QUESTIONE INDUSTRIALE

Eurallumina: sciolto l’ultimo nodo per il riavvio degli impianti

di Davide Madeddu

2' di lettura

L’ultimo nodo è sciolto. Per il riavvio degli impianti della raffineria di bauxite dell’Eurallumina di Portovesme, ferma da otto anni, può iniziare il conto alla rovescia. O meglio, il progetto da 200 milioni di euro può proseguire giacché ancora deve essere approvata la delibera della Giunta regionale. Un passaggio che avverrà dopo che l’Eurallumina, l’azienda proprietaria della raffineria di Portovesme e controllata dalla russa Rusal, produrrà alcune integrazioni al progetto.

A dare i chiarimenti nel “giorno decisivo” e al termine dell’ultima fase della conferenza dei servizi è l’assessore regionale della Difesa all’Ambiente Donatella Spano. «La Conferenza dei servizi si è conclusa con pareri differenti tra ministero dei Beni paesaggistici e la Regione – dice -. Il parere ministeriale non è, però, vincolante e ostativo. Per quanto riguarda l’iter, la Rusal ha chiesto almeno un mese per presentare altri documenti. Non appena si concluderà l’istruttoria, predisporremo la delibera sul progetto, che sarà portata in tempi serrati in Giunta».

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Si chiude quindi un percorso durato 930 giorni e che ha visto i lavoratori seguire passo passo tutte le fasi del progetto e della sua valutazione anche con trasferte nella Capitale davanti alla sede dei ministeri Ambiente e Sviluppo economico. E la doppia occupazione, degli ultimi cinque giorni dentro e fuori il palazzo della Giunta regionale.

«È stato compiuto un passo veramente importante per il rilancio della filiera dell’alluminio – spiega Francesco Garau, segretario provinciale della Filctem Cgil – chiaramente il livello di attenzione resterà alto sino a quando non si concluderanno tutti i passaggi». Per la fabbrica che sino al 13 marzo del 2009 produceva a Portovesme, dalla trasformazione della bauxite anche un milione e 200mila tonnellate di allumina, destinandone il 30% al mercato regionale, si apre un nuovo scenario.

Il progetto prevede l’adeguamento degli impianti, la realizzazione di una caldaia di cogenerazione di energia elettrica e vapore «in linea – osservano i sindacati – con il piano energetico regionale», l’adeguamento della raffineria per utilizzare bauxiti tri-idrate come materia prima per la produzione dell’allumina e l’ampliamento del bacino dei fanghi rossi, residui del ciclo produttivo. Previsto un investimento economico complessivo di 200 milioni di euro e opere per un periodo che va da un anno e mezzo a 36 mesi. In programma anche 100 nuove assunzioni per un totale di 357 dipendenti diretti più altre 270 negli appalti per tre anni (ipotizzata la stabilizzazione di 150 nelle manutenzioni) e altri 200 tra indotto e servizi.

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