La Giornata

Fca: 1 miliardo di perdite nel secondo trimestre. Poste -26,2%. Air France-KLM: -2,6 miliardi

I bilanci delle aziende comunicati oggi 31 luglio



  • Apple sorpassa Saudi Aramco e torna l’azienda con maggiore capitalizzazione

    Apple vola sulle ali degli ottimi conti del terzo trimestre e chiude la settimana a Wall Street con un balzo del 10,47%, spodestando dal trono il colosso petrolifero Saudi Aramco e tornando l'azienda più ricca del mondo. Alla chiusura delle contrattazioni la casa di Cupertino ha fatto registrare un valore di mercato pari 1.840 miliardi di dollari, contro i 1.760 miliardi del gigante saudita che era rimasto in cima al podio fin dal suo debutto sul mercato lo scorso anno.

  • Safilo: -53,7% a 114,5 milioni ricavi II trimestre, segnali di recupero a luglio

    Safilo ha chiuso il secondo trimestre del 2020 con ricavi in calo del 53,7% a 114,5 milioni di euro. Il risultato è stato fortemente penalizzato dalle chiusure dovute all'emergenza Covid-19. Nel mese di giugno, tuttavia, le vendite sono quasi raddoppiate rispetto al precedente mese di maggio, registrando un calo più moderato di circa il 35%. Nel dettaglio, in Europa, le vendite nette nel secondo trimestre 2020 sono state pari a 57,2 milioni di euro, in calo del 53%. In Nord America, le vendite nette sono state pari a 44,1 milioni di euro e hanno registrato una contrazione del 45,3%. Nell'area Asia e Pacifico, le vendite nette sono state pari a 8,8 milioni di euro, in calo del 65,7%. Nel Resto del mondo, le vendite nette sono state pari a 4,4 milioni di euro, in calo del 78,9%. Nel secondo trimestre 2020, l'utile industriale lordo è diminuito del 71,2% a 39,2 milioni di euro rispetto a 135,9 milioni di euro nello stesso trimestre 2019, con il margine in calo di 20,5 punti percentuali, al 34,2% delle vendite (54,7% nel secondo trimestre 2019). Il risultato industriale è stato impattato da circa 7 milioni di euro derivanti da maggiori costi di obsolescenza, resi prodotto, annullamento ordini e alcune svalutazioni di asset industriali. L'Ebitda adjusted è risultato pari a una perdita di 34,1 milioni di euro rispetto all'utile di 21,2 milioni di euro registrato nel secondo trimestre 2019, con il margine in calo di 38,3 punti percentuali, al -29,8% delle vendite (8,5% nel secondo trimestre 2019). Per il mese di luglio il gruppo sta assistendo a un rimbalzo delle vendite. L'incertezza legata al Covid-19 resta comunque molto alta e il Gruppo non è ancora in grado di fornire una nuova previsione per l'intero esercizio 2020.

  • Bolloré: +17% a 174 milioni utile netto I semestre, -1% ricavi a 11,61 miliardi

    Il gruppo Bolloré ha chiuso il primo semestre 2020 con un utile netto di 174 milioni di euro, in rialzo del 17% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, grazie soprattutto ai risultati positivi di Vivendi - di cui è primo azionista - e all'attività nella logistica. I ricavi, invece, sono scesi dell'1% a 11,61 miliardi di euro. La flessione è dovuta soprattutto al forte calo dell'andamento della logistica nel settore petrolifero. L'ebitda è sceso del 10% a 1,55 miliardi di euro. Il gruppo Bolloré fa parte di quelli poco toccati dalla crisi, da una parte grazie a Vivendi - che è in buona forma grazie a Universal Music Group e Canal+ - dal'altra grazie alla logistica, soprattutto quella per via aerea. La divisione Logistica e Trasporti ha visto i ricavi scendere del 4%, tuttavia Bolloré Logistics ha registrato un +6% del giro d'affari. Bolloré Logistics è una società di trasporto merci per via aerea e nella fase più pesante della crisi di Covid-19 ha trasportato soprattutto dispositivi di protezione. Bolloré Africa Logistics ha avuto un calo del ricavi del 13%, a causa della perdita della concessione per la gestione del porto camerunense di Douala a fine 2019. Gli altri porti gestiti in Africa hanno registrato una crescita. La divisione Comunicazione - che dipende da Vivendi - ha avuto un aumento dei ricavi del 3% grazie ai buoni risultati di Umg e Canal+. Il gruppo tv ha registrato un aumento degli abbonati in Francia, complice anche le misure di confinamento.

