DIARIO DI BORDO DELL’ECONOMIA - CENTRO STUDI TAGLIACARNE

Esportazioni, il sud perde quote rispetto al paese

2' di lettura

Le regioni del Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) storicamente presentano deboli livelli di esportazioni rispetto al complesso del Paese, debolezza che si sta irrobustendo dal 2013 a oggi. Il rapporto esportazioni del Sud/esportazioni nazionali è sceso per la prima volta da quando esistono le serie storiche (il 2000) sotto l'8% (7,8%). E questo nonostante esistano regioni che sono in forte espansione come la Basilicata che negli ultimi sei anni ha di fatto triplicato i valori esportati del passato.

Ma nonostante l’esiguità dei numeri assoluti qualche spunto di interesse emerge dalla mappa delle destinazioni delle merci del Sud che vede una cospicua rilevanza rispetto alla media nazionale delle vendite verso i Paesi che hanno aderito in un secondo momento alla moneta unica (Repubbliche Baltiche, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia), il Nord America e verso i 10 paesi a più elevato Pil pro-capite (Irlanda, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Macao, Norvegia, Qatar, Singapore, Stati Uniti, Svizzera).

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LA SITUAZIONE
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E come sovente accade le singole componenti dell'area hanno comportamenti diversi. Campania, Basilicata e Calabria hanno una forte propensione alle esportazioni verso il Nord America e verso i Paesi a più elevato sviluppo economico. Sardegna e Sicilia prediligono i Paesi che hanno aderito all'euro in un secondo momento mentre la Puglia evidenzia una lieve specializzazione verso i Paesi che hanno aderito subito alla moneta unica. Il ruolo del Sud in termini di contributo alle esportazioni potrebbe ulteriormente ridursi nel breve periodo. Infatti, i dati dei primi sei mesi dell'anno appaiono certamente confortanti (+2,4% rispetto allo stesso periodo del 2019) ma sono decisamente inferiori rispetto alla media nazionale (+4,1%). A livello regionale si registra una elevatissima variabilità. Si va dal vero e proprio boom della Calabria (+15,6%) al crollo della Basilicata (-22,6%) passando ad una Puglia in regressione (-6,7%) e a una Campania in espansione (+5,5%).

Il crollo della Basilicata ovviamente si lega a doppio filo con il tema degli autoveicoli che sono di fatto quasi gli esclusivisti dell'export locale. Produzioni che hanno perso quasi il 32% delle vendite rispetto alla prima metà del 2019 con addirittura un -69% verso gli Usa che viene bilanciato solo a malapena dal +132% verso la Germania. Ma anche un altro capitolo di assoluto rilievo come le apparecchiature per le comunicazioni ha vissuto una prima parte di 2021 difficilissima con la perdita di quasi il 70% del venduto dei primi sei mesi del 2019 e addirittura il 73% rispetto al 2020 con un azzeramento quasi totale delle vendite in importanti Paesi come la Svezia. In Calabria, invece, pur rimanendo la modestia dei valori esportati si osserva come i volani territoriali della crescita siano stati essenzialmente la Grecia, la Germania e la Spagna con un sensibile apprezzamento di tutto il comparto alimentare e delle produzioni legate alle ferrovie.

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