TURISMO SLOW

Estate e mobilità dolce: la ripresa a passo lento comincia dai cammini sotto casa

Gli esperti del settore sono certi che dopo la pandemia l'interesse per i cammini, che oggi riguarda una nicchia di viaggiatori, esploderà. Nell’attesa del decreto sul turismo si può cominciare dalla propria città a fare i primi passi

di Donata Marrazzo

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Foto di Alberto Conte

Gli esperti del settore sono certi che dopo la pandemia l'interesse per i cammini, che oggi riguarda una nicchia di viaggiatori, esploderà. Nell’attesa del decreto sul turismo si può cominciare dalla propria città a fare i primi passi


4' di lettura

La pandemia travolge i cammini e la mobilità dolce. Considerata la formula di viaggio più praticabile in tempo di coronavirus, anche la vacanze a piedi, a cavallo o in bicicletta, presenta diverse criticità, nonostante lo stretto contatto con la natura e percorsi poco affollati che attraversano i borghi delle aree interne. Esperti e cultori stanno tentando di valutare la situazione e di proporre soluzioni in linea con quanto si sta disponendo per la fase 2. In un recente incontro da remoto tra la sottosegretaria del Mibact Lorenza Bonaccorsi e alcuni rappresentanti del mondo del turismo slow sono emerse le problematiche più urgenti e alcune proposte praticabili, in attesa delle definitive disposizioni del governo. Tutto, però, all'insegna della massima prudenza.



Cammini e mobilità dolce per valorizzare il turismo di prossimità
Paolo Piacentini, rappresentante di Federtrek e responsabile dei cammini per il ministero di Dario Franceschini, mette in evidenza l'attenzione posta dalla sottosegretaria del Mibact sulle sofferenze di chi lavora nel settore, dalle associazioni alle imprese che si occupano di ospitalità. E l'interesse del governo a far ripartire al più presto le attività. «Dobbiamo adeguarci alle regole, in attesa che l'emergenza sanitaria venga superata – spiega Piacentini -. Tenendo conto, però, che più di altri potremo dare impulso al turismo di prossimità e alle microeconomie dei territori. Magari anche facendo ricorso all'ospitalità donativa».

Dal 18 maggio al via la manutenzione
Se l'avvio della fase 2 non presenterà criticità, già dal 18 maggio potrebbe essere possibile compiere quelle attività propedeutiche alla stagione turistica, in particolare la verifica dello stato dei luoghi e la definizione degli interventi di manutenzione necessaria. Soprattutto in montagna, erba e rovi rischiano di cancellare i sentieri.


Turismo (lento) e distanziamento sociale: si può fare
«Dobbiamo ripartire dalla mobilità a piedi e in bicicletta, dalle ferrovie turistiche. La natura e i piccoli borghi, il turismo lento, le bellezze d'Italia sono la soluzione per rilanciare il settore in tempi di distanziamento sociale», dichiara Anna Donati, portavoce dell'Alleanza per la Mobilità Dolce (Amodo), che aggrega associazioni per la tutela ambientale, la promozione del cicloturismo, di cammini, ferrovie turistiche e greenways, per la valorizzazione di borghi e aree interne. Bisogna accelerare, insomma, una transizione verso lo slow tourism coinvolgendo i territori, le regioni, le unioni montane, i piccoli comuni, le province, gli enti parco. Compresi volontari ed esperti del settore, le imprese pubbliche e quelle private: in un documento, l'Alleanza ha presentato proposte concrete ai diversi ministeri interessati (Turismo, Trasporti, Istruzione, Lavoro, Ambiente) con l'obiettivo di formulare «una offerta semplice e chiara per viaggiatori e turisti, con misure di sostegno immediate e di medio periodo». Fra i punti principali del documento, il potenziamento dell'accoglienza con agevolazioni, conferimenti e comodati gratuiti di caselli, stazioni ferroviarie, depositi. Il sostegno economico per l'ospitalità low cost, che è alle prese con gli obblighi di sanificazione e di distanziamento. La progettazione delle reti dei cammini e della ciclabilità (anche urbana), dei percorsi di mobilità dolce e delle ferrovie turistiche, ripensando il paesaggio. La digitalizzazione diffusa, con connessioni efficaci per piccoli borghi, comuni, aree interne e zone montane, per attivare servizi su prenotazione e favorire lo smart working. Sostegno alla domanda turistica con i buoni vacanza.


Cai «Le montagne sanno aspettare»
Anche il Club Alpino Italiano (più di 327mila soci) immagina il futuro post Covid 19 tra le vette. «Le montagne sanno aspettare - dichiara il presidente Vincenzo Torti - i più grandi alpinisti hanno saputo rinunciare a pochi metri dalla cima o non sono partiti quando non c'erano le condizioni». In caso di via libera al trekking e ai cammini, fra le ipotesi più probabili, si fa largo quella di ricorrere all'uso delle tende da campeggio in prossimità di rifugi e bivacchi attrezzati per l'offerta di pasti e servizi all'aperto. Gli enti parco potrebbero consentire la gestione di piazzole dedicate. «Ma ci vuole l'animo dell'uomo di montagna, la sobrietà, per frequentare quei luoghi. Attendiamo indicazioni precise per capire come dobbiamo comportarci», aggiunge Torti, approfondendo il discorso in un'intervista a Radio Francigena, la voce di tutti i cammini del mondo.


I cammini ai microfoni di Radio Francigena
Albero Pugnetti, ex produttore musicale, fondatore, insieme a Fiorella Pierobon, della web radio che dedica la sua programmazione a storie e musica per viaggiatori lenti, parla di ripresa ma con molta prudenza. In attesa di una ripartenza effettiva, mentre si registrano ovunque migliaia di cancellazioni di visite, cammini ed escursioni, sottolinea che «bisogna pensare da subito alla tutela delle guide e degli operatori che lavorano nel settore. Servono aiuti economici per chi fa ricettività turistica e provvedimenti a sostegno delle guide».

Abruzzo, richiesta zona economica speciale per la montagna
Gli accompagnatori di media montagna, le guide alpine e quelle ambientali escursionistiche dell'Abruzzo, ad esempio, chiedono l'istituzione di una zona economica speciale» per i loro territori, l'impegno alla defiscalizzazione delle professioni del turismo montano e nuove linee guide per la fruizione della montagna.


Carnovalini, «Ripartiamo dai cammini sotto casa»
Riccardo Carnovalini, fotografo di La Spezia, cercatore di vie, primo camminatore a percorrere il Sentiero Italia (7000 km 400 tappe, 20 regioni), invoglia a ripartire da sotto casa: «A Milano da piazza Duomo ai Navigli, a Roma dal centro, lungo gli argini del Tevere, fino a Ostia, a Firenze addentrandosi nei sentieri di collina intorno alla città, a Torino sulle vicine alpi Graie. Camminare è un'esperienza sensoriale completa. Certo, con la mascherina sarà diverso, non è naturale», ammette. «Il cammino è un percorso lento di condivisione, un pezzo di vita che affrontiamo con altri, non dobbiamo dimenticarne il senso», aggiunge Pugnetti.


Gli esperti sono certi che dopo la pandemia l'interesse per i cammini e la mobilità dolce, che oggi riguarda una nicchia di viaggiatori, sempre più numerosa, esploderà. «Per cominciare si potrà camminare in sicurezza in gruppi ridotti, in famiglia o in solitaria», suggerisce Carnovalini. Nelle pianure, per chi è un principiante, tra i dislivelli di bellisssimi sentieri montuosi per chi ha già esperienza.

Per approfondire
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