l’udienza preliminare

Eternit, l’ex proprietario Schmidheiny rinviato a giudizio a Vercelli

Aveva fatto notizia un’intervista dell’imprenditore rilasciata nelle scorse settimane a un giornale elvetico in cui si definisce «perseguitato» dai magistrati di un Paese «fallito»


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(Epa)

2' di lettura

Sarà processato per 392 casi di omicidio volontario Stephan Schmidheiny, l’imprenditore svizzero al centro del caso Eternit. Lo ha deciso un gup del tribunale di Vercelli, Fabrizio Filice, al termine dell’udienza preliminare per il filone del procedimento che riguarda le malattie e i decessi provocati a Casale Monferrato (Alessandria) - secondo le accuse - dall’amianto lavorato nella sede locale della multinazionale.

La notizia arriva nel giorno in cui deflagrano le dichiarazioni rese giorni fa da Schmidheiny a un giornale svizzero: «Dopo 40 anni si viene accusati di omicidi di massa e perseguitati. Per risolvere il problema dell’amianto abbiamo fatto tutto il possibile e quanto era ragionevolmente esigibile secondo lo stato delle conoscenze di allora. All’inizio pensavamo che si trattasse di diritto, di fatti, di giustizia, ma nel corso del tempo questa impressione è svanita». E ancora: «Mi sono reso conto di provare dentro di me un odio per gli italiani e quando oggi penso all’Italia provo solo compassione per tutte le persone buone e oneste che sono costrette a vivere in questo Stato fallito».

I difensori di Schmidheiny manifestano «fiducia nella giustizia»: «Siamo delusi dal rinvio a giudizio ma per fortuna non è finita qui. Nel primo processo abbiamo avuto ragione, e se il gup ci avesse dato ragione dall’inizio sarebbe andata meglio per tutti. E credo che anche in questo caso sarebbe stato più opportuno ascoltare le nostre ragioni».

Dal versante delle parti civili, raccolte sotto le bandiere dell’associazione Afeva, echeggia un sospiro di sollievo: il timore era che il giudice, come fece un suo collega a Torino, derubricasse il reato a omicidio colposo. Si stima che, in questo caso, l’80% dei casi sarebbe caduto in prescrizione. Esattamente come fu dichiarato prescritto il primo processo, dove Schmidheiny era imputato di disastro ambientale. L’inchiesta Eternit bis ha prodotto un rebus giuridico che prima o poi dovrà essere risolto: nel capoluogo piemontese, Schmidheiny è stato condannato per due omicidi colposi, a Napoli è sotto processo per omicidio volontario. Il 27 novembre comincerà la nuova causa: se ne occuperà la Corte d’assise di Novara.

Per approfondire:
Eternit bis: per Schmidheiny derubricato omicidio da volontario a colposo

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