Energia

Erg, nuovo piano industriale: investimenti da 2 miliardi e accordo con Tim

Il 90% degli investimenti sarà dedicato alla crescita nelle rinnovabili. Approvata la trimestrale con ricavi e risultato netto in crescita

di Raoul de Forcade

5' di lettura

Erg vara il piano industriale 2021-2025, con investimenti previsti per oltre 2 miliardi, e sigla un accordo di fornitura d’energia con Tim: il più grande mai stipulato in Italia. Approvata dal cda anche la trimestrale mentre che mostra, per l’azienda, un utile netto in crescita, a 65 milioni e ricavi a 280 milioni (+3 milioni rispetto al primo trimestre 2020).

Il gruppo ligure guidato dalle famiglie Garrone e Mondini, attraverso la controllata Erg Power Generation, e Tim, attraverso la controllata Telenergia, hanno sottoscritto un corporate Ppa (Power purchase agreement) di durata decennale per la fornitura di 3,4 terawattora di energia green per il periodo 2022-2031.

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Intesa con Tim

L’accordo, sottolineano alla Erg, è il più grande mai siglato tra due aziende italiane e prevede la fornitura a Tim di energia 100% green direttamente dal portafoglio di Erg proveniente da impianti eolici. La fornitura avverrà, per una parte, in modalità baseload e, per una parte, pay as produced dagli impianti eolici oggetto di interventi di reblading di Lacedonia Monteverde e Avigliano a partire dal 2023, e con la possibilità di aumentarne il volume includendo altri progetti di potenziamento previsti da Erg sulla sua flotta eolica.

In base all’intesa, Erg cederà energia green a Tim a un prezzo definito, ottimizzando il profilo di rischio dell’investimento sui propri asset. Al contempo Tim, attraverso questo accordo, arriverà a coprire circa il 20% dei consumi energetici aziendali attraverso fonti rinnovabili, rafforzando l’impegno per il perseguimento degli obiettivi di eco-efficientamento e utilizzo di fonti rinnovabili su cui poggia la strategia del gruppo.

Investimenti per 2 miliardi

Il consiglio di amministrazione di Erg ha anche approvato il piano industriale e il piano Esg (Environmental, social, governance) 2021-2025. La strategia, spiega una nota dell’azienda, continuerà ad essere focalizzata sulla crescita nelle «rinnovabili attraverso una politica di diversificazione geografica e tecnologica e la progressiva securitizzazione dei ricavi».

Sono previsti investimenti per 2,1 miliardi di euro, nell’arco del piano, di cui il 90% dedicato alla crescita nelle rinnovabili secondo un modello di sviluppo sostenibile in linea con gli Sdgs (Sustainable development goals) definiti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Previsto anche Ebitda in crescita da 481 milioni di euro nel 2020 a 550 milioni nel 2025, di cui il 70% realizzato in Italia e il 30% all’estero.

Nel piano Erg prevede, sottoliena la nota, una stretta integrazione tra strategia di business e obiettivi Esg. L’obiettivo, a fine piano, è di raggiungere una potenza installata di 4,7 gigawatt con un incremento di 1,5 gigawatt attraverso progetti in costruzione in Uk, Polonia, Francia e Svezia (+0,4 gigawatt); progetti di repowering nell’eolico in Italia (+0,2 gigawatt su base differenziale); progetti greenfield nell’eolico e nel solare (+0,3 gigawatt); operazioni di M&A (+ 0,6 gigawatt).

Piano sfidante

«Oltre 3 gigawatt di capacità installata e 3 gigawatt di progetti in sviluppo - ha spiegato Paolo Luigi Merli, ad di Erg - sono la base su cui avviare una nuova fase di crescita e trasformazione. All’insegna della sostenibilità, dove strategia di business e obiettivi Esg sono strettamente integrati».

«Una crescita della capacità installata di 1,5 gigawatt - prosegue Merli - è sfidante ma solida con oltre il 60% dell’obiettivo garantito da progetti in costruzione e in fase avanzata di sviluppo. E l’Ebitda atteso è di circa 550 milioni di euro nel 2025, nonostante il progressivo scadere degli incentivi nel periodo di piano.

Quello della Erg, ha detto Merli, «è anche un piano di riconversione delle modalità di vendita dell'energia su base “quasi-regolata”, attraverso partecipazione ad aste o Ppa, che garantiranno maggiore stabilità dei nostri flussi e maggiore capacità di indebitamento a sostegno della crescita, nel rispetto del rating finanziario».

Merli ventila anche un allontanamento dell’azienda dai settori idro e termoelettrico: «Pur non fattorizzata nei numeri del piano, non potendosi al momento effettuare alcuna previsione al riguardo, l’asset rotation degli impianti idro e termoelettrico, qualora si concretizzasse effettivamente, rappresenterebbe un’opportunità per un’ulteriore accelerazione nella crescita ed evoluzione verso un modello rinnovabile puro nel wind & solar».

Progetto Esg

Il piano Esg vede business e sostenibilità strettamente integrati e la strategia si fonda su quattro pilastri: Planet (lotta al climate change); Engagement: (impegno a favore dei territori); People (attenzione alla crescita e al benessere delle persone); Governance (principi ed organi di gestione ispirati alle best practice). I pillars, già alla base della rendicontazione 2020, spiega Erg, prevedono 13 obiettivi, ben definiti e misurabili.

«All’interno dei 13 target - spiegano all’azienda - abbiamo identificato otto priorità strategiche che saranno gli elementi distintivi del nostro piano Esg e 5 obiettivi su progetti già avviati nell’ottica di un continous improvement. Erg ha così l’obiettivo di raggiungere la carbon neutrality per le emissioni di scope 1 e 2 nel periodo di piano ed intende traguardare il progetto di repowering e reblading 98% circular, quindi riutilizzando tutti i materiali nell’ottica di economia circolare».

Erg, prosegue la nota, «continuerà a impegnarsi nell’engagement dei propri territori, con un contributo pari almeno all'1% del fatturato da destinarsi alle comunità locali e con un impegno educativo e formativo per le next generations». L’Esg, sottolinea infine la nota, «è nel Dna di Erg, tanto che la remunerazione variabile del management, a breve e a lungo termine, è basata anche sul raggiungimento degli obiettivi del piano Esg».

Risultati primo trimestre

Sul fronte del bilancio, Erg ha chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi adjusted pari a 280 milioni, in aumento di 3 milioni rispetto al primo trimestre 2020 (277 milioni). Il risultato netto di gruppo adjusted è pari a 65 milioni di euro, rispetto ai 53 milioni nel primo trimestre 2020. Il Mol consolidato adjusted si attesta a 161 milioni di euro, rispetto ai 156 milioni nel primo trimestre 2020. La società ha rivisto anche al rialzo la guidance 2021 di Ebitda e investimenti rispettivamente di 10 e 50 milioni di euro.

«Il 2021 - afferma Merli - parte bene, con risultati superiori alle attese ed in crescita rispetto allo scorso anno grazie ad un’ottima performance dell'idroelettrico, in particolare se confrontata con un trimestre 2020 secco. Le forti precipitazioni del periodo hanno determinato livelli dei nostri bacini idrici tutt’ora superiori alla media storica. Bene anche i risultati dell’eolico in Italia, più debole l’eolico all’estero. Solare in linea. Il termoelettrico, lo sapevamo, risente della fine dei certificati bianchi».

L’utile netto, aggiunge Merli, « è in forte crescita grazie anche al minor costo del debito. Questa buona partenza ci permette di rivedere al rialzo il margine operativo lordo per l’anno ora atteso fra i 490 e i 510 milioni di euro. E siamo particolarmente soddisfatti per i recenti sviluppi in Svezia».

Riguardo alla politica dei dividendi prevista nel piano, Erg indica un dividendo annuale stabile a 0,75 euro per azione. La strategia finanziaria prevede «il mantenimento di una struttura finanziaria solida e sostenibile coerente con il rating investment grade e un rapporto Pfn/Ebitda pari a circa 3,5 nell’arco di piano».

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