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Esordio veneziano di Castellitto Jr. Ed è subito premio: storie nichiliste di figli d'arte

Il suo era un successo annunciato. Un film, dal titolo “I predatori”, atteso dal mondo del cinema e del gossip. E la sceneggiatura complessa e accurata è valsa a Pietro, erede di Sergio e di Margaret Mazzantini, il premio alla sceneggiatura in Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia. Puntata secca, vittoria sicura

di Federica Polidoro

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2' di lettura

Il suo era un successo annunciato. Un film atteso dal mondo del cinema e del gossip. E la sceneggiatura complessa e accurata è valsa a Pietro Castellitto, figlio di Sergio e di Margaret Mazzantini, il premio alla sceneggiatura in Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia. Puntata secca, vittoria sicura. I predatori è un pastiche dalla struttura circolare, pieno di citazioni al meglio della storia del cinema e a qualche fatto e personaggio dell'attualità - Claudio Camilli e Nando Paone sembrano controfigure di Matteo Salvini e Attilio Fontana - entrambe confutate a più riprese dal regista.

Il giovane rampollo muove la camera con consapevolezza, riempie di dettagli ogni quadro ed è attento ad ogni battuta, persino i nomi dei personaggi sembrano il frutto di un calcolo preciso – cit. la regista Ludovica Pensa contro Felice Arancia. In una attitudine davvero postmoderna e senza andare a cercare troppo lontano, l'impressione è che Pietro abbia seguito la lezione di Moretti, gli piacciano i fratelli Marx, i tableaux di Ulrich Seidl, i videoclip di Michel Gondry e Spike Jonze, le webcam series, i bambini dei film di Peter Greenaway, le relazioni dei film dei fratelli Taviani, le composizioni di Yazujiro Ozu, le frustrazioni borghesi di Nikita Michailkov, i virtuosismi tecnici di Paul Thomas Anderson.

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Esordio veneziano di Castellitto Jr. Ed è subito premio Storie nichiliste di figli d’arte

Caso o intenzione il sinistro senso dejà vu - che Freud definisce unheimlich - latente ad ogni immagine vale da solo l'esperienza scopica del film. Intanto in questa intervista Castellitto risponde all'eterna domanda che si pongono i comuni mortali: quanto è facile, per dimestichezza, conoscenze, capacità, per un figlio d'arte accedere al mondo dello spettacolo ed esordire con successo al primo colpo? Trovate la risposta alla fine dell'intervista, senza capovolgerla.

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