  • Rcs: ricavi semestre 396 milioni, rosso per 12 mln

    Rcs ha chiuso i primi 6 mesi dell'anno con ricavi in calo da 475,5 a 319,5 milioni per l'effetto Covid. In ribasso il margine operativo lordo da 84,1 a 7,1 milioni, dopo oneri non ricorrenti per 4,2 milioni, con una perdita operativa di 16,8 milioni a fronte di un precedente utile operativo di 58,3. In rosso per 12 milioni il risultato netto, contro il precedente utile di 38,4. In calo l'indebitamento finanziario a 109,5 milioni, mentre la raccolta pubblicitaria è “in ripresa a partire da giugno” e nel bimestre luglio-agosto è prevista in crescita di oltre l'8%. Quanto all'intero esercizio l'obiettivo è un Mol “in linea con il 2019” per il secondo semestre.

  • Chevron: trimestre nero, ricavi -65,3%, perdite per 8,27 mld

    Chevron chiude un secondo trimestre nero. I ricavi sono calati del 65,3% a 13,49 miliardi di dollari e le perdite si sono attestate a 8,27 miliardi rispetto a un utile di 4,31 miliardi nello stesso periodo dell'anno scorso. A pesare è il crollo dei prezzi del petrolio a causa del coronavirus, ma anche dei viaggi che ha decimato la domanda di carburante.

  • Cir paga Covid: in I semestre ricavi a 856 mln, perdita di 30 mln

    Il cda di Cir ha approvato i conti del primo semestre che - sottolinea una nota - sono stati significativamente influenzati dai rilevanti impatti che la diffusione della pandemia Covid-19 ha avuto su tutte le attività del gruppo, a partire da Kos (servizi socio-sanitari) e Sogefi (componentistica auto). I ricavi sono calati del 19% a 856,7 milioni, il mol a 103,8 milioni (-25,8%) e l'Ebit è negativo per 8,3 milioni (46 milioni nel primo semestre 2019). Il risultato netto è negativo per 30,4 milioni a fronte di una posizione finanziaria netta della capogruppo a 397,1 milioni, in aumento rispetto a fine 2019 (295 milioni).
    Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile della gestione, il gruppo Cir si attende un semestre ancora difficile ma, in assenza di una seconda ondata di Covid-19, in netto miglioramento rispetto al primo.

  • Erg: +3% a 70 mln utile netto I semestre, -4% a 263 mln il Mol

    Risultato netto di gruppo in aumento del 3% a 70 milioni, Mol in flessione del 4% a 263 milioni, risultato operativo in calo dell'11% a 114 milioni. Così nel primo semestre il gruppo Erg, la cui relazione finanziaria semestrale è stata approvata oggi dal consiglio di amministrazione.

    Inoltre, “nel primo semestre 2020 i ricavi adjusted sono pari a 498 milioni, in diminuzione rispetto al primo semestre 2019 (530 milioni) principalmente a seguito delle minori produzioni dell'eolico e dell'idroelettrico in Italia, a causa di condizioni anemologiche ed idriche decisamente sfavorevoli, dell'andamento dei prezzi dell'energia molto inferiori a quelli del primo semestre 2019 e anche della minore produzione di titoli di efficienza energetica dell'impianto CCGT che sta terminando il primo decennio ad alta cogeneratività”. Quanto all'evoluzione prevedibile, “Erg continua nella propria strategia di sviluppo internazionale nel Wind e nel programma di Repowering dei propri parchi in Italia, nel nuovo complesso e difficile contesto creatosi a seguito dell'emergenza sanitaria legata al Covid-19.

    Le principali implicazioni sociali ed economiche della crisi riguardano l'andamento al ribasso dei prezzi dell'energia ed il regolare svolgimento delle attività delle pubbliche amministrazioni e quelle degli operatori industriali e finanziari con cui il Gruppo si interfaccia regolarmente”. In ogni caso, “per l'esercizio 2020 si conferma la guidance del margine operativo lordo consolidato comunicata nel precedente trimestre stimando un risultato complessivo compreso nell'intervallo tra 480 e 500 milioni”.

