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Esg, arriva il test di valutazione per capire quanto sia sostenibile la propria azienda

È una piattaforma rivolta alle società non quotate. Realizzata da Sda Bocconi e Pwc Tls consentirà di prendere coscienza su quanto la propria impresa sia green

di Vitaliano D'Angerio

ESG: come riconoscere e valutare la sostenibilità

2' di lettura

Un questionario. E poi un click su invio. Alla fine apparirà rosso, giallo o verde come in un semaforo e a quel punto l’imprenditore scoprirà quanto è sostenibile la propria azienda. È l’ambizione della piattaforma messa a punto dalla Sda Bocconi e dallo studio di avvocati e commercialisti Pwc Tls. Un tool accessibile in modo gratuito (dalla prossima settimana) attraverso i siti dell’ateneo milanese e dello studio legale. Il risultato non potrà, al momento, essere utilizzato come una certificazione green da sottoporre a banche o altra istituzione. Però sarà un documento da cui partire e soprattutto permetterà al management di capire quanto lavoro c’è da fare per migliorare l’allineamento con i parametri Esg.

Le quattro aree

Il tool di valutazione ha un nome preciso: Diagnostico Corporate Governance ed è frutto del lavoro di un team coordinato da Fabrizio Acerbis, managing partner di Pwc Tls e da Alessandro Minichilli, ordinario all’università Bocconi e direttore corporate governance Lab, Sda Bocconi. «Lo strumento di valutazione raccoglie le informazioni fornite dall’imprenditore – spiega Minichilli – e attraverso l’elaborazione di un algoritmo proprietario, restituisce profili di adeguatezza in relazione alle seguenti aree: governance proprietaria (quindi a chi appartiene l’azienda, ndr), governance societaria; presidi di conformità; Esg».

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Lo strumento richiede di rispondere ad una serie di domande relative alle quattro aree. C’è ovviamente un’anagrafica dove l’imprenditore dovrà inserire una serie di informazioni che, su sua indicazione, potranno essere oscuratere. «La privacy innanzitutto – risponde Acerbis –. Dipenderà dall’imprenditore se rivelare o meno le informazioni che verranno fornite. Il risultato del test potrà poi essere eventualmente reso visibile anche a noi».

L’area sui presidi di conformità contiene domande per esempio sulla normativa 231 o sui controlli interni. Domande dettagliate anche per la governance societaria che consente di capire quanto e se l’impresa sia allineata con le best practice di settore. «Difficile che un imprenditore approfondisca temi come il codice di autoregolamentazione di Borsa Italiana o simili – ricorda Minichilli –. Con questo test diagnostico consentiamo di verificare in modo veloce, chiaro e preciso quanto l’azienda sia allineata con le migliori regole di governance». C’è o no un consiglio d’amministrazione? E le donne quanto sono rappresentate? Ecco alcune delle domande a cui dovranno rispondere gli interessati per consentire all’algoritmo di elaborare un responso finale.

Esg e certificazioni

C’è poi l’area Esg. Qui come noto non vi sono ancora standard internazionali condivisi e proprio in queste settimane la Commissione Ue sta lavorando su una nuova proposta di dichiarazione non finanziaria (Dnf) con annesse metriche di valutazione.

Ecco perché è dura poter fare un test. «Ma il nostro obiettivo è quello di consentire all’imprenditore di prendere consapevolezza sul grado di sostenibilità dell’azienda – afferma Acerbis –. E su quanto lavoro vi sia da fare per migliorare i parametri Esg dell’impresa». Il risultato del test però non potrà essere utilizzato come certificazione per ottenere corsie preferenziali per finanziamenti o altro. «Assolutamente – ribadisce Acerbis –. Il documento finale non è una certificazione. Un domani però non escludiamo questa possibilità».

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