Cassazione

Ergastolo ostativo: dopo la Consulta rischio di ricorsi a valanga

La Suprema corte mette nero su bianco il diritto di presentare nuove istanze per accedere ai permessi premio

di Patrizia Maciocchi


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(© giovanni mereghetti)

2' di lettura

Rischio di ricorsi a valanga dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato l’ergastolo ostativo, per la parte in cui non prevede la possibilità di dare permessi ai detenuti condannati per reati di mafia. Una conseguenza “annunciata” dalla stessa Cassazione (sentenza 45336) che precisa che dopo il verdetto del Giudice delle leggi é consentito presentare una nuova istanza agli imputati ai quali è stato negato il beneficio.

Le motivazioni della Cassazione depositate il 7 novembre, riguardano una decisione presa il 9 luglio, e dunque prima della sentenza con la quale la Corte costituzionale ha chiarito che un soggetto che sconta l’ergastolo per reati ostativi può accedere ai permessi premio anche senza “pentirsi” e collaborare con la giustizia.

Possibilità che la Cassazione, proprio con la decisione presa a luglio aveva escluso, pur chiarendo che le indicazioni della Consulta avrebbero potuto dar luogo a un nuovo orientamento aprendo la strada al rinnovo delle istanze. Nel caso esaminato, la prima sezione penale della Suprema corte, aveva avallato la scelta del Tribunale di sorveglianza di negare il permesso premio per un detenuto che aveva alle spalle quattro omicidi, maturati in un contesto di guerra tra due opposti clan della Sacra Corona unita, per la supremazia nel Salento.

La sentenza

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Nel “curriculum” del ricorrente, condannato per associazione mafiosa, c’erano anche due omicidi tentati, traffico di stupefacenti e violazione della legge sulle armi. Reati commessi, con l’aggravante di agevolare l’attività delle associazioni mafiose che, in assenza della volontà di collaborare con la giustizia, precludono, per la Cassazione l’accesso ai benefici. Ma la Suprema corte nel dire no era già consapevole che poteva essere imminente un nuovo corso, che avrebbe aperto per tutti, ovviamente ricorrente compreso, la possibilità di rinnovare la richiesta.

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