Cassazione

Ergastolano ottiene il reddito di cittadinanza, revocata la semilibertà

L’azienda per la quale lavorava era entrata in crisi per la pandemia e non lo pagava, la soluzione è stata la richiesta del reddito di cittadinanza, continuando a lavorare gratis. Per i giudici è venuto meno il rapporto di fiducia con gli educatori

di Patrizia Maciocchi

(Mimmo Frassineti / AGF)

2' di lettura

L’ergastolano perde la semilibertà, ottenuta per lavorare all’esterno del carcere, se per supplire alla crisi economica del datore di lavoro che non può pagarlo, chiede e ottiene il reddito di cittadinanza. Soluzione adottata senza parlare con gli educatori e continuando a prestare la sua attività gratis, o quasi, per l’azienda colpita dalla pandemia.

Il rapporto fiduciario

Per la Cassazione (sentenza 27371) è corretta la decisione di revocare al carcerato, il beneficio della semilibertà per il venire meno del rapporto di fiducia, con gli organi del trattamento. Ininfluente anche l’attività di volontariato svolta dall’uomo, classe 1956, condannato al carcere a vita per omicidio e altri gravi reati. Nella privazione del beneficio pesano anche le affermazioni, non veritiere, affidate ai social network, sull’instaurazione del procedimento di revoca della misura alternativa alla detenzione. Per i giudici alcuni avvenimenti non sono certo imputabili al ricorrente. Tra questi l’effetto pandemia, che aveva messo in ginocchio l’impresa presso la quale il detenuto faceva le pulizie.

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I problemi economici irreversibili dell’azienda

Problemi economici, sorti solo dopo un mese, dall’instaurazione del rapporto lavorativo che, ad avviso della Suprema corte, non potranno essere superati in una congiuntura riconducibile agli effetti del Covid, che ha avuto pesanti ricadute sull’imprenditoria. Di tutto questo l’uomo avrebbe dovuto parlare con i suoi educatori per dimostrare che con loro c’era una relazione improntata alla correttezza. Diversa la scelta fatta e pesanti le conseguenze. Per non rinunciare alla semilibertà, poi comunque persa, il ricorrente aveva trovato una via alternativa in moda da recuperare la “paga”, senza rinunciare, al tempo stesso, al beneficio della misura alternativa. Aveva così chiesto e ottenuto, per alcuni mesi, il reddito di cittadinanza al quale non aveva diritto. Per i giudici basta ad avallare la scelta fatta dal Tribunale di sorveglianza.

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