speciale pitti uomo

Esemplare segue l’Onu per migliorare il pianeta

di G.Cr.


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Piumino in nylon catarifrangente con fibre di vetro, zip spalmata logata. L’ovatta utilizzata internamente è riciclata

2' di lettura

Sostenibilità, riciclo ed economia circolare: non c’è brand che – idealmente – non desideri venire associato a queste tre idee, perché il tema della salvaguardia del pianeta attraverso scelte di consumo è al centro di ogni dibattito e al primo posto nei desideri dei Millennial, già oggi primi consumatori di lusso e prodotti del segmento premium.

Non sono molti però i brand che già oggi offrono soluzioni sostenibili e allo stesso tempo credibili: tra questi c’è un marchio di Torino, Esemplare. A Pitti presenta capi spalla imbottiti, ad esempio, in piuma sintetica alternativa, al 100% riciclata da bottiglie di plastica o con ovatta riciclata. Dal 2014 appartiene al gruppo Pattern, che nel 2017 ha acquisito anche Roscini, azienda umbra specializzata in modellistica e produzione del segmento donna e ha così rafforzato la leadership nella progettazione e produzione di capi sfilata per i più importanti brand di moda internazionali, uomo e donna. Il progetto Esemplare si inserisce nella filosofia del gruppo Pattern Roscini, che fa parte di una ristretta selezione di aziende italiane certificate SA 8000-Social Accountability.

Fondata nel 2000 da Franco Martorella e Fulvio Botto, Pattern ha presentato da poco il percorso From red to green carpet, che ambisce a rendere l’azienda “carbon neutral” entro il 2023, aderendo a un progetto di respiro globale, Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. «Siamo sempre alla ricerca di ciò che possa migliorare le condizioni di lavoro nostre e della nostra filiera e che allo stesso tempo abbia il minimo impatto sull’ecosistema e sul pianeta – spiega Luca Sburlati, amministratore delegato di Pattern Roscini –. Credo fermamente che ognuno di noi nel proprio ruolo, in azienda o nella vita privata, non possa sottrarsi dal farlo». Aderendo alle linee guida dell’Onu, Pattern Roscini, che in sei anni ha moltiplicato per sei il fatturato, arrivato a 30 milioni, implementerà la tracciabilità della propria catena approvvigionamento, pianificherà miglioramenti in termini di consumo di acqua, autoproduzione di energia, controllo dei prodotti chimici e molto altro ancora.

I capi presentati a Pitti sono la dimostrazione di come materiali alternativi e infinitamente meno inquinanti di quelli tradizionali, possano comunque essere usati per creare tessuti e capi performanti e con un alto contenuto creativo e stilistico, nella tradizione italiana nata intorno ad artigiani sempre pronti a sperimentare.

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