LE CARTE DELLA PROCURA DI AREZZO

Etruria, tra i nuovi filoni dell’inchiesta rispunta Flavio Carboni

di Sara Monaci

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(FOTOGRAMMA)


3' di lettura

Dal caso Etruria a nuovi dossier sui rapporti tra presunti faccendieri, le forze dell'ordine e un manager di Wind. La procura di Arezzo, che coordina l'inchiesta sulla bancarotta fraudolenta della Popolare dell'Etruria e quella parallela sull'ipotesi di truffa nella vendita delle obbligazioni subordinate, ha “isolato” alcuni elementi ritenuti ambigui che potrebbero dare vita a nuove indagini. Prima di tutto sono stati inseriti in un capitolo a parte di uno dei due faldoni dell'inchiesta, supportata dal nucleo Tributario della Gdf aretina, e poi sono stati stralciati e inviati alle procure di competenza (tra cui Perugia, Bari, Roma).

Le «propaggini» in tutta Italia
Già a fine 2015 gli investigatori, durante l'inchiesta più strettamente legata al dissesto finanziario dell'istituto bancario, evidenziarono «i tratti principali di un'organizzazione avente base nella provincia aretina con propaggini in varie località italiane, attiva nella perpetrazione di condotte illecite di diversa natura». Si tratta in particolare di «frode fiscale, introduzione nello Stato di titoli falsificati e riciclaggio dei proventi illecitamente accumulati». Gli elementi raccolti ruotavano già allora intorno alla figura di Flavio Carboni, noto alle cronache per essere stato vicino alla P2 e coinvolto nel crack del Banco Ambrosiano, e del suo presunto recente intermediario nel territorio aretino Valeriano Mureddu.

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I rapporti attuali di Carboni
Sotto la lente sono poi finite nel corso del 2016 le reti «di conoscenze e amicizie da sfruttare all'occorrenza per il raggiungimento dei propri e molteplici scopi». Carboni, definito nelle carte dell'inchiesta come «faccendiere», avrebbe ancora molti contatti nel mondo politico e imprenditoriale. In particolare il 10 dicembre 2016 viene intercettata la telefonata tra lui e Mureddu, in cui quest'ultimo asseriva di trovarsi in un determinato posto per la questione di un «colonnello», tale Mario, per completare insieme un «lavoro meraviglioso». Due giorni dopo Carboni invia un messaggio effettivamente a Mario G. (per rispetto delle indagini non indicheremo per esteso i nomi delle persone al momento non indagate e al vaglio delle procure), che risulta «essere stato un ufficiale superiore dell'Arma dei carabinieri, che attualmente percepisce redditi dalla presidenza del consiglio dei ministri e transitato nei servizi segreti», spiegano le carte.
Il 15 dicembre 2016 alle ore 16:05 risultano due tentativi di chiamata verso l'utenza di Carboni dal numero intestato alla Wind Telecomunicazioni spa in uso a C. C., dell'Unità Lawful data services, preposta all'erogazione delle prestazioni obbligatorie e alla gestione dei rapporti con le forze di Polizia. Sono state intercettate due conversazioni, in cui peraltro il manager Wind passa il telefono a Mario G, prima citato, per salutare Carboni. Si parla di affari aziendali e di sentenze del Consiglio di Stato da seguire.

I rapporti con le forze dell’ordine
A febbraio 2016 gli investigatori avevano constatato che le notizie di stampa avevano inibito le condotte illecite di Carboni e Mureddu con le società a loro riconducibili, Geovision e Exagon, così da spingerli a “rimpiazzarle” con la statunitense Blue Gold e con la Grafene srl. Tale argomento venne trattato durante l'incontro del 28 gennaio all'hotel Tevere di Ponte San Giovanni tra Mureddu e l'imprenditore C.C. (socio della Grafene). Anche quest'ultimo risulta avere contatti di alto livello. Nelle sue conversazioni vengono rilevate le utenze telefoniche del generale F.B., della Legione dei carabinieri Umbria; P. L. comandante della stazione carabinieri di Introdacqua; di A. C. appartenente all'arma dei carabinieri, che si presta a fornire notizie su soggetti segnalati tramite accesso alle banche dati; di tale Paolo, probabilmente membro dei Rapporti speciali della Gdf di Roma; di P. M., ufficiale superiore della Gdf.
In questa rete di rapporti da mettere sotto controllo è finito anche l'imprenditore Patrizio C., che parla con un ufficiale dell'arma dei carabinieri della Legione Puglia (per parlare di una società barese da usare nella commercializzazione di prodotti sanitari) e con un ex ufficiale della Guardia di Finanza, in congedo dal 2011, dove si fa riferimento alla Geovision e al procedimento presso l'agenzia delle Entrate di Arezzo.

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