dopo lunga trattativa

Esselunga verso la Borsa, accordo tra gli eredi per il riassetto

di Monica Lodi

Ansa

3' di lettura

Esselunga potrebbe approdare a Piazza Affari. Sarebbe questo l'obiettivo finale per la società di grande distribuzione frutto di un'intesa raggiunta nelle ultime ore tra gli eredi della famiglia Caprotti. È quanto si apprende da fonti finanziarie. Giuliana Albera e la figlia Marina Caprotti hanno il 70% di Supermarkets Italiani spa (che controlla il 100% di Esselunga spa) e il 55% di Villata Partecipazioni (immobili), mentre i figli del primo matrimonio, Giuseppe e Violetta, hanno ciascuno il 15% di Supermarkets Italiani e il 22,5%, sempre a testa, di Villata. Venerdì scorso Giuliana e Marina Caprotti, in una breve nota indirizzata a dirigenti, quadri e dipendenti del gruppo Esselunga avevano detto che precisato che «l'azienda non è in vendita» rispondendo alle notizie sull'offerta da 7,3 miliardi dei cinesi di Yida International Investment. Un'offerta che resterà valida fino al 7 luglio prossimo. Possibile in giornata una comunicazione ufficiale.

In una prima fase, secondo quanto si apprende, Esselunga Spa acquisirà il controllo dell'immobiliare Villata Partecipazioni per poi procedere alla quotazione di Esselunga. Un percorso lungo, che potrebbe vedere Esselunga matricola in Borsa tra molti mesi, più probabilmente almeno un anno.
La catena della grande distribuzione italiana ha chiuso il 2016 con vendite (a rete corrente) in crescita del 3,1% a 7,5 miliardi di euro. In rallentamento rispetto al 4,3% del precedente esercizio.

Loading...

Per la holding utile netto di 6,2 milioni
Nel bilancio 2016 di Supermarkets Italiani, per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile della gestione, si legge che «l'attività nel 2017 sarà rivolta alla gestione dei flussi finanziari a servizio dell'indebitamento». Al 31 dicembre scorso il totale dei debiti si attestava a 343,3 mln in calo dai 349,3 dell'anno precedente. La posizione finanziaria netta era negativa per 271 milioni (284 milioni a fine 2015). Supermarkets Italiani spa ha chiuso il 2016 con un utile netto di 6,2 milioni di euro che l'assemblea dei soci, svoltasi il 27 aprile scorso, ha deliberato di riportare a nuovo. L'anno precedente la holding della famiglia Caprotti (70% in mano a Giuliana Albera e Marina Caprotti) e il 15% ciascuno a Giuseppe e Violetta Caprotti (figli del primo matrimonio) aveva registrato invece un risultato di 101,5 milioni.

A determinare questa diversità - secondo i documenti consultati da Il Sole 24 Ore Radiocor Plus - il minor contributo di dividendi da parte di Esselunga: 10 milioni nel 2016 contro i 110 milioni del 2015. Va tuttavia evidenziato che, stando ai dati disponibili, il risultato 2016 sembra piu' in linea con la recente storia di Supermarkets Italiani che, nel 2014, aveva registrato un utile di 4,8 milioni. Dal bilancio 2016 emerge inoltre il valore di carico del 100% di Esselunga spa, pari a 3.838.867.000 euro (invariato sul 2015) a fronte di un patrimonio netto di 2,39 miliardi: un divario giustificato dalla «redditività attesa della società partecipata».

Rimborsate rate del debito
Nel corso del 2016 la holding ha rimborsato le due rate del debito residuo da 300 milioni sottoscritto nel 2012 e per farlo ha sottoscritto nuovi finanziamenti per 300 milioni che hanno scadenza al 2018 (200 milioni) e al 2020 (100 mln). Infine Supermarkets Italiani ha la disponibilità di una linea di credito di 67,5 milioni (a luglio 2018) utilizzabile alternativamente da lei stessa o dalla controllata Esselunga, oltre a disponibilità liquide per un totale di 29,8 mln (16,7 mln nel 2015).

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti