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Ericsson scivola alla Borsa di Stoccolma dopo i conti sotto le attese

I risultati del quarto trimestre dell'anno sono stati inferiori alle aspettative del mercato. E si prospetta una rallentamento nelle prime fasi del 2023

di Giuliana Licini

(AFP)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Netto calo di Ericsson alla Borsa di Stoccolma, a causa dei risultati del quarto trimestre inferiori alle attese e per il rallentamento prospettato per le prime fasi del 2023. Il titolo del produttore di apparecchiature per le tlc accusa una flessione superiore al 5%, dopo essere caduto di oltre l’8% nelle prime battute della seduta (una delle performance peggiori dell’indice Stoxx Europe 600). Ericsson, infatti, ha annunciato di avere registrato nel quarto trimestre un utile operativo al netto degli oneri di ristrutturazione di 9,3 miliardi di corone svedesi (832 milioni di euro circa), contro 12,8 miliardi nell’anno precedente e mentre gli analisti in media puntavano a 11,2 miliardi. Si tratta dei terzi conti trimestrali consecutivi sotto le attese, rilevano gli operatori. L’utile netto del trimestre finale dell’anno è diminuito del 39% a 6,2 miliardi, sotto il peso di oneri e accantonamenti straordinari legati in particolare al dossier di corruzione in Irak, mentre il consensus si aspettava un risultato di 7,6 miliardi. Le vendite sono invece aumentate del 21% a 86 miliardi. Nell’intero esercizio l’utile operativo esclusi i costi di riassetto è calato del 13% a 29,5 miliardi di corone, il risultato netto è arretrato del 17% a 19,1 miliardi, mentre i ricavi sono aumentati del 17% a 271 miliardi.

Attesi «venti contrari» nel 2023 causa peggioramento macro

Ericsson ha inoltre avvertito di attendersi «venti contrari» nel 2023, almeno nel primo semestre, per effetto del peggioramento macro-economico globale. Nel commentare l’andamento, il ceo Borje Ekholm ha rilevato che «le prospettive a breve termine restano incerte». I clienti fanno a loro volta economie e adeguano gli stock in reazione alle incertezze. Anche se le difficoltà sulla catena dei fornitori sono diminuite, «il contesto inflattivo è rimasto», aggiunge il ceo, precisando che il gruppo si sta concentrando sulle sue iniziative di riduzione dei costi. Il piano di risparmi per 9 miliardi di corone non avrà effetti, d'altro canto, fino al secondo trimestre del 2023. Il gruppo si attende anche un calo dei margini nella divisione Reti nella prima metà dell’anno per il cambiamento del mix del business e il settore Imprese, a causa del contesto economico, avrà una crescita più lenta rispetto al 2022.

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Nell’insieme nel primo trimestre l’ebita del gruppo è atteso in calo rispetto allo scorso anno, sia pure «con miglioramenti nel corso dell’anno». Il ceo sottolinea inoltre che il gruppo continua a cercare una risoluzione con le autorità statunitensi riguardo al dossier di corruzione in Iraq. A questo riguardo, Ericsson ha accantonato 2,3 miliardi di corone (220 milioni di dollari circa). Il gruppo è sotto indagine sia da parte del Dipartimento della Giustizia Usa, sia della Sec per la sua condotta in Iraq, dove avrebbe fatto pagamenti sospetti per milioni di dollari per sostenere la sua attività tra il 2011 e il 2019.

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