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Esselunga, stop a querelle familiare. Cedute quote per 1,83 miliardi

Definita la vendita che ha visto Giuseppe e Violetta Caprotti cedere le proprie partecipazioni (complessivamente il 30%) della holding Supermarkets Italiani alla società acquirente Superit Finco, controllata da Giuliana Albera e Marina Caprotti

di Carlo Festa

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Definita la vendita che ha visto Giuseppe e Violetta Caprotti cedere le proprie partecipazioni (complessivamente il 30%) della holding Supermarkets Italiani alla società acquirente Superit Finco, controllata da Giuliana Albera e Marina Caprotti


2' di lettura

Termina ufficialmente la querelle familiare su Esselunga. Oggi, presso lo studio Marchetti, si è tenuto il closing della vendita che ha visto Giuseppe e Violetta Caprotti cedere le proprie partecipazioni (complessivamente il 30%) della holding Supermarkets Italiani alla società acquirente Superit Finco, controllata da Giuliana Albera e Marina Caprotti. Il valore della transazione e' pari a 1,84 miliardi - Violetta (assistita da Mediobanca) e Giuseppe incassano dunque oltre 915 milioni a testa - e riflette il valore della perizia su Esselunga, frutto di un arbitrato che, dopo oltre un anno, aveva valutato la catena di grande distribuzione 6,1 miliardi.

L'operazione con la quale Marina Caprotti e la madre sono diventate azioniste uniche di Supermarkets Italiani, gruppo da oltre 8 miliardi di ricavi, è stata finanziata in parte (100 milioni) con mezzi propri, in parte (435 milioni) con la cessione a UniCredit del 32,5% di La Villata Spa società immobiliare che possiede gran parte degli immobili che ospitano i punti vendita Esselunga. In parte (1.312 milioni) ci sara' infine un finanziamento in pool messo a disposizione da Intesa Sanpaolo, UniCredit e Bnp Paribas.

L'operazione ha avuto anche conseguenze finanziarie. L'agenzia di rating Moody's ha declassato il debito di Esselunga. Il rating è quindi passato da Baa2, ancora in area investment grande, a Ba1, la fascia speculative, con outlook stabile. Moody's ha quindi ritirato il rating dell'emittente Baa2 e successivamente assegnato alla società un giudizio Ba1 corporate family (CFR) alle emissioni obbligazionarie da 1 miliardo di euro del gruppo lombardo. «Il downgrade a Ba1 da Baa2 riflette il debito significativo e risultante maggiore leva finanziaria che Esselunga dovrà sostenere per riuscire ad acquisire la quota del 30% da parte dei suoi azionisti di maggioranza», ha scritto Moody's nella sua nota. «La transazione arriva in un momento di crescente incertezza a causa del difficile contesto della realtà commerciale e delle condizioni economiche indebolite a causa dello scoppio del coronavirus in Italia, e principalmente in Lombardia, il mercato principale di Esselunga», scrive l'agenzia di rating americana.

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