  • Fineco: nel semestre utile “adjusted” a 181 milioni (+30,1%), ricavi +25,8%

    Via libera del cda di Fineco ai conti del primo semestre del 2020 chiuso con un utile netto di periodo – al netto delle poste non ricorrenti – in crescita a 181 milioni, con un aumento del 30,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Lo si legge in una nota. I ricavi “adjusted” ammontano a 407 milioni (+25,8%) grazie, spiega la società, al contributo delle commissioni nette (+32,2%) e del risultato di negoziazione, coperture e fair value. In calo invece il margine di interesse a 138,2 milioni (-2,5%). Quanto alle commissioni, salite a 209,7 milioni (+32,2%), contribuisce in particolare l'area brokerage (+100,2%). I costi operativi “si confermano sotto controllo” a 132,2 milioni (+3,7%). Il cost/income ratio è pari al 32,5%, in calo di 6,9 punti percentuali.

    FinecoBank conferma l'adesione alla raccomandazioni della Bce e di Bankitalia “astenendosi dal proporre il pagamento di dividendi e dalla convocazione della relativa assemblea e, pertanto, non assumendo alcun impegno irrevocabile per il pagamento dei dividendi relativi agli esercizi 2019 e 2020 fino al primo gennaio 2021”. Lo si legge in una nota della società relativa ai conti del primo semestre.

  • Fca: 1,048 miliardi di perdita nel secondo trimestre, ricavi in calo del 56% a 11,7 miliardi

    Fca ha chiuso il secondo trimestre del 2020 con una perdita netta di 1,048 miliardi di euro e una perdita netta adjusted di 1,039 miliardi. I ricavi sono scesi del 56% a 11,707 miliardi. Le consegne globali complessive di vetture sono calate del 63% a 424mila unità. Il dato è stato influenzato negativamente dalla sospensione della produzione e dalla caduta della domanda conseguenti alla pandemia. L'ebit adjusted del gruppo è negativo per 900 milioni di euro. Il Nord America resta in positivo, con un ebit adjusted di 39 milioni di euro, nonostante un calo delle consegne del 62%. Il cash flow delle attività operative è negativo per 3,212 miliardi e il free cash flow industriale è negativo per 4,898 miliardi. La liquidità disponibile a fine trimestre ammonta a 17,5 miliardi di euro, escludendo la quota inutilizzata, pari a 4,5 miliardi di euro, della linea di credito da 6,3 miliardi di euro sottoscritta con Intesa Sanpaolo e garanzia Sace.

    Fca conferma i tempi della fusione con Psa, prevedendo che l'operazione si chiuderà entro il primo trimestre 2021. “La crisi del Covid-19 ha sottolineato ulteriormente la logica stringente della fusione tra Groupe Psa e Fca. Il lavoro di entrambi i team per portare a termine la fusione è proseguito a ritmo sostenuto e prevediamo di raggiungere l'obiettivo di diventare un'unica società entro il primo trimestre 2021”, si spiega nella nota sui conti del secondo trimestre 2020 di Fca. “Le approvazioni antitrust sono già state ottenute in dodici delle ventidue giurisdizioni coinvolte. Non si prevede che l'indagine avviata dalla Commissione Europea possa causare ritardi nelle tempistiche della fusione”, si sottolinea ancora nel comunicato, ricordando che “a inizio luglio, Fca e Psa hanno fatto un ulteriore importante passo annunciando che il nome del nuovo gruppo derivante dalla fusione sarà Stellantis”.

    Il secondo trimestre del 2020 per Fca ha mostrato un calo dei ricavi e una perdita. Tuttavia, il gruppo specifica in una nota che “i risultati e il flusso di cassa operativo sono in significativo miglioramento a giugno”.

  • Prosiebensat, -52mln in II trim, -10% alla Borsa di Francoforte


    Prosiebensat ha registrato perdite per 52 milioni di euro nel II trimestre dell'esercizio che ha visto una contrazione dei ricavi del 25% a 709 milioni di euro e un crollo del margine operativo lordo passato da 213 a 23 milioni di euro. Sono i risultati annunciati dal broadcaster tedesco di cui Mediaset è primo azionista. “Nei nostri mercati core di Germania, Austria e Svizzera, il quadro economico sta iniziando a essere più chiaro e a luglio stiamo vendendo i primi trend al rialzo anche nel mercato pubblicitario - ha commentato il ceo Rainer Beaujean - Ci aspettiamo un calo leggermente inferiore al 20% nei ricavi pubblicitari di luglio rispetto a un anno fa e ci sono anche segnali di un ulteriore miglioramento ad agosto con una flessione intorno al 10%”. Il manager ha spiegato che continua il lavoro sul taglio dei costi e sulla gestione della cassa ma c'è maggiore ottimismo sull'autunno. Il gruppo aveva ritirato la guidance 2020 già a fine aprile, ma conferma l'impossibilità di fare previsioni anche perché il periodo decisivo per i conti è il settembre-dicembre in cui si genera circa il 50% del'ebitda rettificato. Alla Borsa di Francoforte il titolo cade del 10%.

