Interventi

Etica ed economia, un’alleanza per il futuro

È necessario fare convivere il benessere collettivo con l’utile individuale

di Romana Liuzzo

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(ANSA)

È necessario fare convivere il benessere collettivo con l’utile individuale


3' di lettura

In un’economia già fortemente provata dalla stagnazione e, nelle ultime settimane, dalle imprevedibili ripercussioni finanziarie del coronavirus, diventa inevitabile ragionare sulla fragilità dei nostri modelli economici, per riprendere il cammino più forti di prima. Sono fasi di transizione, anche traumatica, in cui ci si rende conto quanto sia necessaria una stretta connessione tra l’utile individuale e il benessere collettivo, tra la ricchezza privata del cittadino e la pubblica utilità. Perché quella connessione ci sia, è necessario che i princìpi dell’etica convivano stabilmente con le leggi che regolano la nostra economia: sono ancora troppe le diseguaglianze che frammentano la nostra società.

Il superamento di quelle diseguaglianze è stata una delle missioni che ha segnato la vita di Guido Carli, in Banca d’Italia come in Confindustria, alla guida del ministero dell’Economia e nelle trattative di Maastricht che hanno portato alla nascita della moneta unica e di una nuova Europa, che tuttavia Carli aveva sognato diversa, più incline ai bisogni dei suoi cittadini.

Manca poco meno di un mese, anniversario della nascita, nel 1914, dell’economista, dell’uomo di Stato, per me più semplicemente di mio nonno, Guido. È lui che mi ha cresciuto e lo ha fatto sempre alla luce di valori solidi, trasparenti, forse d’altri tempi. Sono i valori e le regole non scritte dell’etica, che devono ispirare e regolare anche la vita economica, non solo le condotte morali. È un percorso tutt’altro che compiuto, necessita di un supplemento di impegno e di riflessione. Per questa ragione la Fondazione Guido Carli, che con orgoglio presiedo, promuove alla vigilia dell’anniversario della nascita dell’ex ministro, un confronto dal titolo «Etica e Economia. Ricchezza privata e pubblico benessere: convivenza possibile?» Si terrà, e non poteva esserci luogo più evocativo, nell’aula magna Mario Arcelli dell’Università Luiss Guido Carli a Roma, dove tanti giovani economisti ogni anno vengono formati.

All’appuntamento, che segue quello di novembre alla Borsa di Milano su «Etica e Impresa», interverrà Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria e della Luiss, mentre al presidente onorario della Fondazione, Gianni Letta, spetterà il compito di ricordare l’ex ministro del Tesoro Carli. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, porterà i saluti istituzionali della Capitale. Quindi, il dibattito, moderato dal giornalista de La7 Giovanni Floris. A confrontarsi saranno Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci; Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei Deputati; Franca Leosini, giornalista e conduttrice Rai; Giovanni Malagò, presidente del Coni; Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri; Giuseppina Paterniti, direttrice del Tg3; Antonio Patuelli, presidente dell’Abi; Giovanni Tria, economista.

Papa Francesco, nell’udienza che ci concesse alla vigilia della celebrazione del decennale del Premio Guido Carli, aveva definito mio nonno una figura «contrassegnata da spiccato senso del dovere e impegno perseverante per il bene della collettività». Un economista che il Pontefice avrebbe apprezzato in questi tempi segnati dalla «cultura dello scarto». E in tal senso, l’appuntamento del 27 marzo si inserisce nello spirito dell’evento di Assisi The Economy of Francesco aperto a giovani economisti di tutto il mondo, promosso proprio da Papa Bergoglio e momentaneamente rinviato per l’emergenza virus. L’intuizione del Santo Padre ci trova particolarmente sensibili: riteniamo anche noi che occorra un patto affinché l’economia di oggi sia più giusta, equilibrata, sostenibile. In una sola parola: inclusiva. E lo si può stipulare solo con le generazioni più giovani. Sono loro che, per dirla ancora con le parole del Pontefice, «possono praticare un’economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza».

Solo se quel patto intergenerazionale andrà in porto, col sostegno dei governi, allora il superamento delle diseguaglianze sarà al centro delle politiche. Solo allora lo Stato, e ancor più l’Europa, saranno davvero al servizio dell’umanità. È stato il sogno di una vita di Guido Carli. Un sogno che i giovani, economisti e non, possono adesso raccogliere e realizzare.

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