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Escalation di violenza in Siria e Libano. Israele: «Sventato attacco iraniano»


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3' di lettura

Prosegue l’escalation di violenza in Medio Oriente che vede protagonisti Israele e milizie filo-iraniane. Il piano di attacco in preparazione contro Israele e sventato ieri in Siria è stato «personalmente sovrinteso dal comandante della Guardia rivoluzionaria iraniana generale Qassem Soleimani». Lo ha detto il capo dell'intelligence dell'esercito israeliano Tamir Heyman secondo cui da mesi Israele stava seguendo il piano dell'Iran. «Questo - ha aggiunto il portavoce militare Ronen Manelis - consisteva nell'invio di alcuni droni in Israele armati di esplosivo per uccidere israeliani. Droni visti in azione in Iraq, Siria e Yemen».

Le accuse sono state respinte da Teheran. Un generale iraniano ha riferito che gli attacchi israeliani in Siria non hanno causato danni o perdite tra le forze di Teheran sul posto. A riferirlo è l'agenzia di stampa semi-ufficiale Ilna, citando il generale Mohsen Rezaei, che ha negato le affermazioni dell'esercito israeliano secondo cui avrebbe sventato un imminente attacco da parte di droni iraniani contro Israele, definendo le affermazioni “menzogne”. Gli aerei da guerra israeliani hanno colpito obiettivi vicino alla capitale siriana, Damasco, durante la notte. Rezaei, alto comandante della Guardia rivoluzionaria iraniana, ha dichiarato che «i difensori di Siria e Iraq presto daranno una risposta» ai recenti attacchi di Israele e Stati Uniti.

Intanto questa sera tre razzi sono stati lanciati da Gaza verso le comunità israeliane attorno alla Striscia, compresa la cittadina di Sderot, dove poco prima erano risuonate le sirene di allarme. Secondo l'esercito, due dei
razzi sono stati intercettati dall'Iron Dome, il sistema di difesa antimissili. Proprio oggi a Gaza, controllata da Hamas, sono stati distribuiti i fondi stanziati dal Qatar per aiutare le 100milq famiglie bisognose della Striscia, in base agli accordi raggiunti indirettamente per la tregua con Israele.

Benyamin Netanyahu è stato chiaro nel mettere in guardia chi avesse messo in pericolo la sicurezza nazionale: Israele «non tollererà»
attacchi lanciati contro lo Stato ebraico «da alcun Paese della regione». Lo ha detto il premier riferendosi ai raid dell'esercito in Siria ieri sera per neutralizzare droni armati per colpire Israele. «Ogni Paese che consenta che il suo territorio sia usato per attacchi contro Israele, ne subirà le conseguenze. Sottolineo: quel Paese ne pagherà le conseguenze». Netanyhu - che si è recato in visita al nord di Israele con il capo di stato
maggiore Avi Kochavi - ha ribadito le accuse all'Iran.

Jet da combattimento israeliani hanno colpito sabato una serie di obiettivi ad Aqraba in Siria, a sudest di Damasco, in attacchi che, stando a quanto sostiene l'esercito israeliano, hanno avuto come obiettivo «operativi delle guardie rivoluzionarie iraniane e delle milizie sciite che negli ultimi giorni si stavano preparando a piani di attacco avanzati su siti israeliani dalla Siria». «L'attacco sventato - ha proseguito l'esercito - comprendeva
il lancio di diversi droni armati per colpire siti israeliani».

Oggi sei miliziani dell'organizzazione filo-iraniana Forze di mobilitazione
popolare (Al Hashd Al Shaabi) sono rimasti uccisi in un attacco da parte di un drone non identificato nella città di al-Qaim al confine tra Iraq e Siria. Lo riferiscono media arabi, ripresi da quelli israeliani, secondo cui tra gli uccisi c'è un comandante operativo della stessa milizia.

Il clima si è surriscaldato anche a causa della caduta a Beirut di due droni israeliani. Uno dei due droni «è esploso fuori la sede degli uffici di propaganda» di Hezbollah nella capitale libanese provocando «ingenti danni alla struttura». Lo ha detto Muhammad Afif, uno dei portavoce dei miliziani sciti, secondo cui il secondo drone si è schiantato nel sobborgo di Dahiyeh a Beirut, roccaforte degli Hezbollah, ma senza causare danni.

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