Decreto legge per la prossima sessione

Esame avvocati: niente prove scritte e due orali

Resta invece sospeso l’esame di stato per i giornalisti, fermo da dicembre

2' di lettura

Nessuna prova scritta, ma due orali. con il candidato nella sede desame. Commissione da remoto e una sola materia, scelta dal candidato, per la prima prova. Molte più sottocommissioni. Lo prevede il decreto legge che stabilisce le modalità di svolgimento della prossima sessione dell’esame di Stato, per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, durante l'emergenza sanitaria da covid-19. Il provvedimento è ora sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica.

Sia garantita parità trattamento a candidati esame

«Il Consiglio nazionale forense ha collaborato con il ministero della Giustizia per garantire ai praticanti avvocati l'espletamento dell'esame della sessione 2020 ed evitare così ulteriori ritardi per l'accesso alla professione forense», afferma la presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense, Maria Masi, in riferimento al decreto legge per lo svolgimento dell'esame di abilitazione alla professione di avvocato. «Tuttavia - prosegue Masi - il Cnf nutre alcune perplessità, relativamente alla formulazione del testo del decreto, per l'effettiva garanzia di equilibrio e parità di trattamento nei confronti di tutti coloro che affronteranno il primo colloquio orale».

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Il Cnf aveva suggerito che i quesiti del primo orale fossero comuni

«Per questo - spiega Masi - il Cnf aveva suggerito che i quesiti del primo orale, sostitutivo della prova scritta e della durata di una sola ora, fossero elaborati centralmente dal Ministero stesso in modo di assicurare a tutti i candidati una condizione di omogeneità. Il Cnf interloquirà con il ministero della Giustizia e con la commissione centrale d'esame per verificare che non sussista un eventuale rischio di disparità di trattamento per gli aspiranti avvocati».

Fermi gli esami dei giornalisti

Resta invece ancora bloccata la prova d’esame dei giornalisti, inizialmente prevista il 3 dicembre, che già era in netto ritardo rispetto alla ordinaria tabella di marcia, che ante-pandemia prevedeva quella prova nel mese di ottobre. Il dpcm 2 marzo 2021 ha ulteriormente sospeso, fino al prossimo 6 aprile, lo svolgimento delle procedure di abilitazione professionale a causa della situazione di emergenza epidemiologica. Dunque la prova scritta degli esami di idoneità professionale prevista per il 3 dicembre 2020, all’hotel Ergife Palace Hotel di Roma, «è rinviata a data da destinarsi», si legge sul sito dell’ordine. La scorsa sessione (scritti ad agosto e orali a novembre) sono stati bocciati il 45,26% dei candidati. Dei 358 candidati che nonostante la pandemia si sono seduti ai banchi dell’Ergife per sostenere l’esame, solo 196 sono diventati giornalisti professionisti. Un record negativo. Ben 142 non hanno superato la prova scritta e in 20 si sono fermati all’orale. Forse il nuovo decreto avrebbe dovuto contemplare anche un ripensamento per l’esame dei giornalisti professionisti. E una soluzione operativa anche per le tante vite “bloccate” dei praticanti.

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