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Esecuzioni immobiliari rallentate dall’effetto pandemia

Non solo cresce il numero dei Nel 2019 la durata media dei procedimenti si attestava, infatti, a 4,62 anni, mentre nel 2021 si è arrivati a toccare quota 5,33 anni

di Redazione Real Estate

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

L’attività giudiziaria risente ancora degli effetti della pandemia e così le procedure sulle esecuzioni immobiliari. Ciò che emerge dall'analisi dell’Associazione T6 – Tavolo di Studio sulle Esecuzioni Italiane – che ha diffuso oggi la sesta edizione dello “Studio dei Tempi delle Esecuzioni Italiane” – è il perdurare degli effetti della pandemia che ha avuto un impatto significativo sull’attività giudiziaria in generale e sulle procedure esecutive in particolare.

I fascicoli iscritti passano da 31.147 del 2020 ai 36.115 del 2021, mentre i procedimenti definiti nel 2021 si mantengono in linea con quelli del 2020 e risultano decisamente inferiori ai dati del 2019. Si passa infatti dai 88.913 del 2019 ai 66.480 del 2020 ai 66.111 del 2021. La notizia positiva, anche se ancora legata alla diminuzione delle iscrizioni, è che le procedure pendenti sono in calo dell’8,3% (attestandosi a 165.872). Gli effetti della pandemia hanno influenzato e rallentato il sistema giudiziario italiano e lo si evince anche dalla durata media delle procedure. Nel 2019 la durata media dei procedimenti si attestava, infatti, a 4,62 anni, mentre nel 2021 si è arrivati a toccare quota 5,33 anni. Dato in ulteriore peggioramento rispetto a quello del 2020 (5,31 anni). Nel report di quest’anno, inoltre, è stata inserita una nuova metodologia, che consente di avere un dato ancor più realistico in merito ai procedimenti giudiziari: emerge che circa il 50% delle procedure effettivamente definite nel 2021 si chiude con aggiudicazione (in media occorrono 6,22 anni per arrivare alla vendita giudiziale), mentre più del 35% si definisce stragiudizialmente, con una media di 3,55 anni.

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Guardando al dettaglio territoriale, i tribunali del nord-est sono i più virtuosi con una durata media di 4,47 anni per la definizione dell’intera procedura. Lo studio rileva anche le best practice dei singoli tribunali italiani: Trieste è il tribunale che chiude le procedure esecutive (con una media di 2,5), mentre il tribunale che arriva prima alla vendita giudiziale è Gorizia con una media di 2,2 anni.

«La nuova edizione dello Studio dei Tempi, profondamente rinnovata anche nella metodologia di ricerca grazie ad una analisi dettagliata delle fasi delle procedure esecutive – ha spiegato Marco Pesenti, presidente dell’associazione e senior partner de La Scala Società tra Avvocati – riporta dati interessanti sui tempi delle esecuzioni immobiliari italiane ed ha l’obiettivo di facilitare l’attività dei decisori nell'individuazione di eventuali attività per arrivare ad una maggiore efficienza a livello nazionale. Il punto di partenza per raggiungere questo obiettivo sarebbe, comunque, lavorare su interventi specifici, anche di carattere tecnologico, che siano in grado di dare un effettivo impulso positivo ai tempi della Giustizia. Certamente, lo studio dimostra ancora una volta che la pandemia ha colpito il settore e per valutare l’effettiva ripresa delle performance dei tribunali ed il superamento degli impatti, dovremo attendere i dati del 2022 e, forse anche quelli degli anni successivi, sperando che la tendenza al miglioramento venga confermata».

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