Grande distribuzione

Esselunga, la via sostenibile punta su ambiente e sociale

Marina Caprotti vara il primo bilancio Csr e promuove la transizione

di Enrico Netti

Marina Caprotti vara il primo bilancio Csr e promuove la transizione


3' di lettura

«Non c’è domani con i sistemi che usavamo ieri» disse Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga. Una frase che è un invito all’innovazione, al miglioramento continuo in nome del sociale e dell’ambiente. A partire da un taglio delle emissioni di gas serra del 30 per cento. Oltre a un maggior impiego di confezioni in materiale riciclato, riciclabile o compostabile per tutti i prodotti Esselunga. Lo sviluppo di nuove ricette e prodotti all’insegna di una maggiore attenzione al benessere. Commercializzare prodotti che rispondono a specifiche esigenze nutrizionali all’insegna dell’educazione alimentare, di abitudini e stili di vita sani ed equilibrati. Crescita sostenibile e lotta ai cambiamenti climatici. Sono alcuni degli obiettivi che Esselunga vuole raggiungere per il 2025 nell’ambito della sua politica di sostenibilità.

Una serie di decisioni strategiche sul cui sfondo c’è la sostenibilità vista anche come un motore di crescita dell’insegna. «Il bilancio di sostenibilità 2019 è stato voluto da Marina Caprotti» sottolinea Gabriele Villa, Chief commercial and operation officer di Esselunga. Marina Caprotti è presidente esecutivo della società con la delega per le attività di Corporate social responsibility e ha spinto per preparare il primo bilancio di sostenibilità nella storia della società.

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Tra i prossimi obiettivi del gruppo lombardo «c’è la vendita di tutto cioccolato a marchio Esselunga certificato, il 100% delle uova, latte e pesce fresco dovranno provenire da filiere sostenibili oltre alla revisione dell’offerta private label per renderla più sostenibile - spiega Villa -. Sono già stati rivisti oltre 80 prodotti». Un lavoro che coinvolge i fornitori che devono sottoscrivere un codice etico.

Sono cinque i pilastri del piano di sostenibilità della società: oltre ai fornitori ci sono i clienti, le persone, l’ambiente e la comunità. Lo scorso anno il valore economico restituito ai stakeholder è stato di 7,5 miliardi di euro. In sostanza più del 93% del valore creato da Esselunga è stato distribuito a fornitori, dipendenti, Pa e collettività. Non poco considerando che oggi il gruppo di Limito di Pioltello fattura oltre otto miliardi di euro, da lavoro a più di 25mila addetti impiegati in 3 poli logistici, 2 centri di lavorazione, 2 di produzione, 162 punti vendita oltre a 95 bar-ristoranti Atlantic e 40 profumerie Esserbella.

Per quanto riguarda i clienti, oltre 5,5 milioni quelli con carta fedeltà, l’impegno è di offrire prodotti freschi e di alta qualità, garantire qualità ai prezzi più convenienti contribuendo alla diffusione di stili di vita sani ed equilibrati, facendo innovazione. Un esempio arriva dalle etichette più chiare e trasparenti all’insegna dell’educazione alimentare.

Un team di oltre 50 tecnici e professionisti tra biologi, agronomi, veterinari della Direzione assicurazione qualità nel 2019 hanno fatto quasi 188mila test sui campioni agroalimentari. Analogamente ai fornitori dei prodotti private label vengono fatte ispezioni, anche a sorpresa, per verificare i processi interni.

Un lavoro articolato in cui le risorse umane giocano un ruolo chiave. Secondo il Bilancio di sostenibilità il personale ha usufruito di oltre 556mila ore di formazione presso il Learning center, polo didattico che ospita inoltre la «scuola dei mestieri». Qui i maestri formatori hanno fornito quasi 1,3 milioni di ore di formazione pratica agli addetti impiegati nei punti vendita. Per il 2025 aumenterà l’impegno nella formazione in particolare il programma dedicato ai talenti con un aumento del 20% delle ore erogate e la scuola dei mestieri (+50%). Si faranno passi nella direzione dell’uguaglianza di genere dove la presenza di donne in posizioni chiave aumenterà del 50%. Nell’area del welfare a tutto il personale della catena della Gdo verranno estese le convenzioni in ambito salute e work-life balance.

Non manca l’impegno green per tagliare i consumi energetici nei negozi e all’interno della food company. Si accelera nella diffusione degli impianti fotovoltaici, nell’eliminazione della plastica nella sede centrale, un minore consumo di carta grazie allo scontrino digitale. Per il servizio di e-commerce e spesa a casa si stanno testando furgoncini elettrici refrigerati a doppia temperatura: per i surgelati e il fresco. Un accorgimento per garantire la catena del freddo.

Lotta anche agli sprechi alimentari grazie alla storica partnership, iniziata 15 anni fa, con il Banco Alimentare. Un impegno sottotraccia, poco noto che ogni anno porta alla donazione di oltre 1.500 tonnellate di prodotti l’anno pari a oltre 3 milioni di pasti. Con il progetto «Amici di scuola» lo scorso anno è stato donato materiale scolastico per quasi 12,5 milioni. Nel 2019 è anche iniziata la collaborazione con la Fondazione Telethon e rinnovata quella con l’Istituto nazionale dei tumori di Milano.

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