ciclismo amatoriale

Etape du Tour, il sogno (rinviato) degli amatori che inseguono la maglia gialla

Salite, fatica, pubblico appassionato prima dell’ambito traguardo. Covid rimanda al 2021 l’esperienza di chi prova per un giorno a emulare i pro.

di Maximilian Cellino

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Il Team Ineos si allena prima della partenza del Tour 2020 (Epa)

Salite, fatica, pubblico appassionato prima dell’ambito traguardo. Covid rimanda al 2021 l’esperienza di chi prova per un giorno a emulare i pro.


3' di lettura

Tour de France: sogno di ogni ciclista professionista, appuntamento clou per gli appassionati del pedale e anche per i tanti amatori che provano almeno per un giorno a sentirsi come Egan Bernal, Primoz Roglic e Tom Dumoulin - i tre campioni che probabilmente si contenderanno a partire dal 29 agosto l’ambita maglia gialla fino al tradizionale finale sui Campi Elisi. Per chi pedala per divertimento, e che spesso versa gocce di sudore anche per superare i «cavalcavia» l’idea di emulare le gesta dei grandi è da tempo più di una realtà.

Tour de France 2020: i favoriti e gli outsider

Una magia che si rinnova dal 1993...

La stessa società che gestisce il Tour organizza infatti ormai dal 1993 l’«Etape»: una manifestazione per cicloamatori che riprende, dal primo all’ultimo metro, una delle tappe della «boucle» sulla quale di lì a qualche giorno si sfideranno anche i professionisti. Salite epiche alpine come il Galibier, l’Izoard, l’Alpe d’Huez, e qualche volta anche mitici traguardi pirenaici come Tourmalet, Aubisque e Peyresourde - vengono fedelmente ripercorsi da migliaia di appassionati della bici, che sfidano se stessi, gli amici e compagni di squadra, e che possono confrontare il proprio tempo con quello del vincitore di tappa del «vero» Tour.

...interrotta (momentanemente) da Covid

Quest’anno la scelta era ricaduta sulla seconda tappa, con partenza e arrivo a Nizza, che i corridori professionisti affronteranno domenica 30 agosto: 175 chilometri e circa 3.600 metri di dislivello con la scalata del mitico Col de Turini e l’insidioso Col d’Eze non lontano dall’arrivo sulla Promenade des Anglais. Sarebbe stato sicuramente un percorso da non sottovalutare, ma anche ampiamente alla portata di un pedalatore per diletto con un minimo di allenamento nelle gambe, se Covid-19 non ci avesse messo lo zampino. La pandemia ha infatti costretto gli organizzatori prima a spostare la data al 6 settembre e poi a rinviare definitivamente la manifestazione al 2021. Così come è purtroppo avvenuto per la maggior parte degli eventi dedicati ai cicloamatori anche in Italia, Maratona dles Dolomites e Nove Colli in primis, con conseguenze importanti anche per l’indotto economico sul territorio.

Tredicimila pedalatori alla sfida finale

Il sogno dell’Etape du Tour però non si infrangerà qui. E c’è da giurare che gli oltre 13mila iscritti (è forse la corsa più partecipata e ambita a livello europeo, capace di «bruciare» in pochi minuti le iscrizioni a disposizione) torneranno a sfidare i professionisti, così come i compagni di club, fra 12 mesi. L’Etape, sotto questo aspetto, è infatti unica: mancano soltanto le ammiraglie al seguito e i rifornimenti volanti, ma il resto c’è tutto. Si viaggia infatti sullo stesso percorso, con gli striscioni dei Gran Premi della Montagna dove ci si sfida per la classica maglia bianca a pois rossi, con la flamme rouge che indica l’ultimo chilometro.

Il pubblico delle grandi passioni

Quando l’ultimo ciclista varca la partenza, ormai a metà mattina, il gruppetto dei primi che si contenderà la vittoria sul traguardo (perché alla fine si disputa una vera gara che ha un vero vincitore) sarà forse ormai a metà percorso. Ma questo non importa, perché anche il più attardato del gruppo affronterà, come i professionisti, quel sole a picco che sembra volerti far scoppiare la testa sotto il caschetto protettivo e qualche volta anche i violenti nubifragi che ti sorprendono nell’estate francese. A fianco a sé avrà sulle salite un pubblico magari non così urlante e invadente come quello dei professionisti, ma comunque appassionato, sempre pronto a incitare e, perché no, a dare qualche benevola e provvidenziale spinta a chi è in difficoltà.

Il traguardo a braccia alzate, come la maglia gialla

E alla fine arriva ovviamente il traguardo, che ciascuno dei protagonisti prova inevitabilmente a tagliare da solo, a debita distanza dalle migliaia di ciclisti che lo precedono e lo seguono, e magari anche a braccia alzate come i veri vincitori. Perchè in fondo, sotto la pelle di ciascun ciclista per passione, è cucita una maglia gialla: da conquistare prima e da mostrare poi con l’orgoglio di un pavone agli amici con cui si pedala insieme il resto dell’anno.

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