il satellite hera

Esa e Nasa insieme per deviare un grosso asteroide (con tecnologia italiana)

L'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e la Nasa uniscono le forze per la difesa planetaria, grazie al contratto da 129,4 milioni di euro per la collaborazione alla missione Hera in programma nel 2024, il cui obiettivo è verificare la possibilità di deviare un asteroide potenzialmente pericoloso per la Terra

di Leopoldo Benacchio

Spazio, Europa in prima linea per la difesa planetaria con l'Esa

L'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e la Nasa uniscono le forze per la difesa planetaria, grazie al contratto da 129,4 milioni di euro per la collaborazione alla missione Hera in programma nel 2024, il cui obiettivo è verificare la possibilità di deviare un asteroide potenzialmente pericoloso per la Terra


4' di lettura

In tempi di Covid parlare di paura non è proprio il massimo, però quella per un imminente Armageddon, la fine della Terra per un impatto spaziale come un grosso asteroide, è ai primi posti nella lista degli eventi temuti dagli europei.

Ma niente paura, c'è chi veglia su di noi: le Agenzie spaziali Nasa ed Esa. Quest'ultima oggi ha fatto la sua parte, assegnando alla tedesca OHB un contratto da 130 milioni di euro per il disegno e realizzazione del satellite Hera, che fa parte di una operazione congiunta in due fasi con gli americani, la missione AIDA.

Si tratta di cercare di deviare la traiettoria di un asteroide colpendolo con un proiettile, il satellite Dart di Nasa, per poi andare a vedere cosa è successo un paio di anni appresso con Hera.

Importante è che se sapremo come sarà andata la missione alla fine sarà merito della Thales Alenia Space, che cura le difficili trasmissioni dallo spazio profondo con attrezzature leader a livello mondiale, che hanno un cuore tutto italiano.

Anche se ogni giorno cadono sulla Terra da 100 a 500 tonnellate di materiale cosmico, quasi tutta polvere interplanetaria o piccolissimi meteoriti delle dimensioni tipiche di un grano di uva, impatti effettivamente importanti con corpi celesti delle dimensioni del chilometro, che porterebbero a guai piuttosto seri, sono molto rari, parliamo di milioni di anni fra l'uno e l'altro.

Quello famoso che si pensa abbia provocato una catastrofe tale da portare all'estinzione dei dinosauri è di 66 milioni di anni fa.

Non solo ma tutti gli asteroidi che potrebbero dar veramente fastidio e che sono vicini alla Terra, i Neo, Near Earth Asteroid, sono ben conosciuti e tenuti d'occhio da programmi internazionali. Quelli più piccoli sfuggono ai telescopi e, se proprio vogliamo dirla tutta, una cometa potrebbe sempre venirci addosso, anche se con esiti meno disastrosi di un asteroide, per il materiale con cui è fatta.

Anche per questo, seguendo il famoso adagio “Chi ha tempo non aspetti tempo”, le agenzie spaziali europea, Esa, e americana, Nasa, hanno da tempo pensato che è meglio prepararsi e finalmente oggi è partita anche la parte europea del progetto Aida che prevede, come abbiamo detto, due fasi: botta all'asteroide con la sonda Nasa, Dart, e controllo di come è andata con il satellite europeo Hera parecchi mesi dopo.

La sonda americana partirà nel 2021 e quella europea nel 2024.La vittima designata dell'esperimento è un asteroide, Didimos, i fratelli, scoperto nel 1996 e che ha una sua piccola luna, Dimorphos, che significa che cambia aspetto.

I due piccoli corpi celesti stanno fra i 150 e i 350 milioni di chilometri circa, orbita piuttosto ellittica, fra loro stanno a circa 1.2 chilometri di distanza, il più grande ha dimensioni sui 750 metri il più piccolo 170. La sonda proiettile americana si pensa che provocherà un bel cratere, delle dimensioni di vari metri come diametro.

Hera, il satellite europeo, andrà a vedere un paio di anni dopo cosa è successo nell'urto.

Piuttosto compatto come dimensioni, Hera ha vari strumenti a bordo per fare quelle misure che da Terra sono impossibili, troppo distante il corpo celeste, parliamo di centinaia di milioni di chilometri.

In più, per stare al passo con la tecnologia, il progetto iniziale è stato rivisto e ora dalla pancia di Hera usciranno due minisatelliti che andranno a valutare i danni effettivi fatti dall'impatto, analizzeranno l'interno del cratere da vicino e la polvere che eventualmente ancora sarà presente attorno a Didimos; uno dei due cercherà di misurare la gravità del piccolo asteroide e una eventuale alterazione del rapporto con Dimorfos.

In sostanza: il botto con la sonda suicida è un buon metodo per deviare l'asteroide pericoloso?Se la tedesca OHB ha la responsabilità di capofila delle imprese che lavoreranno alla realizzazione di Hera, Thales Alenia Space curerà la parte di trasmissioni, essenziale per sapere in ogni momento dove è il satellite, cosa fa e che risultati ha raggiunto.

Non è uno scherzo costruire un sistema del genere che deve lavorare a centinaia di milioni di chilometri, ma Thales Alenia Space, con le sue sedi in Spagna, che farà da capofila, Belgio e Italia, produrrà il sistema, con la parte italiana che produrrà il cuore del sistema, il transponder nello spazio profondo.

“Solo due imprese riescono a produrre un sistema tanto sensibile e stabile – ci dice Massimo Comparini, a.d. di Thales Alenia Space Italia – Le trasmissioni dallo spazio profondo rappresentano per noi una filiera di prodotto che ha oltre 20 anni, iniziata con la Missione Cassini Huygens e proseguita fino ad oggi”.

Per la verità la missione, specie la seconda parte europea, servirà molto anche a studiare ulteriormente gli asteroidi e il loro interno: nella nuova economia dello spazio la Luna e gli asteroidi sembrano essere importanti oggetti del desiderio per il business dei metalli e minerali rari sulla Terra.

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