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Euro in risalita nei confronti del franco, respira l’export elvetico

Si fa sentire anche l'azione della Banca nazionale svizzera, che da tempo frena il franco attraverso i tassi di interesse negativi e attraverso l'acquisto di valute estere, euro in particolare

di Lino Terlizzi

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(AdobeStock)

2' di lettura

L'euro è in risalita anche in rapporto al franco svizzero, tradizionale bene rifugio. La moneta unica europea è a 1,10 franchi, come non accadeva da più di un anno, cioè da fine 2019. Il recupero dell'euro sulla valuta elvetica è in sostanza frutto dell'incrocio di due fattori principali. Da una parte l'euro è risalito di suo, come si è visto anche e soprattutto con il recupero nei confronti del dollaro USA, sull'onda del Recovery Fund e dei piani anti crisi nell'ambito dell'Unione europea. Dall'altra parte si fa sentire l'azione della Banca nazionale svizzera, che da tempo frena il franco attraverso i tassi di interesse negativi e attraverso l'acquisto di valute estere, euro in particolare; l'istituto centrale elvetico vuole evitare che il franco diventi eccessivamente forte e dunque crei ostacoli più alti per l'export rossocrociato.

Con l'esplosione della prima ondata di coronavirus, tra febbraio e marzo dell'anno scorso, il franco era tornato a rafforzarsi e sino a maggio il cambio con l'euro ha danzato attorno a 1,05. Poi una lenta ripresa dell'euro, ma solo sino all'1,08 dell'inizio di quest'anno; quindi un balzo più deciso dell'euro in queste ultime settimane, sino all'1,10 registrato oggi. Per l'export della Svizzera, Paese che ha l'Eurozona come principale area di riferimento per i suoi scambi economici, c'è un po' più di ossigeno.

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Il franco resta comunque forte anche a questi livelli – siamo lontani l'1,20 sull'euro, che la Banca nazionale svizzera ha difeso in passato per anni, prima di dover cedere alla pressione del mercato – ma le esportazioni elvetiche hanno ora qualche margine in più.Il dollaro USA, che di suo non è nel complesso in una fase di forza, rimane invece particolarmente debole sul franco svizzero.

Alla fine del 2019 c'era un rapporto di 1 a 1 tra il biglietto verde e la valuta elvetica. La prima ondata di coronavirus ha in seguito accentuato il calo del dollaro, che è sceso sino agli 0,87 franchi dell'inizio di quest'anno. Ora la valuta americana ha riguadagnato qualche frazione sulla moneta svizzera ed è attorno a 0,90 franchi, un livello che è comunque ben inferiore a quell'1 a 1 che era rimasto in campo sino a circa un anno fa.

Per l'export elvetico in direzione dell'area dollaro questo 0,90 non è l'ideale, occorrerebbe un maggior recupero del biglietto verde. Ma è difficile se non impossibile che questo si verifichi in contemporanea con il recupero dell'euro. Il risultato per ora è che le esportazioni svizzere hanno un po' più di respiro sul versante dell'area euro e che gli acquisti in Svizzera dei Paesi di quest'ultima, Italia compresa, sono un poco meno cari.

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