  • Cattolica, assemblea approva trasformazione in Spa

    L'assemblea di Cattolica Assicurazioni ha approvato la trasformazione in Spa della cooperativa. Al voto hanno partecipato 2.700 aventi diritto: a favore della Spa si sono espressi in 1.910 (70,74% dei votanti) a fronte di 785 voti (29,07%) contrari, superando così il quorum di due terzi richiesto per l'approvazione della delibera. Lo si legge in una nota. La trasformazione in spa, che avrà efficacia dal primo aprile 2021, è funzionale all'ingresso nel capitale di Cattolica delle Generali, che hanno sottoscritto una partnership industriale che prevede un aumento riservato da 300 milioni di euro. L'assemblea ha anche approvato le modifiche statutarie chieste da Generali a tutela del suo investimento.

  • Bnl, cala utile 6 mesi, bene depositi e raccolta

    Bnl registra un utile ante imposte di 95 milioni di euro nel primo semestre, in calo del 28,8% rispetto al secondo trimestre 2019. Al 30 giugno 2020, periodo caratterizzato dall'effetto lockdown, la banca italiana del gruppo Bnp Paribas ha visto quasi 29.000 clienti usufruire di moratorie legate all'emergenza. Il numero di prestiti garantiti dallo Stato erogati in maggio e giugno - viene comunicato dall'istituto - è aumentato, con quasi 12.000 crediti concessi al 30 giugno 2020. “In un contesto segnato dal lockdown ma anche dalla ripresa a fine trimestre, l'attività commerciale di Bnl è cresciuta - riporta la nota con cui sono stati diffusi i risultati semestrali - I depositi sono in crescita del 14,8% rispetto al secondo trimestre 2019. La raccolta indiretta aumenta dell'1,8% rispetto al 30 giugno 2019, con un incremento del risparmio investito nell'assicurazione vita (+4,4% rispetto al secondo trimestre 2019), ma con un calo degli attivi dei fondi di investimento legato alla variazione delle valutazioni di Borsa rispetto al 30 giugno 2019”. Il risultato lordo di gestione si è a 227 milioni di euro, in calo del 9,6% sul secondo trimestre 2019.

  • Takeda: utile primo trimestre in forte rialzo, migliora target 2020/21

    Takeda, che sta sviluppando un trattamento anti-Coronavirus, ha registrato risultati netti e operativi nettamente migliori per il suo primo trimestre 2020/21 e ha alzato le previsioni annuali. Il gruppo ha generato un utile netto di 82,5 miliardi di yen (664 milioni di euro) nel periodo aprile-giugno, contro una perdita netta di 20,7 miliardi di yen un anno prima; il profitto operativo trimestrale è salito a 167,3 miliardi di yen, contro meno di 10 miliardi di yen l'anno scorso. Takeda ha beneficiato anche di un effetto contabile favorevole rispetto allo scorso anno, quando i risultati erano stati penalizzati da oneri per l'acquisizione dell'irlandese Shire. Le vendite trimestrali sono diminuite (-5,6%) a 801,9 miliardi di yen (6,4 miliardi di euro), anche per effetti valutari sfavorevoli e cessioni di attività. Takeda ha alzato le stime di utile netto 2020/21 da 60 a 92 miliardi di yen, il doppio del 2019/20; per i profitti operativi da 355 a 395 miliardi di yen e il fatturato a 3.250 miliardi di yen (-1,2% in un anno). Il prodotto anti-Covid dovrebbe entrare in una fase di studio clinico “nelle prossime settimane”.

  • Air France-KLM: perdita di 2,6 miliardi nel secondo trimestre

    Attività quasi nulle in aprile e maggio e ripresa lenta: il gruppo Air France-KLM ha subito una perdita di 2,6 miliardi nel secondo trimestre. A giugno l'attività è stata dell'8% rispetto allo scorso anno e le società del gruppo “stanno aumentando con cautela la loro capacità per i mesi estivi”, ha dichiarato il gruppo. “La visibilità sulla curva di ripresa della domanda è limitata perché il comportamento di prenotazione dei clienti è molto più orientato verso il breve termine rispetto a prima della crisi, in particolare sulla rete a lungo raggio” soggetto alle decisioni sulle aperture dei confini.

