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Escursionisti umani: il lusso di viaggiare per conoscere persone

di Donata Marrazzo


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5' di lettura

La meta del viaggio sono i luoghi o le persone? Il mare, i monumenti, le escursioni avventurose, il relax nelle spa dei resort inclusi nei pacchetti-vacanze o l’incontro con le comunità locali? Meglio l’albergo, il b&b, la casavacanza oppure un co-living, un posto tenda in giardino (garden sharing) o un divano da couchsurfing?

Il turismo è un fenomeno in continua evoluzione e propone formule di ospitalità sempre più innovative. Responsabile, esperienziale, sostenibile, ispirazionale, è un po’ tutte le cose insieme quando fa del viaggio un’occasione di scoperta, un’esperienza immersiva, un cammino (anche interiore) che presuppone innanzitutto l’incontro tra chi parte e chi accoglie. E allora si parla di destinazione umana.

Viaggi ispirazionali, ovvero «Chi vuoi conoscere»?

Un concetto che Silvia Salmeri ha sviluppato e approfondito in pochi anni, passando, dopo la laurea in Scienze politiche e la specializzazione in Cultura e diritti umani, da un bed&breakfast sulle colline della Valsamoggia a un portale specializzato, fino a proporsi come unico tour operator per viaggi ispirazionali. Il nome? “Destinazione umana”, appunto. «La domanda che poniamo al viaggiatore che ci contatta non è dove vuoi andare, ma chi vuoi conoscere - spiega la giovane imprenditrice -. Costruiamo viaggi che vanno oltre i luoghi, tra le storie della gente. Itinerari ad valore umano». E il settore si va espandendo. Tanto che quest’anno, con una summer school rivolta a consulenti e operatori turistici e culturali, Destinazione umana ne esplorerà le opportunità anche per i borghi delle aree interne a rischio di spopolamento: dall’1 al 7 settembre, a Copanello (Cz), su uno dei tratti di costa più belli della Calabria.

Mete per “Amiche geniali” e altri viaggiatori

Pantelleria con i suoi capperi e i suoi dammusi, è la meta ideale per i viaggi delle “Amiche geniali” (c’è una sezione dedicata sul sito destinazioneumana.it) che dall’incontro con Antonietta Valenza, autrice di diversi libri dedicati all’isola, si aspettano di scoprire favare, calette e porticcioli, ma soprattutto il contatto umano con gli isolani. Materiale prezioso per il corso di scrittura creativa che si svolge nei luoghi più suggestivi e autentici dell’isola. È declinato al femminile anche il cammino lungo la Via degli dei, trekking ispirazionale, da Bologna a Firenze, con guide esperte dell’Appennino, ma non solo. “Dee narranti”, le chiama Silvia Salmeri, che tra Sasso Marconi, San Piero a Sieve e Fiesole conducono anche alla scoperta di nuovi paesaggi interiori.

Come quelli proposti in Valsugana nel rifugio Serot: ad accogliere gli ospiti, sulla catena del Lagorai, ai piedi del monte Fravort e del Gronlait, è Roberto Patti, un ex commercialista che ha mollato tutto per vivere di montagna. Lì Nicoletta Cinotti, esperta di mindfulness e bionergetica, propone esperienze tra scrittura, meditazione e outdoor. A Matera, invece, la guida tra i Sassi è Eliana Viggiani. Dopo l’India e l’Australia è tornata nei suoi luoghi d’origine e ha aperto un B&B eco-sensibile: assicura ai viaggiatori esperienze autentiche, a stretto contatto con la gente, gli artigiani e i sapori forti del territorio.

Il mondo a porte aperte di Servas

«Sono partita per l’India per un convegno all’Università di Delhi e ho chiesto a Ravindra Verma, artista e scultore che parla italiano per aver studiato a Perugia, di ospitarmi. Mi ha fatto visitare il museo archeologico con il suo amico direttore e poi mi ha portato a varie presentazioni di artisti indiani. La moglie e la figlia mi hanno preparato chapati indimenticabili». È la testimonianza di Valeria Manca che ha viaggiato nel mondo con Servas, associazione fondata nel 1949 dall’americano Bob Luitweiler, pacifista e obiettore di coscienza. Oggi è una rete di 16mila associati in 125 paesi. Dall’esperanto “ni servas”, noi serviamo, l’associazione ha tutta un’altra visione del mondo: piccolo, senza confini, a porte aperte. Un sistema spontaneo che coinvolge famiglie, singoli e comunità, disposti a ospitare viaggiatori stranieri, condividendo con loro un po’ di vita quotidiana.

«Non è farsi una vacanza gratis - sottolinea Luigi Uslenghi, fra i fondatori dell'associazione -, ma è valorizzare il proprio viaggio attraverso conoscenze reciproche». Così da ogni incontro nasce una nuova amicizia. «Chi non può offrire una sistemazione di notte, si dedica all’ospite durante il giorno - spiega Franco Scarpino in Servas da più di 10 anni e fino allo scorso anno fra i membri del collegio dei garanti - indicando percorsi, facendo da guida, condividendo con un pasto».

#Rentafinn, adotta un finlandese

La Finlandia, paese più felice del mondo, secondo la classifica di World Happiness Report, ha lanciato l’hastag #rentafinn, adotta un finlandese: sul sito (rentafinn.com) è possibile scegliere un abitante del posto come guida turistica ai luoghi e alla felicità. E non è escluso che la vacanza la paghi l’ufficio del turismo. Com’è successo a Daniela, viaggiatrice italiana, e all’amica spagnola Leire: Linda e Niko, di Utö, le hanno accompagnate in barca nell’arcipelago del mar Baltico. Fra i “locals” disponibili c’è Esko, il sindaco di Rovaniemi, la città di Babbo Natale, e Hanna, pronta a guidarvi in tour tra laghi, saune e mirtilli.

Amavido, start-up tedesca, è nata per promuovere in Italia un turismo più umano, “trasformativo”, lo chiamano i fondatori. Conducono i viaggiatori fuori dai soliti circuiti, inserendosi con delicatezza nel tessuto sociale dei luoghi. Il loro obiettivo è riuscire a portare nei borghi italiani turisti da tutta Europa. Ci provano con una campagna di crowdinvesting.

Calabria, hub del turismo alternativo

La Calabria è fra gli hub più innovativi del turismo alternativo. Da Civita, nel Pollino, a Bova, nell’area greca dell’Aspromonte, si sperimentano paesi albergo e coliving, per rilanciare l’identità culturale dei luoghi e riattivare le tradizioni locali. Su Vaccarizzo di Montalto Uffugo ha puntato perfino il Mit di Boston: il borgo è diventato un prototipo di rigenerazione sociale, seguendo il metodo del Societal transformation lab del Presencing Institute, partner dell'Istituto del Massachusetts.

Così è nato «I live in Vaccarizzo», proposta di ripopolamento delle aree marginali presentata da Brit, start-up impegnata nella rigenerazione di borghi a rischio di abbandono. Un progetto coordinato da Roberta Caruso, filosofa dell’abitare, fondatrice del coliving Home for Creativity, il primo in Calabria. Con la partecipazione di tutta la comunità, in pochi mesi Vaccarizzo è diventata una destinazione turistica. E zio Franco, Cettina, donna Letizia, hanno aperto case e dimore storiche ai visitatori. Il bar della piazzetta è il salotto del paese, il circolo Acli (ovvero casa di Antonio e Franca) è il luogo in cui si mangia insieme: in tavola maccaruni e altri piatti della tradizione. Una specie di home restaurant fermo agli anni 50.

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