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Errori, segreti ed eroi di Chernobyl

Oggi la bibliografia su quello che è stato uno degli eventi più devastanti e destabilizzanti della storia contemporanea è lunga.Nonostante lo sforzo di ricomporre avvenimenti e scelte, resta una domanda su cosa significa esattamente nella nostra storia Chernobyl. Un saggio, dal titolo <i>Chernobyl - Italia</i>, da poche settimane in libreria per Sperling &amp; Kupfer ci prova - e ci riesce - a formulare una risposta. A firmare queste pagine è Stefania Divertito, giornalista impegnata da oltre vent’anni in campo ambientale

di Serena Uccello


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Chernobyl Italia

3' di lettura

Il 26 aprile del 1986 una nube tossica venne sprigionata dal reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl: quella fu il giorno che ha cambiato la storia della tecnologia nucleare nel mondo. Ma di cosa accade in quelle ore, in quei minuti, in quella porzione di Bielorussia, oggi cosa sappiamo veramente? La conoscenza sconta quanto fece il governo sovietico in quei primi giorni: nascondere, occultare, minimizzare . Pregiudicando in questo modo la possibilità di salvare più vite umane, pregiudicando l’efficacia che un intervento più tempestivo avrebbe potuto avere sulla sicurezza della popolazione, sulla bonifica dell’ambiente. Pregiudicando il destino di un popolo.

Oggi la bibliografia su quello che è stato uno degli eventi più devastanti e destabilizzanti della storia contemporanea è lunga. La letteratura scientifica, quella divulgativa, ma anche la drammaturgia: dirompente e meritata ad esempio il successo della sconvolgente serie tv mandata in onda su Sky Atlantic dal titolo “Chernobyl”.

Nonostante lo sforzo di ricomporre avvenimenti e scelte, resta la domanda su cosa Chernobyl è stato veramente. Oggi un saggio , dal titolo Chernobyl - Italia, da poche settimane in libreria per Sperling & Kupfer ci prova - e ci riesce - a formulare una risposta. A firmare queste pagine è Stefania Divertito, giornalista impegnata da oltre vent’anni in campo ambientale, con la sua inchiesta ad esempio sull'uranio impoverito ha vinto il premio Cronista dell'anno nel 2004, mentre per quelle sull’amianto ha vinto il premio Pasolini: autrice inoltre di diversi libri : Uranio, il nemico invisibile (Infinito, 2005), Amianto, storia di un serial killer (Edizioni Ambiente, 2009), Toghe verdi (Edizioni Ambiente, 2011) e dell'ecothriller Una spiaggia troppo bianca (NN editore, 2015).

LEGGI ANCHE/ Un arco sul sarcofago: la sfida per «salvare» Chernobyl comincia 33 anni dopo

«Chernobyl - scrive Divertito - sono gli uomini e le donne che ormai hanno ottant’anni e decidono di ritornare nella casa che avevano abbandonato. Sfidano la morte perché tanto nella loro vita hanno visto tutto. Si nascondono ai controlli e aprono le finestre al mattino come se fosse un qualsiasi risveglio in qualsiasi altra parte del mondo. Sono gli animali che ripopolano, numerosi, i suoi boschi. Perché dove l’uomo è assente, indipendentemente dal motivo della sua assenza la Natura prende il sopravvento. Chernobyl è l’uomo che ha osato, ha sfidato e ha perso. Ma non è ancora finita».

Il racconto di Divertito cerca di comporre la trama degli errori compiuti e di aggiungere un pezzo al disvelamento dei segreti , ancora numerosi, che hanno caratterizzato questa vicenda. Ma quello che lo connota come un tassello mancante, e doveroso, è la composizione delle storie, delle facce, dei nomi degli uomini e delle donne che hanno letteralmente salvato l’umanità.

Negli anni infatti il disvelamento è stato progressivamente compiuto, grazie soprattutto all’opera di molti “eroi” civili, due nomi tra tutti Alla Yaroshinskaya, giornalista e scrittrice ucraina che ha dedicato a Chernobyl molti dei suoi lavori, oltre ad essere stata ex deputata dell’Unione Sovietica ed ex consigliere del presidente russo Boris Eltsin; l’altro nome è quello di Vladimir Shevchenko, «un filmaker che per mesi, instancabilmente, si fece testimone di ogni momento chiave: l'arrivo dei pompieri, la disperazione dei soccorritori, le persone evacuate, l'utilizzo degli elicotteri e tutti i tentativi di placare il mostro, il nocciolo incandescente e radioattivo. Chernobyl: Chronicle of Difficult Weeks: così si intitola lo straordinario reportage che Shevchenko ha montato e completato prima di morire, per conseguenza delle radiazioni, nemmeno un anno dopo l'incidente. Mosca ha cercato di boicottare in ogni modo il documentario, che però è stato diffuso in vari festival e oggi si trova anche su YouTube».

E poi ci sono gli scienziati, i medici, i liquidatori, ben 600mila, ovvero gli uomini che spensero il reattore, lo seppellirono, realizzato il sarcofago . Il sarcofago che, ci dice Divertito, è stato costruito con una tecnica ingegneristica di avanguardia e racchiude il luogo più radioattivo e pericoloso di tutta la Terra. Ma quello a Divertito sta soprattutto a cuore è rendere evidente che questa non è una storia del passato: questa è la storia del «magma in grado di contaminare le viscere del nostro Pianeta».

Ci sono autori che quando uno li legge è subito evidente il dono della naturalezza, come se la scrittura si dispiegasse dal loro corpo come il movimento di un braccio, un passo, il moto di un’articolazione. Stefania appartiene a questi autori, fa parte di quei giornalisti che nella loro scrittura hanno il dono della letterarietà senza che questo ne comprometta il rigore del racconto, anzi. Fa parte di quegli autori che anche quando di un argomento ti pare di sapere tutto riescono a sorprendere con un elemento inedito, con un particolare che prima non c’era.

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