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EssilorLuxottica alla prova della governance. Via dal Ftse Mib già dal prossimo 4 dicembre

di Marigia Mangano


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4' di lettura

Il titolo Luxottica sarà escluso dall'indice Ftse Mib di Piazza Affari e dagli altri indici Ftse Italia (a cominciare dal Ftse All-Share) a partire dalla seduta del 4 dicembre. Così una nota emessa da Ftse Russell. Il delisting di Luxottica Group da piazza Affari avverrà entro il primo trimestre del 2019. Ieri, nel corso dell’assemblea degli azionisti dei soci di Essilor Luxottica, Hilary Harper co-cfo di Essilorluxottica aveva dichiarato, dopo la chiusura dell’Ops sul gruppo italiano che ha portato la holding italo francese a raggiungere il 93,3% del capitale di Luxottica, che l’uscita dal listino milanese sarebbe avvenuta entro il primo trimestre 2019. Nel frattempo Leonardo Del Vecchio ha svelato i suoi veri obiettivi sulle Generali: «L’obiettivo è salire al 5%», ha dichiarato a margine dell’assise.

Il matrimonio italo francese

Il successo dell’Ops rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di integrazione tra le due realtà che daranno vita a un gigante da 16 miliardi di fatturato. Con adesioni inferiori al 90%, Luxottica sarebbe infatti rimasta quotata a Milano e i giochi per realizzare l’aggregazione tra l’azienda fondata da Leonardo Del Vecchio e il gruppo francese di lenti si sarebbero riaperti. O comunque avrebbero registrato una battutta d’arresto rispetto alla tabella di marcia immaginata. Proprio la massiccia adesione ha avuto riflessi sul mercato con il titolo Essilor Luxottica e il titolo Luxottica in rialzo. A Parigi il titolo del nuovo gruppo sta salendo dell’2,3%, mentre a Milano le azioni Luxottica guadagnano il 3,8% attestandosi a 50,8 euro.

L’assemblea di oggi ha approvato sia in sede ordinaria sia in sede straordinaria i diversi punti all’ordine del giorno,dalla politica di remunerazione applicabile ai dirigenti aziendali esecutivi alla assegnazione di azioni gratuite e alla concessione di stock option solo per citare alcuni temi. “Intendo essere il punto di rifermento di tutti gli azionisti: uniremo il meglio di entrambe le società, senza che una prevalga sull'altra”, ha affermato il presidente esecutivo di EssilorLuxottica, Leonardo Del Vecchio, aprendo l'assemblea di Essilor Luxottica.

“Per me è il compimento del sogno di una vita – ha aggiunto - con un impegno che testimonia i miei valori e il rispetto di tutti. Siamo due società che hanno sempre mostrato un grande rispetto per il mercato e voglio rassicurare tutti gli azionisti che sia io sia il vicepresidente esecutivo Hubert Sagnières metteremo il massimo impegno per lo sviluppo del gruppo”, ha concluso. “Il risultato dell'Ops era atteso, ma dimostra la grande fiducia degli azionisti di Luxottica nell'operazione che abbiamo concluso con Leonardo Del Vecchio”, ha sottolineato il vicepresidente esecutivo di EssilorLuxottica Hubert Sagnières commentando l'adesione all’Ops appena concluso.

La partita sulla governance

Archiviato il capitolo più finanziario della fusione EssilorLuxottica, resta ora da definire la partita che si giocherà nelle prossime settimane sulla governance del gruppo. Una partita dove, ha fatto capire nei giorni scorso Del Vecchio, l'anima italiana intende avere un ruolo chiave. E questo non solo nel libro soci: la Delfin del fondatore del gruppo italiano avrà infatti il 31% dei diritti di voto nella holding, contro il 4% dei manager e dei dipendenti Essilor .
In virtù del “peso” azionario, Leonardo Del Vecchio ha candidato in modo pubblico e inatteso il suo braccio destro Francesco Milleri, ceo di Luxottica, come nuovo amministratore delegato del gruppo italo francese. Una forzatura, secondo diversi osservatori, che ha preso i francesi un po' in contropiede e che evidentemente sarà oggetto di confronto nelle prossime ore. Tanto più che la governance disegnata per il nuovo gruppo è paritetica con poteri e deleghe perfettamente distribuite tra il fronte italiano e quello francese. “ La nomina di Francesco Milleri a ceo di Essilor Luxottica non è all'ordine del giorno”, ha chiarito ieri Olivier Pecoux, membro del cda di EssilorLuxottica, rispondendo a nome del cda alla domanda posta da un azionista all'assemblea.

Tra le opzioni che circolano sul mercato c'è quella di procedere in prima battuta nella individuazione di due manager ai quali lo stesso Del Vecchio e il vicepresidente francese Hubert Sagnières possano attribuire alcune deleghe operative. Per poi proseguire come previsto nella selezione del supermanager , come stabilito negli accordi siglati nell'ambito della fusione, con processo di mercato che sposta il processo decisionale in capo al comitato nomine, che si farà aiutare dai gruppi internazionali di 'head hunter'. Un percorso che inizierà al più presto a gennaio e avrà bisogno di diversi mesi per arrivare a un nome condiviso. Se poi sarà individuato in Milleri, come caldeggiato dal fondatore di Luxottica, si vedrà.
Nell'attesa a Parigi si parla soprattutto di fusione e sinergie, che al momento vengono confermate tra i 420 e 600 milioni l'anno, dei quali circa la metà provenienti dall'aumento dei ricavi tra 200 e 300 milioni e l'altra metà per l'ottimizzazione dei costi. Farà luce il nuovo e cruciale piano industriale post-fusione, che si potrà vedere nella prima metà del 2019.

Del Vecchio verso il 5% di Trieste

Sullo sfondo, restano le grandi manovre sulle Generali. Ieri il patron di Luxottica ha annunciato di essere pronta a salire al 5% della compagnia triestina, dove oggi detiene una quota del 3,5%. Inoltre il patron di Luxottica si è dichiarato soddisfatto dei risultati del Leone, che lo scorso 21 novembre ha illustrato il piano industriale alla comunità finanziaria. “I dati che sta dando l’a.d. sono
ottimi, le operazioni che sta facendo ci assicurano il dividendo e noi siamo contenti”, ha detto Del Vecchio. “Io sono azionista da tanti anni e in passato abbiamo sofferto un po'. Adesso sto aumentando, aspetto magari quando il
titolo scende un po' e compro”, ha concluso il fondatore di Luxottica.
Gli ultimi acquisti registrati sono datati 27 novembre. Il patron di Luxottica, attraverso Delfin, ha investito 7,57 milioni di euro per acquistare 520 mila azioni, facendo salire la sua partecipazione in area 3,54 per cento.

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