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Estetista cinica, la start up vale 62 milioni

Dopo aver aperto un centro estetico, Cristina Fogazzi decide
di lanciare una linea di prodotti col marchio VeraLab e continua a crescere

di Marika Gervasio

Bresciana. Cristina Fogazzi ha iniziato la sua avventura imprenditoriale nel 2009 con l'apertura di un centro estetico a cui è seguito il lancio di una linea di cosmetici a marchio VeraLab venduti online e in negozi come il pop up recentemente aperto alla Stazione Centrale

4' di lettura

Tutto è iniziato nel 2009 con l’apertura del suo centro estetico BellaVera a Milano; nel 2012 con il primo post su Facebook è nato il blog Estetistacinica.it e il successo è stato immediato; nel 2015 è stata la volta dell’e-commerce e nel 2019 ha iniziato una serie di aperture di corner shop e del suo primo monomarca. L’ultima apertura è il pop up alla Stazione Centrale di Milano. Oggi, intrecciando business online e offline conta più di 975mila follower su Instagram, oltre 416mila su Facebook e un fatturato di 62 milioni di euro.

Bresciana, classe 1974, Cristina Fogazzi, alias Estetista cinica, dopo gli studi classici, si è decisamente rimboccata le maniche e, grazie anche alla sua esperienza nel settore beauty, ha dato vita a una start up che sta crescendo attraverso la vendita di skincare e trattamenti per il corpo firmati VeraLab. Nel 2016 ha scritto a quattro mani con il dottor Motta, il libro «Guida cinica alla cellulite», edito da Mondadori, che nel 2020 è andato in ristampa registrando un boom di vendite; sempre nel 2016, ha iniziato a condurre una rubrica nel programma Detto Fatto in onda su Rai 2.

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Il suo carisma le è valso il premio Macchianera 2019 e il suo talento imprenditoriale è stato attestato da Forbes Italia che l’ha inserita fra le 100 donne più influenti dell’anno. Ancora, le potenzialità della sua impresa sono state riconosciute dal premio Pambianco Le Quotabili - conferito alle imprese meritevoli di essere quotate in Borsa - per ben due anni consecutivi, nel 2020 e 2021. Appassionata di arte contemporanea, è anche un’accanita lettrice di David Foster Wallace.

«Lavorando nel mio centro estetico mi sono resa conto che le donne avevano altre esigenze - racconta Fogazzi -. Esigenze che il mercato non ricopriva nel modo ottimale, soprattutto per quanto concerne la trasparenza e la vera efficacia dei prodotti. Ho iniziato come formatrice nel settore estetico, ma ho sempre creduto in un certo tipo di metodo e soprattutto non ho mai smesso di fare ricerca. Dal primo prodotto lanciato per le mie clienti, passando successivamente all’e-commerce, non ho mai smesso di ricercare il meglio. La comunicazione chiara e le promesse mantenute dalle formulazioni, credo abbiano fatto il resto».

Il suo motto è «Studia. Sii curiosa. Abbi sempre quella giusta dose di timore per metterti in discussione». E forse è proprio questo il segreto del suo successo. «Il fatto di essere sempre stata vera e di non aver mai creato false aspettative su di me o sui prodotti che proponevo - continua l’imprenditrice -. Le donne nel mondo del beauty si trovano perennemente a confrontarsi con modelli irraggiungibili perché spesso irreali. Invece, io gli permetto di avere un paragone diretto con una donna vera, come sono io. Pregi e difetti».

Sulle previsioni di chiusura per il 2022 è ottimista: «Siamo molto contenti dei risultati finora ottenuti, nonostante le note difficoltà che il mercato sta affrontando. Scelte strategiche in termini di lanci e posizionamento prodotti, permettono al brand di ampliare e consolidare sempre di più la presenza nel mercato cosmetico. Questo unitamente alla grande fedeltà e affetto della nostra community ci permette di guardare con serenità alla chiusura del 2022 e anche di ipotizzare un sorpasso sul 2021, obiettivo sfidante ma in cui crediamo molto».

E aggiunge: «Vogliamo essere vicini al consumatore. Online, ci stiamo focalizzando su proposte sempre più studiate sulle persone, in base alle loro caratteristiche o preferenze. Lavoriamo costantemente per permettere a chi ci segue ed acquista di vivere un’esperienza, e sposare i valori del brand. Abbiamo un’assistenza fatta di consulenti in grado di coprire ogni necessità sette giorni su sette. Lo trovo fondamentale. Per quanto riguarda la rete offline, il bellissimo rapporto di fiducia che si è instaurato con alcuni tra i più importanti player del settore ha permesso al marchio di aumentare la sua riconoscibilità e appeal sul mercato. In futuro abbiamo in progetto di ampliare il retail diretto e indiretto in diversi canali per permettere ai consumatori che scelgono l’esperienza in store di reperire con più facilità i nostri prodotti e, contemporaneamente, aumentare la brand awareness».

A fine settembre VeraLab ha debuttato alla Stazione Centrale di Milano con un pop-up store dedicato alla bellezza inclusiva. Situato al primo piano, nella zona dell’ingresso ai binari, lo spazio omaggia l’edificio progettato dall’architetto Ulisse Stacchini nel 1924 e poi inaugurato nel 1931. Il concept è stato affidato allo studio 23Bassi, artefice anche del temporary di Roma Termini inaugurato lo scorso aprile, dei corner in Rinascente e dei flagship store di Milano e della capitale.

«Abbiamo grandi aspettative su questa apertura che riteniamo strategica per lo sviluppo e la crescita del brand - commenta Fogazzi -. La Stazione Centrale, infatti, è da sempre un importante snodo, da qualche tempo anche commerciale, che ci permetterà di intercettare anche la clientela internazionale che ogni giorno transita da Milano. Confido che ci avvicinerà sempre di più alla clientela locale e dell’hinterland che non ha ancora avuto l’opportunità di visitare il nostro flagship in via Guido D’Arezzo, consolidando la presenza in una città strategica come Milano».

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