Sostegni anti Covid

Erogati 4,7 miliardi in garanzie per il credito all’agricoltura

Apertura alle imprese agricole del Fondo di garanzia per le Pmi gestito dal Mediocredito Centrale

di Silvia Marzialetti

3' di lettura

Oltre 3,5 miliardi di euro nell’ambito dei finanziamenti previsti dal Dl Liquidità per fronteggiare l’emergenza Covid, grazie all’apertura anche alle imprese agricole del Fondo di garanzia per le Pmi gestito dal Mediocredito Centrale. Risorse che si vanno ad aggiungere a quelle di Ismea, l’ente di riferimento del Mipaaf per le operazioni sul mercato agricolo, che ha garantito impieghi per circa 1,2 miliardi.

Aumenta quindi la platea degli operatori che scelgono la garanzia pubblica per accedere al credito bancario: secondo i dati forniti in esclusiva al Sole 24 Ore, infatti, all’interno delle 2.257.330 operazioni totali accolte da Mediocredito Centrale (2.275.796 quelle presentate) a favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo di quasi 179 miliardi di euro, le richieste presentate dalle imprese agricole sono state 23.035, di cui l’80,5% già erogate. Erano state solo 402 durante tutto il 2019, quando erano ammesse soltanto le pratiche di controgaranzia e riassicurazione presentate dai confidi agricoli.

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Operativo dal 2000, lo strumento che agevola l’accesso delle Pmi alle fonti finanziarie con garanzia pubblica, ha aperto non soltanto all’agricoltura, ma anche a pesca, acquacoltura e silvicoltura con la conversione in legge del decreto Cura Italia ed è diventato operativo a luglio 2020.

In tempi di gravi ritardi sul fronte dei pagamenti e con interi comparti in ginocchio, lo strumento rappresenta una boccata di ossigeno per molti operatori. È il caso della cantina cooperativa di Carpi e Sorbara, che – come testimoniato dal vice presidente, Carlo Piccinini – ha assorbito i finanziamenti per attutire il colpo inferto dalla crisi dell’horeca (bar e ristoranti, ndr)  e per sostituire l’anticipo su alcuni contratti. Ma c’è anche chi li ha utilizzati per completare gli investimenti in corso, come la cooperativa Latteria Agricola San Pietro di Goito, Mantova, che ha chiuso due operazioni: «Il nostro settore è stato meno colpito dal ritardo nei pagamenti – spiega il presidente Stefano Pezzini –. Queste risorse ci hanno però consentito di sostenere il potenziamento della nostra rete commerciale e strutturale».

«In tanti hanno apprezzato la possibilità offerta dal decreto di disporre di liquidità immediata, con garanzia diretta al 100% , scesa al 90% dal 1° luglio per le operazioni fino a 30mila euro», spiega Maria Cristina D’Arienzo, responsabile Ufficio Credito di Confagricoltura. Una modalità che ha totalizzato operazioni per 178 milioni di euro. Le imprese agricole e della pesca hanno veicolato le richieste di liquidità – tramite istituti bancari – anche ad Ismea, che al 25 giugno aveva concesso garanzie su erogazioni per 1,2 miliardi di euro, di cui 770 milioni di euro per liquidità.

D’Arienzo si sofferma anche sulla rinegoziazione, prevista dal decreto, con l’aggiunta di un 25% di debito residuo . «Il tema della rinegoziazione è prioritario e il Governo dovrebbe rendere la misura strutturale, per dare fiducia e prospettive alle imprese».

Le regioni che hanno avviato il maggior numero di operazioni agricole con il Fondo di garanzia di Mediocredito Centrale sono Lombardia e Veneto, con oltre 2.700 pratiche ciascuna, seguite da Piemonte, con circa 2.400, Toscana e Emilia-Romagna con poco più di 2mila ciascuna e poi da Sicilia, Puglia, Lazio, Campania e Marche. Le altre rimangono tutte sotto le mille pratiche. Il finanziamento medio richiesto si aggira sui 155mila euro, mentre sul fronte degli importi complessivi dei finanziamenti, le maggiori richieste sono arrivate da Veneto (572 milioni di euro), Lombardia (519 milioni), Emilia-Romagna (471 milioni) e Toscana.

«Quando abbiamo introdotto la norma nel Cura Italia auspicavamo che si fosse in grado di rispondere alle richieste del mondo agricolo, aggravate dall’emergenza sanitaria – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) – . Oggi stiamo lavorando per rendere strutturale l’accesso diretto al Fondo di garanzia, proiettandoci oltre la pandemia». Intanto il Dl Sostegni bis ha rimodulato le modalità operative del Fondo, prorogando le misure al 31 dicembre 2021.

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