ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùBenefici ai condannati per mafia

Ergastolo ostativo: Consulta restituisce atti a Cassazione

Alla Cassazione spetta ora verificare gli effetti della nuova normativa sulle questioni sollevate

di Giovanni Negri

Governo, il primo decreto legge e' sulla giustizia

2' di lettura

Alla fine la Corte costituzionale sull'ergastolo ostativo sceglie la strada meno traumatica, prende atto del cambiamento normativo determinato dal decreto legge approvato dal Governo pochi giorni fa e restituisce gli atti alla Cassazione (giudice che aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale). Il comunicato diffuso dalla Corte, in attesa delle motivazioni che saranno cristalizzate in un'ordinanza, circoscrive innanzitutto l'oggetto del giudizio: le disposizioni che impediscono al condannato all'ergastolo per reati di mafia, che mai ha collaborato con la giustizia, di ottenere la liberazione condizionale, anche se ha scontato già la quota di pena normalmente prevista e sono emersi risultati confortanti sul suo ravvedimento.

La Consulta già in passato aveva incrinato in maniera significativa la presunzione assoluta contraria al riconoscimento dei benefici carcerari per i condannati all'ergastolo non collaboranti. E tuttavia lo aveva fatto sul meno delicato fronte dei permessi premio; ora, riconoscendo la criticità del tema libertà condizionale, i giudici avevano rinviato una puntuale regolamentazione della materia al Parlamento.

Loading...

Nello scorcio finale della passata legislatura solo la Camera riuscì ad approvare un disegno di legge, poi impantanatosi al Senato anche per lo scioglimento anticipato delle Camere. Ora quelle misure sono state in larghissima parte riprese dal governo Meloni e tradotte nel decreto legge approvato il 31 ottobre. La Corte osserva allora che il decreto legge incide immediatamente e direttamente sulle norme oggetto del giudizio di legittimità sollevato dalla Cassazione. Trasforma infatti quella presunzione da assoluta a relativa, ammettendo ai benefici i condannati, sia pure con condizioni diverse a seconda dei reati ostativi in discussione. Toccherà quindi alla Cassazione verificare adesso se alla luce delle misure appena introdotte resta confermato il giudizio di tenzione con la Costituzione delle norme precedenti.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti