grande distribuzione

Esselunga, nel riassetto la zampata di UniCredit: avrà il 32,5% dell’immobiliare

Il riassetto con cui Marina Caprotti e la madre diventano uniche socie finanziato in parte con la cessione alla banca del 32,5% dell’immobiliare

di Carlo Festa

(ANSA)

2' di lettura

Si perfeziona il riassetto azionario di Esselunga ed entra in campo il gruppo UniCredit . L'operazione con la quale Marina Caprotti e la madre diventano azionisti uniche di Supermarkets Italiani verra' infatti finanziata in parte (100 milioni) con mezzi propri, in parte (435 milioni) con la cessione a UniCredit del 32,5% di La Villata Spa società immobiliare che possiede gran parte degli immobili che ospitano i punti vendita Esselunga. In parte (1.312 milioni) ci sarà un finanziamento in pool messo a disposizione da Intesa Sanpaolo, UniCredit e BNP Paribas.


In particolare, l’ingresso di UniCredit nell’equity supporta gli azionisti di riferimento in questa importante operazione, che consente di realizzare un assetto azionario stabile, in grado di guidare il gruppo nei suoi progetti di sviluppo: sia con financing che con investimento equity, anche in considerazione del settore strategico in cui opera Esselunga, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria.

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Venerdì scorso c’è stata la pronuncia dell'arbitrato sul valore di Esselunga, da cui ha preso forma il riassetto della catena di controllo del colosso della grande distibuzione. Le azioniste di maggioranza, Giuliana Albera Caprotti, moglie del fondatore, e la figlia Marina Sylvia Caprotti, detentrici del 70% di Supermarkets Italiani, hanno comunicato alla controllata Esselunga che pagheranno con capitale per 535 milioni di euro e con debito bancario per 1.312 milioni il 30% del capitale sociale di Supermarkets Italiani, detenuto dagli altri figli Giuseppe e Violetta Caprotti.

Le decisioni sono state riferite sabato in un cda d'urgenza, il giorno dopo la conclusione dell'arbitrato su Esselunga, che ha valutato l'intero gruppo Supermarkets Italiani 6,1 miliardi e il 30% in mano a Giuseppe e Violetta Caprotti 1,83 miliardi (915 milioni a testa). Esselunga si fonderà inoltre con le sue controllanti, è stato detto in Cda, e di conseguenza si farà carico degli obblighi previsti dai finanziamenti. Rimborserà la linea bridge a seguito della fusione (che si prevede avvenga entro 12 mesi dal closing dell'acquisizione) e saranno rimborsati i 300 milioni dell'indebitamento gravante sulle entità incorporate.

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