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EssiLux, lo shopping non è finito. «GrandVision è il primo passo»

Il vicepresidente Sagnières preannuncia altre mosse verso la crescita esterna. Nel mirino il commercio retail e online ma anche lenti e occhiali da sole

di Marigia Mangano


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2' di lettura

L’acquisizione per 8 miliardi di dollari della catena di negozi olandese GrandVision è solo «il primo passo». Il gigante dell’occhialeria EssilorLuxottica sta già pianificando una nuova campagna acquisti e punta a conquistare altri mercati. Il vicepresidente del gruppo, Hubert Sagnières, in una intervista a Bloomberg, preannuncia che la crescita esterna, per la società italo francese, è appena cominciata. «GrandVision è stato solo il primo passo» ha dichiarato il manager francese, «non ci fermeremo qui e abbiamo i mezzi per ulteriori acquisizioni». I numeri gli danno ragione se si pensa che Essilorluxottica ha un valore di mercato di circa 53 miliardi di euro e un debito netto di 4,7 miliardi. La stessa operazione GrandVision, date le dimensioni del gruppo, avrebbe potuto essere finanziata interamente a debito. La scelta però è stata quella di inserire a sostegno dell’operazione un finanziamento ponte, al quale si affianca un aumento di capitale fino a 2 miliardi. Tant’è che Moody’s Investors Service ha confermato il suo rating A2 a lungo termine sulla società dopo l’accordo GrandVision, affermando che i piani di finanziamento di EssilorLuxottica mitigheranno qualsiasi effetto negativo sul bilancio.

PER APPROFONDIRE / EssiLux conquista GrandVision, operazione da 8 miliardi

Quanto ai nuovi target, secondo Sagnières gli investitori si aspettano che EssilorLuxottica aumenti le attività al dettaglio e online, nonché quelle relative alla produzione di lenti e occhiali da sole. E per farlo il gruppo guarda all’espansione in mercati come l’Asia, l’Africa e l’America Latina.

Sembra dunque essere rientrata, almeno per il momento, la tensione interna al colosso degli occhiali che ha portato negli scorsi mesi il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, ad avviare azioni legali per la verifica del rispetto degli accordi parasociali. La crisi del matrimonio, generata secondo Del Vecchio dalla violazione dei patti da parte dei manager di espressione francese, è poi stata sanata grazie a un compromesso raggiunto tra lo stesso imprenditore di Agordo e Sagnières sulla governance di Essilor Luxottica. L’intesa, raggiunta lo scorso maggio, si snoda attraverso alcuni punti chiave. Prima di tutto, Del Vecchio e Sagnières hanno delegato alcuni poteri a Francesco Milleri, ad di Luxottica Group, e a Laurent Vacherot, ad di Essilor International. In questo quadro, i due manager hanno approvato la nomina dei dirigenti con responsabilità strategiche per le funzioni centrali del gruppo, rimettendo così mano a quell’organigramma che secondo Del Vecchio era stato dominato dal fronte transalpino. La conquista di GranVision ha confermato, almeno sul fronte strategico, la ritrovata sintonia tra italiani e francesi in Essilux. Tant’è che non ci sarebbe fretta di cercare un nuovo Ceo, perché i due delfini, Vacherot e Milleri stanno lavorando bene insieme, ha detto il vicepresidente francese. «Ci sono state molte emozioni, molti momenti difficili a causa di vari malintesi», ha ricordato Sagnières. «Tutto ciò fa parte del passato».

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