logistica

Esplode la crisi del colosso Mr.Job, oltre mille lavoratori a rischio in Emilia

Scioperi ai cancelli dell cooperativa di facchinaggio per gli stipendi non pagati

di Ilaria Vesentini

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Scioperi ai cancelli dell cooperativa di facchinaggio per gli stipendi non pagati


2' di lettura

È una crisi che serpeggia da mesi quella della cooperativa di logistica e facchinaggio Mr.Job, con manifestazioni a singhiozzo in tutta la via Emilia per il mancato o parziale pagamento di stipendi e buoni pasto: prima le stazioni ferroviarie da Piacenza a Rimini, dove Mr.Job, attraverso il consorzio Manital, ha in appalto i servizi di pulizia, poi il blocco dei magazzini nei distretti ceramico e meccanico. Gli scioperi di ieri davanti agli uffici di Confindustria a Modena e quelli in corso oggi ai cancelli della Ceramica Pastorelli-Del Conca a Savignano sul Panaro sono il sintomo più acuto di una situazione di illiquidità dell'azienda che i sindacati di settore Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Uil stanno denunciando dallo scorso settembre.

«Mr.Job, una delle principali cooperative di logistica e facchinaggio in Italia e massima rappresentante di Agci (una delle tre centrali cooperative confluita in Aci), che occupa circa 1.030 lavoratori in Emilia-Romagna di cui circa 700 operanti sul territorio modenese, è entrata in una crisi irreversibile – segnalano le tre sigle confederali -. Tale situazione è stata generata da errate operazioni che hanno causato una crisi di liquidità che impedisce alla Mr.Job di garantire la propria continuità operativa e genererà il mancato pagamento degli stipendi di novembre che dovrebbero essere erogati ai lavoratori questa settimana e delle tredicesime».

La norma dell'obbligazione solidale prevede però il pagamento diretto da parte delle aziende committenti, in caso di inadempienza dell'appaltatrice: delle 53 imprese committenti della cooperativa di logistica e facchinaggio molte hanno assicurato che da qui al 23 dicembre pagheranno di tasca propria retribuzioni e tredicesime a circa 800 lavoratori di Mr.Job. Restano però altri 200 dipendenti della cooperativa che rischiano di restare scoperti perché i committenti (fra gli altri, Acetaia Bellei, Acetaia di Modena, Acetum, Crm, Daytona, Del Conca, Flaminia, Coem, Gambini Group, La Fenice, Ortalli, Poliedro, Simonini, Tecnoceramica Spezzano, Galileo, elencano i sindacati in una nota) non hanno ancora risposto alla richiesta o non hanno formalizzato la propria disponibilità a subentrare.

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti chiamano in causa non solo le istituzioni ma le associazioni di rappresentanza, a cominciare da Confindustria, che ieri non ha ricevuto la delegazione sindacale e che rappresenta, oltre alle industrie committenti, la stessa Mr.Job.

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