fondo salva-stati

Esm, Conte: «Salvini era seduto al tavolo». Gualtieri: non serve ristrutturazione per avere i fondi

Il progetto di riforma del fondo salva-Stati e le proposte tedesche allarmano le banche italiane. E il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, lancia l’ultimatum: «Se l'Italia non tutela il debito sovrano non lo compreremo più»


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3' di lettura

«Noi siamo liberi di comprare titoli sovrani, non abbiamo un vincolo di portafoglio e in questa fase abbiamo circa 400 miliardi di debito pubblico italiano (nei bilanci delle banche – ndr): il problema è che cosa fa la Repubblica italiana per tutelare il debito pubblico, non si tratta di debito delle banche e se le condizioni relative al debito pubblico alterano o per maggiori assorbimenti o per elementi che favoriscono sinistri è chiaro che le banche sottoscriveranno meno debito pubblico, non li compreremo più».

Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione bancaria italiana, è netto di fronte ai giornalisti nel corso di un incontro con la stampa italiana in cui si è parlato di riforma del fondo salva-Stati, dell'introduzione delle clausole di azione collettiva (Cac) che consentono di aggregare tutti i bond sovrani e ristrutturarli con un unico voto dei creditori (single limb) e della proposta tedesca di ‘prezzare' le esposizioni delle banche al debito sovrano quale condizione per procedere alla condivisione dei rischi con un sistema unico di garanzia dei depositi.

Conte: su Mes delirio, Salvini a tavolo a sua insaputa
Il Mes, il Meccanismo Europeo di Stabilità ( o Esm - European Stability Mechanism) resta dunque al centro delle polemiche. Dopo l’attacco della Lega e la precisazione di Palazzo Chigi, che ha chiarito che nessun accordo è stato ancora siglato, martedì è sceso in campo anche il Movimento 5 Stelle, chiedendo un vertice di maggioranza sulla questione. «Oggi abbiamo scoperto che c'è un negoziato che è da un anno in corso: il delirio collettivo sul Mes è stato suscitato dal leader dell’opposizione (Salvini, ndr), lo stesso che qualche mese fa partecipava ai tavoli discutendo di Mes, perché abbiamo avuto vertici di maggioranza con i massimi esponenti della Lega, quattro incontri» e ora c'è chi scopre che era al tavolo «a sua insaputa» ha detto il premier Giuseppe Conte, che riferirà il 10 dicembre al Senato sul Mes. E ancora: «Quando si partecipa ai tavoli a propria insaputa, non si capisce quel che si era studiato e lo si scopre dopo, per suscitare scandalo o delirio, quell'atteggiamento non è responsabile».

Salvini: Conte bugiardo, da Lega sempre no a Mes
A stretto giro la replica di Salvini. «Il signor Conte è bugiardo o
smemorato. Se fosse onesto direbbe che a quei tavoli, così come
a ogni dibattito pubblico, compresi quelli parlamentari, abbiamo
sempre detto di no al Mes. Non è difficile da ammettere e del
resto, se necessario, ci sono numerose dichiarazioni a testimonianza della contrarietà espressa da tutti i componenti della Lega, ministri compresi, su questo argomento. Cosa teme il presidente del Consiglio? Ha forse svenduto i risparmi degl italiani?»

Mes, fonti Bankitalia: verifica debito già prevista
Intanto fonti di Bankitalia precisano che la riforma del trattato del
meccanismo europeo di stabilità (Mes) non prevede né annuncia
un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani
. E aggiungono che nel Trattato già oggi in vigore, non c'è scambio tra assistenza finanziaria e
ristrutturazione del debito. Anche la verifica della sostenibilità del debito prima della concessione degli aiuti è già prevista dal Trattato vigente. Il governatore Visco - si spiega ancora - non ha espresso un giudizio sfavorevole sulla riforma del Mes.

Gualtieri: per sostegno non serve ristrutturazione
E il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in una nota specifica che «le condizioni per l'accesso di un paese ai prestiti del MES non sono cambiate, anzi, per una fattispecie specifica, sono state sia pur solo parzialmente alleggerite. Soprattutto è bene chiarire come la riforma del MES non introduca in nessun modo la necessità di ristrutturare preventivamente il debito per accedere al sostegno finanziario». «A proposito della riforma del Meccanismo europeo di stabilità - afferma- si è ingenerata nel dibattito italiano molta confusione».

Non solo. «L'Italia non ha avuto, non ha e non avrà bisogno dei prestiti MES: il debito italiano è sostenibile, ha una dinamica sotto controllo anche grazie alla politica fiscale prudente e a sostegno della crescita che il paese porta avanti». E il Meccanismo «è un potente elemento di stabilizzazione dei mercati finanziari e una difesa contro possibili crisi e deve pertanto essere considerato come un nostro alleato, non come un nemico».

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