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Esperienza all’estero e laurea in corso i consigli di chi ce l’ha fatta (subito)


2' di lettura

Una laurea nei tempi giusti e l’apertura verso esperienze internazionali. Sono tra le carte vincenti dei giovani che un posto nelle Big Four sono già riusciti a conquistarlo.

Può persino capitare che un «cervello in fuga» rientri in Italia proprio grazie alla chiamata di una delle società di consulenza. È successo a Dario Cefarelli, 25 anni, napoletano, da febbraio chiamato a Milano nel team M&A di Pwc TLS dagli Usa dove aveva appena terminato un master in business and company law alla Temple university di Filadelfia. Il contatto con la Big Four è avvenuto con il career day che Pwc TLS ha organizzato alla New York University per reclutare giovani italiani con una preparazione internazionale, desiderosi di rientrare. «Non che mi trovassi male in America» puntualizza Cefarelli, laurea alla Vanvitelli, master Luiss proseguito in America e un’incursione di 4 anni nella serie A di basket. «Mi attraeva però l’idea di tornare, riuscendo comunque a restare in un contesto internazionale, peraltro nel mio settore di elezione, l’M&A». Per lui durante il colloquio «molto ha contato la conoscenza che avevo già dello studio dove erano approdati alcuni miei amici».

Anche per Georgia Manuelli, ligure di 31 anni, l’esperienza all’estero, in particolare nell’italian Desk di Deloitte, è stata un trampolino per bruciare le tappe e conquistare in soli otto anni il ruolo di manager nello sede di Genova, nella service line Business tax, industry financial services. Manuelli è stata chiamata a Genova inviando il Cv qualche giorno prima della laurea in Bocconi a soli 23 anni: «Credo sia stata la preparazione giusta, mi ha insegnato da subito a lavorare sotto stress e a rispettare le scadenze». In più lei ha scelto di studiare tra i primi la nuova legge Usa sui “qualified agreement” e ora è un punto di riferimento sul tema per tutto il Nord Italia.

L’apertura verso nuove culture è invece già nel Dna di Yan Yue. Di nazionalità cinese, 25 anni, in Italia dall’età di 8 anni, con il sostegno della famiglia e delle borse di studio per merito si è laureato in tempo con 110 alla Cattolica in management per l’impresa. «Ma sono anche molto attratto dalla tecnologia» aggiunge. Infatti nel suo Cv figura anche la creazione di una start up per una piattaforma di autoapprendimento della matematica. «Anche se non è andata a buon fine - precisa - credo che quest’esperienza abbia avuto il suo peso nella selezione». Yue è in Kpmg da gennaio, un mese dopo la laurea, come junior tax consultant e ora punta a recuperare il cinese anche nel lavoro. «Ai ragazzi consiglio di avvicinarsi il più presto possibile al mondo del lavoro, perché ha dinamiche diverse da quelle accademiche: devo molto ai miei due stage».

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