Campionato europeo

Euro 2020 itinerante: viaggerà in 12 Paesi per incassare 2,5 miliardi

Italia-Turchia sarà la partita inaugurale dell’Europeo di calcio in programma l’anno prossimo, venerdì 12 giugno allo stadio Olimpico di Roma che ospiterà anche le altre due gare degli Azzurri

di Mario Nicoliello


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(Ap)

4' di lettura

Sarà Italia-Turchia la partita inaugurale dell’Europeo di calcio itinerante. Appuntamento a venerdì 12 giugno 2020 allo stadio Olimpico di Roma. La nazionale guidata da Roberto Mancini completerà il gruppo A contro Svizzera e Galles, rispettivamente il 17 e 21 giugno, sempre a Roma, città che poi chiuderà il suo Europeo col quarto di finale del 4 luglio.

È questo l’esito del sorteggio che si è svolto ieri a Bucarest. Urna benevola per gli Azzurri, dunque, mentre nel gruppo F, quello più spettacolare, si sfideranno Francia, Germania e Portogallo.

Il torneo itinerante
In passato i Paesi co-ospitanti al massimo erano stati due: Belgio e Olanda nel 2000, Austria e Svizzera nel 2008, Polonia e Ucraina nel 2012. La 16esima edizione, a 60 anni dalla prima, verrà celebrata invece in 12 nazioni.

Sarebbero state tredici se il Belgio non avesse fatto retromarcia, dopo la bocciatura del progetto del nuovo stadio di Bruxelles da edificare al posto dell’attuale.

Così Euro 2020 si porterà dietro almeno tre paradossi: l’assenza tra le città ospitanti della Capitale delle istituzioni europee; lo svolgimento di semifinali e finale a Londra, nonostante la Brexit; le 405mila tonnellate di carbone che si prevede saranno prodotte dai viaggi di tifosi e staff lungo il Continente, in un periodo in cui si stressa la sostenibilità ambientale.

Per ovviare a questa macchia la Uefa lascerà in eredità 600mila alberi, 50.000 per ogni città, e devolverà una parte del fatturato in progetti di energia rinnovabile.

Al via 24 squadre – venti già note, le altre da conoscere in primavera dopo gli ultimi spareggi – suddivise in sei gironi da quattro, ognuno spalmato su due città: 11 impianti ospiteranno quattro match, Londra ne avrà sette.

Le distanze sono la cifra qualificante della rassegna. Tra Roma e la gemella Baku ballano 3120 chilometri, tra Copenhagen e San Pietroburgo ce ne sono 1160, tra Amsterdam e Bucarest 1790. Trasvolata necessaria anche per muoversi da Dublino a Bilbao (1145 chilometri), mentre basteranno il treno o l’auto per spostarsi tra Glasgow e Londra (555 chilometri), oppure tra Monaco di Baviera e Budapest (558 chilometri).

Delle dodici arene coinvolte, undici erano già esistenti e sono state interessate da piccoli restyling. L'unica nuova di zecca è quella di Budapest, sorta sulle ceneri del vecchio NèpStadion e intitolata a Ferenc Puskas. Undici stadi hanno più di 50mila posti, solo il Parken di Copenhagen si ferma a 38mila.

Il giro d’affari
Il giro d’affari dell’evento raggiungerà i 2,5 miliardi di euro, in crescita di 600 milioni rispetto agli 1,9 miliardi registrati dall’edizione 2016.

Tre anni fa, nell’Europeo francese, i diritti televisivi produssero il 53% del fatturato, i proventi commerciali portarono il 25%, la vendita dei biglietti pesò per il 15%, l’hospitality incise per il 7%.

Stavolta è stato incrementato il parterre dei partner. Ad oggi hanno associato il proprio logo alla manifestazione: Alipay, Booking, FedEx, Hisense, Socar, e Volkswagen come sponsor delle squadre nazionali, Heineken e TakeAway come sponsor della rassegna, nonché Hublot, Img, Konami e Panini come licenziatari.

Complessivamente saranno staccati tre milioni di tagliandi, 500mila destinati agli sponsor, gli altri 2,5 milioni riservati ai tifosi. Un milione di biglietti costeranno al massimo 50 euro per 44 partite, mentre 40mila saranno a 100 euro per le semifinali e la finale.

Attenzione particolare per i disabili, cui saranno dedicati biglietti nella più bassa categoria di prezzo, indipendentemente dalla loro posizione nello stadio. La metà dei tagliandi è stata già riservata (le richieste hanno raggiunto quota 19,3 milioni, eccedendo di gran lunga l'offerta), un altro 40% sarà in vendita da mercoledì prossimo, mentre l’ultima tranche sarà sul mercato ad aprile dopo i play-off.

A Roma per l’inaugurazione e il quarto di finale la tribuna costerà 225 euro, i distinti 145, le curve 75. Per gli altri due match i prezzi caleranno rispettivamente a 185, 125 e 50 euro. La sera dell’11 giugno ci sarà un concerto al Colosseo, mentre le Fan Zone verranno allestite in piazza del Popolo e via dei Fori Imperiali. I volontari coinvolti a Roma saranno un migliaio.

Da casa l’Europeo sarà visibile in chiaro sulla Rai (27 partite in diretta, tra cui tutte quelle dell’Italia) e a pagamento su Sky (diretta di tutti i 51 match, di cui 24 in esclusiva).

Le spese
Sul fronte delle spese, il montepremi sarà di 371 milioni di euro. Ciascuna delle 24 partecipanti riceverà 9,25 milioni solo per la presenza. Nella fase a gironi la vittoria porterà in dote 1,5 milioni, il pareggio 750mila euro.

Premi ad ogni passaggio di turno, così il vincitore potrà racimolare altri 20,25 milioni lungo il percorso, potendo intascare complessivamente fino a 34 milioni di euro, sette in più rispetto al 2016. Saranno contenti anche i club che concederanno le proprie stelle alle Nazionali. La Uefa ha previsto di retrocedere alle società l'8% del giro d'affari lordo, quindi 200 milioni di euro.

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