Il centro di Frascati

Esa-Esrin, riparte da una donna l’osservazione della terra

di Davide Madeddu

Dallo spazio. Le alpi innevate riprese dal satellite Copernicus Sentinel-3A

3' di lettura

Dalla crisi climatica alla gestione dell'emergenza legata ai disastri passando per la gestione dei dati e la svolta digitale. Lo sguardo sulla terra arriva dallo spazio e triangola con Frascati in un sistema in cui allo studio della terra segue l'elaborazione e l'archiviazione dei dati. Nello specifico, il punto di appoggio in Italia, è il centro di osservazione della Terra Esrin dell'Esa vicino a Roma. Uno dei principali siti specializzati dell’agenzia in Europa. A guidarlo dal 1° gennaio sarà Simonetta Cheli nominata all'unanimità nel corso del 300° Consiglio dell'Esa a Parigi Direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell'ESA, dopo una lunga e rigorosa selezione. «Avevo preparato la candidatura - dice -, quanto ho avuto conferma della nomina non ci contavo». Il nuovo corso prevede, anche per la responsabile che opera all'interno dell'Esa da trent'anni, numerose sfide. Che partono anche da Frascati.

Nella struttura scientifica, centro di eccellenza europeo per lo sfruttamento delle missioni di osservazione della terra, a poca distanza dalla capitale, vengono gestite le operazioni di missione e carico utile dei satelliti di osservazione della Terra dell’Esa, ed Esrin (fonti primarie) e satelliti non Esa e quindi la distribuzione e lo sfruttamento dei dati. Il tutto tenendo in piedi il più grande archivio di dati ambientali in Europa e «coordinando oltre 20 stazioni di terra e strutture del segmento di terra in Europa».

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il quartier generale Esa-Esrin di Frascati

Non solo, come spiega la neo direttrice, tra i programmi anche «il piccolo lanciatore Vega, il team di progetto di Vega di space rider della navetta». Senza dimenticare poi le le attività Corporate della agenzia, «cioè quelle legate all'informatica, la sicurezza l'archivio e anche la comunicazione e da poche settimane anche il centro che si occupa degli asteroidi».

Nel centro ricerche e sperimentazione che può essere paragonato a una sorta di “paese” della scienza e ricerca scientifica e «punto di riferimento nello scenario internazionale», operano quotidianamente circa 800 persone tra funzionari Esa e contraenti di aziende europee e canadesi. «Durante il Covid la presenza si è ridotta al 10 e poi al 30 per cento- dice Cheli - ma ora si sta tornando verso la normalità e si assesterà a circa 800 persone». All'interno lo staff si occupa della raccolta dei dati, «distribuzione agli utenti, archivio dei dati e gestione di tutto il segmento al suolo per promuovere dei programmi di dimostrazione applicativa scientifica dei dati di osservazione la terra».

A dimostrare l'interesse suscitato all'esterno poi, i 50 mila visitatori che ogni anno varcano le porte dell'Esrin di Frascati.

Simonetta Cheli che da genneio sarà Direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell'ESA

«Il sito, che ha una grande valenza strategica per l'Italia e per l'Europa è anche anche un importante centro di riferimento - argomenta - in quanto ospita convegni scientifici, riunioni industriali di progress meeting di progetti industriali, apertura agli studenti in occasione delle giornate della ricerca e della notte dei ricercatori».

Senza dimenticare le sfide per i prossimi quattro anni che vanno dalla crisi climatica alla gestione dell'emergenza legata ai disastri naturali. E poi la necessità di integrare nell’osservazione della Terra le nuove tecnologie digitali, «per garantire agli utenti l’accesso ai grossi volumi di dati disponibili, e infine integrare le attività istituzionali con quelle dei nuovi attori commerciali del New Space». Un altro aspetto “importante” è quello di «garantire che nei prossimi anni vengano lanciati i 39 satelliti che l’Esa ha in via di sviluppo, gestendo correttamente tempi e rischi e contenendo i costi». C'è poi il capitolo fondi: «Alla prossima Ministeriale Esa dovremo presentare programmi solidi che possano essere finanziati dai Paesi membri per costruire le prossime generazioni di satelliti». E «consolidare i rapporti con l’Ue per garantire il futuro del programma di osservazione della Terra Copernicus». Non meno importante il ruolo del Paese nello scenario internazionale. «Per l’Italia è fondamentale avere un sito in Italia - conclude - e avere sinergia con un sito come quello dell’Esa. Dobbiamo ricordare che l'Italia investe molto sia in osservazione della terra sia in lanciatori, non a caso è il terzo contribuente all'Esa».

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