  • Eutelsat: utile netto 2019/20 in calo del 12,6%, rileva attività Bigblu


    Eutelsat ha registrato un utile netto in calo del 12,6% nell'anno fiscale 2019/20 a 297 milioni e ha annunciato l'acquisizione delle attività a banda larga in Europa dall'inglese Bigblu. Nell'intero anno, il fatturato del gruppo di tlc satellitari francese è diminuito del 3,2% a 1,28 miliardi, principalmente a causa di un significativo declino dei dati e dell'attività video professionale (-12,3% in un anno). “Eutelsat ha prodotto solidi risultati per l'anno nonostante l'impatto del Covid-19, con un livello record di flusso di cassa e un margine Ebitda che rimane molto elevato”, ha detto il ceo Rodolphe Belmer.

  • Poste, utile in calo del 26,2%

    Nel secondo trimestre Poste Italiane ha realizzato ricavi pari a 2,3 miliardi, in calo del 13,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, grossomodo in linea con le previsioni degli analisti. I risultati sono stati impattati, nei mesi di aprile e maggio, dal lockdown. L'utile e' risultato pari a 239 milioni di euro, in calo del 26,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. Si tratta di una cifra superiore a quella prevista in media da un consensus di 11 broker, pari a 199 milioni di euro. Nel primo semestre l'utile e' risultato pari a 546 milioni di euro. Il gruppo ha messo in atto iniziative per la riduzione dei costi al fine di preservare la redditivita' di lungo termine. Nel secondo trimestre i costi sono risultati in calo a due miliardi, con una riduzione del 9,6 per cento. Quanto all'evoluzione prevedibile della gestione, dato il contesto, e' “prematuro effettuare realistiche previsioni sull'evoluzione economica e finanziaria del gruppo nel corso del 2020”. Secondo quanto affermato da Matteo del Fante, amministratore delegato del gruppo “i trend strategici di lungo termine, al centro del nostro piano Deliver 2022, sono stati confermati”. Inoltre Del Fante ha dichiarato che il gruppo mantiene “invariata la strategia di dividendo in vista dell'aggiornamento di Deliver 2022 previsto nel quarto trimestre”.

  • Bnp Paribas supera il Covid senza danni

    Bnp Paribas ha superato il secondo trimestre, contrassegnato dal Covid, senza danni, con un utile netto di 2,3 miliardi, nonostante l'impennata degli accantonamenti per far fronte alle inadempienze sui pagamenti dei clienti. La banca francese ha aumentato significativamente il costo del rischio, vale a dire l'ammontare delle riserve per far fronte a potenziali perdite. Nel giro di un anno, è più che raddoppiato raggiungendo 1,4 miliardi a fine giugno. Tra aprile e giugno, il gruppo ha rivisto al rialzo per un importo di 329 milioni le “perdite attese”, il che significa che 1,1 miliardi sono già stati persi a fronte di fallimenti o pagamenti deteriorati. Il prodotto netto bancario è salito del 4% a 11,7 miliardi.

  • Essilor-Luxottica: utile a 7 milioni, pesa il lockdown

    Essilux mostra, davanti alla Covid 19, una «performance resiliente, forte adattabilità» con il «bisogno strutturale di una buona vista». L'utile operativo adjusted, sottolinea una nota, è positivo a 126 milioni (-91,7%) nonostante i ricavi in calo del 29%. a 6.230 milioni di euro, «risultato diretto delle misure di lockdown» ma con «un recupero constante mese dopo mese a seguito delle riaperture dei negozi nella maggior parte dei mercati». L'utile netto adjusted1 attribuibile agli azionisti della capogruppo è stato di 7 milioni (-99%). «Data la resilienza della domanda di prodotti e servizi per la cura della vista, siamo cautamente ottimisti per il resto dell'anno, allo stesso tempo, stiamo sviluppando l'integrazione, accelerando la digitalizzazione e lanciando importanti innovazioni di prodotto che sosterranno l'evoluzione dell'intero settore», hanno commentato Francesco Milleri, Amministratore Delegato e Vice Presidente di Luxottica, e Paul du Saillant, Amministratore Delegato di Essilor.

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