e i 215 milioni, dedicati quasi totalmente alla costruzione dei progetti greenfield delle nostre pipeline in Gran Bretagna, Polonia e Francia».

I ricavi adjusted di Erg sono stati pari a 1,022 miliardi,in lieve diminuzione rispetto al 2018 (1,027 miliardi), principalmente a seguito dei volumi nell'idroelettrico molto inferiori a quelli eccezionalmente elevati del 2018, in parte compensati dall'aumento della produzione dell'eolico e del solare, sia in Italia che all'estero, e del termoelettrico.

«Il mol di 504 milioni – spiega Bettonte - è in crescitarispetto ai 491 milioni del 2018 e si colloca nella parte più alta della guidance data a metà anno. Quest'ottimorisultato è stato raggiunto malgrado una performance moltoinferiore nell'idroelettrico, a causa di un annodecisamente secco, e il debole andamento dei prezzi dell'energia, sia in Italia che all'estero».

Bettonte aggiunge che «la buona ventosità nei Paesi dove operiamo, l'importante risultato ottenuto nel termoelettrico, grazie all'andamento del prezzo del gas, ma soprattutto il pieno contributo della maggiore capacità operativa sviluppata di 198 megawatt, sono i fattori che ci hanno permesso di crescere ancora, e di superare i 500 milioni di mol».

Nel 2019, prosegue l'ad «abbiamo inoltre completato all'estero gli iter autorizzativi che ci consentono di avviare nel 2020 nuovi cantieri per la costruzione di circa 285 megawatt tra Regno Unito, Francia e Polonia”. In Italia, invece, dice Bettonte, «prosegue il percorso autorizzativo del nostro portafoglio progetti di repowering, nel rispetto delle previsioni del piano industriale».

«Nel complesso – conclude Bettonte - confermiamo quindi il nostro obiettivo per il 2022 di incrementare di circa 850 megawatt la capacità installata, rispetto al 2017. Di questi, circa 350 megawatt sono già realizzati».

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