riassetti

Esselunga convoca il consiglio per l’operazione Villata Parte la scelta degli advisor di Borsa

di Carlo Festa


default onloading pic
(Imagoeconomica)

4' di lettura

Via libera all'accorpamento di Villata Partecipazioni in Esselunga. Si terrà nella settimana entrante il consiglio di amministrazione della società della grande distribuzione, board che darà il via al riassetto del gruppo necessario per l'accordo tra i due rami della famiglia Caprotti dopo la scomparsa del fondatore Bernardo nel settembre dello scorso anno. Intanto tra le banche d'affari si fanno le prime stime sulla possibile valutazione di Esselunga, nel caso dovesse sbarcare in Borsa.

Il primo step ci sarà comunque questa settimana: Esselunga rileverà infatti il 67,5% di Villata, la societa' immobiliare del gruppo: nel dettaglio verrà acquistato il 45% dei fratelli nati dal primo matrimonio di Bernardo Caprotti, cioè Giuseppe e Violetta, e il 22,5% della stessa Villata che fa capo alla vedova Giuliana Albera e alla figlia Marina, a propria volta azionisti di controllo di Esselunga con il 70%. Per acquistare le quote di Villata Partecipazioni saranno necessari tra 1,3 e 1,5 miliardi di euro, che saranno forniti con un prestito dalla banca statunitense Citigroup e sindacati con altri istituti. Su questo fronte è probabile che la banca americana, che ha fornito per ora una lettera di impegno in vista dell'accordo, strutturi il prestito con altre banche: probabile che della partita siano tutte le grandi banche italiane, da Intesa Sanpaolo a Unicredit fino a Mediobanca, BancoBpm e Bnl. Inoltre, secondo fonti finanziarie, il prestito stesso potrebbe essere rifinanziato in un secondo momento con un bond.

Questa operazione chiuderà le controversie, nate in fase ereditaria, tra i due rami della famiglia. Esselunga, post accordo, continuerà ad essere controllata dalla holding Supermarkets Italiani, a propria volta posseduta al 70% da Giuliana Albera e Marina, e con il 30% da Giuseppe e Violetta Caprotti.

Il piano finanziario prevede come obiettivo la quotazione in Borsa entro il 2020. In caso di mancata Ipo a Piazza Affari entro i prossimi 3-4 anni, ci sarebbe comunque l'obbligo da parte di Giuliana Albera e di Marina Caprotti di liquidare il 30% posseduto da Giuseppe e Violetta. Sul dossier della quotazione, oltre a Citigroup, potrebbe lavorare secondo i rumors Mediobanca, istituto storicamente vicino alla famiglia Caprotti. Ma anche altre banche d'affari sarebbero in corsa per il ruolo di global coordinator. Ma quanto potrebbe valere Esselunga in Borsa? Secondo alcune stime di qualche settimana fa le valutazioni erano tra i 6 e i 7 miliardi di euro. Gli ultimi numeri del colosso italiano della grande distribuzione parlano di un fatturato di 7,54 miliardi, un margine operativo lordo di 661 milioni, un utile di 262 milioni e debiti di 55 milioni. Per quella data bisognerà poi massimizzare la redditività dei conti, quindi a un livello ancora più elevato rispetto ad oggi. Non sarà facile, visto che Esselunga è già una Ferrari che gira a pieno regime. In vendita, quindi a disposizione del mercato, dovrebbe finire almeno il 30% in mano a Giuseppe e Violetta, anche se la quota potrebbe essere alla fine superiore.

I principali competitor quotati ai quali guardare in vista dell'Ipo sono Walmart, Whole Foods, Costco negli Stati Uniti e l'olandese Ahold Delhaize, la francese Carrefour e l'inglese Morrison in Europa. Walmart scambia ad esempio a circa 8,5 volte in termini di rapporto tra valore d'impresa e Ebitda. Il colosso statunitense quota circa 18 volte i propri utili. Al contrario la francese Carrefour quota a circa 15 volte gli utili con un rapporto tra valore d'impresa ed Ebitda di oltre 4 volte. Se si guarda sempre all'Europa per l'olandese Ahold questo parametro raggiunge le 6 volte.

In media i gruppi della grande distribuzione americani sono valutati con multipli più cari rispetto ai concorrenti europei: i gruppi Usa quotano in media 19 volte gli utili e hanno un rapporto Ev/Ebitda di oltre 9 volte contro le 16 volte i profitti e il rapporto vicino a 6 come Ev/Ebitda per i gruppi europei, che sono quindi più a buon mercato. Se infine si guarda alla capitalizzazione il record è appunto di Walmart con 238 miliardi di dollari. In Europa, invece, Ahold vale 27 miliardi di dollari, Carrefour 20 miliardi e Morrison 7 miliardi. Quindi Esselunga arriverebbe in Borsa con una capitalizzazione assai più bassa dei grandi competitor internazionali, anche se per il solo mercato italiano 6-7 miliardi restano pur sempre un valore di primissimo livello.

C'è però da segnalare che, secondo alcuni ambienti finanziari, l'Ipo potrebbe non essere l'esito scontato della pace in famiglia: Bernardo Caprotti, in vita, aveva infatti messo al primo punto che venisse ritrovato l'accordo tra i suoi eredi. Per il resto non c'era preclusione a una cessione del gruppo, magari ad aziende estere da lui stimate: come proprio l'olandese Ahold. Quindi c'è chi pensa che, da qui a tre anni, ci potrebbero anche essere delle sorprese.

Un piano B, di cui si sarebbe anche discusso a livello di banche d'affari, è l'ingresso di un investitore finanziario in minoranza, al posto di Giuseppe e Violetta, investitore che poi potrebbe accompagnare in un secondo momento il gruppo della grande distribuzione in Ipo. Secondo indiscrezioni il candidato preferibile potrebbe essere un fondo sovrano. Secondo ambienti finanziari, in passato, c'erano ad esempio stati contatti con il fondo sovrano del Qatar. Ma non bisogna dimenticare che in questi anni che la separano dalla Borsa l'intera Esselunga, quindi il 100% e non una minoranza, continuerà ad essere target dei grandi fondi di private equity, come Cvc e Blackstone che l'hanno già corteggiata, come pure dei colossi della grande distribuzione come Walmart. Insomma, la pace in famiglia sembra solo il primo capitolo di una storia finanziaria che fornirà grandi sorprese in futuro.

Riproduzione riservata ©
    Per saperne di più

    loading...

    Brand connect

    Loading...

    Newsletter

    Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

    Iscriviti
    Loading...