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Euro sotto 1,21 dollari spinge le Borse europee. A Milano brilla Tenaris

di A. Fontana e E. Miele

(James Thew - Fotolia)

5' di lettura

L’euro debole alla vigilia della pausa del Primo Maggio ha sostenuto le piazze finanziarie europee, tutte in territorio positivo, mentre sullo sfondo resta il timore dei dazi e Milano fa i conti con le incertezze sulla situazione politica e il voto anticipato che si fa di nuovo strada (l’ipotesi «calda» sarebbe giugno). A fine giornata il Ftse Mib ha chiuso con un +0,22%, poco sotto quota 24.000 punti, ma al giro di boa c'era stato un calo, poi rientrato, a seguito delle parole del leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, sul possibile ritorno al voto. Il bilancio del 2018, seppur parziale, è positivo per i titoli azionari italiani, che chiudono aprile con un rialzo sopra il 6% e fanno ancora meglio da inizio anno sfiorando un tondo +10%. Questo mentre gli Usa hanno fissato per inizio mese la scadenza per decidere se esentare o meno la vecchia Europa dai dazi su acciaio e alluminio.

Tenaris ok. Poste a 8 euro su possibile alleanza con Generali

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La migliore del listino è stata Tenaris che ha sfruttato ancora la trimestrale e il quarto incremento settimanale di fila delle trivelle di perforazione petrolifera attive negli Stati Uniti: le case di investimento sono ottimiste sulle prospettive del 2018. Vivace Poste Italiane sulla possibile partnership con Generali nelle polizze assicurative danni e sull'annuncio a sorpresa fatto dalla società che programma un'0perazione di riacquisto di azioni proprie fino a 500 milioni di euro. La performance peggiore è invece di Fiat Chrysler Automobiles, seguita dall’altro titolo della galassia Agnelli, la holding Exor . Nel comparto assicurativo salgono anche Unipol e Unipolsai. Dopo un avvio debole legato ai conti trimestrali, che hanno evidenziato in calo dei ricavi vicino all'1% a 2,1 miliardi di euro, si è ripresa Luxottica grazie alla spinta del dollaro. Fuori dal Ftse Mib spicca il balzo di Juventus Fc ormai vicinissima alla vittoria nel campionato di Serie A di calcio. Vendite su Ternienergia che ha chiuso il 2017 con una perdita di circa 40 milioni di euro.

Debole Telecom: settimana della verità per la battaglia Vivendi-Elliott

Dopo una prima parte di seduta positiva, ha chiuso in rosso Telecom Italia a pochi giorni dall'appuntamento cruciale per il riassetto del governo societario: il fondo Elliott ha diffuso una nota in cui supporta pienamente il ceo Genish sottolineando che non esiste alcun piano industriale alternativo a quello proposto dal manager israeliano. Elliott, socio di Telecom con quasi il 9%, «cerca di offrire idee costruttive per migliorare il piano di creazione di valore di Tim presentato da Genish il 7 marzo. Non esiste un piano aziendale alternativo. Elliott e i suoi candidati indipendenti sostengono pienamente Genish e sono incoraggiati da Genish» riporta la nota del fondo americano in vista dell'assemblea Telecom del 4 maggio chiamata a votare le liste concorrenti di Vivendi e dello stesso Elliott. Elliott si dice inoltre concorde con l'ottenimento dell'investment grade prima di deliberare la distribuzione di un dividendo.

Per il fondo «il management guidato da Genish, assieme a un board indipendente, valuterà se e quando portare avanti le iniziative strategiche, nel migliore interesse della societa' e nell'intento di creare valore per tutti gli azionisti». Elliott, precisa la nota, «è solo un azionista; il cda e il management di Tim avranno la responsabilità di indirizzare i tempi e la strategia ottimali per l'azienda». Ma in serata a mercati chiusi, è arrivata la contro-replica di Vivendi, che si dice «preoccupata per le possibili dimissioni di Genish che destabilizzerebbero l'azienda», ribadendo che «la lista che sostiene il suo piano é la nostra».

Salini Impregilo protagonista: in Usa valuta vendita asset e quotazione

Scatto in Borsa di Salini Impregilo sulla prospettiva di possibili cessioni negli Stati Uniti che riguardino alcune delle attività del gruppo di costruzioni. Le quotazioni a fine seduta sono salite di oltre il 6%. Nel corso della assemblea degli azionisti l'amministratore delegato Pietro Salini ha spiegato che il gruppo «sta
anche valutando di cedere al mercato alcune attività nella produzione e distribuzione di sostanze bituminose, abbiamo dato mandato a una importante banca d'affari, questa transazione vale l'intero investimento effettuato in Lane».
Le attività che la società intende vendere fanno parte della divisione Plants & Paving di Lane Industries, società americana rilevata nel 2016 per 406 milioni di dollari. Goldman Sachs è stato nominato advisor finanziario. Sempre negli Usa, Salini ha confermato la volontà di rafforzamento nelle attività core valutando «potenziali acquisizioni». L'amministratore delegato ha poi annunciato che entro 12-12 mesi Salini vorrebbe procedere a una quotazione negli Stati Uniti.

Balzo Sainsbury che compra Asda. Sale Dt: nozze tra T-Mobile Us e Sprint
Nel resto d'Europa gli acquisti premiano in primo luogo le società dei media: il comparto è stato influenzato dal +7% di Wpp a Londra dopo i conti trimestrali che hanno evidenziato un +0,8% dei ricavi a perimetro uniforme mentre il management ha confermato la guidance sull'intero esercizio. Nel settore tlc ha rallentato la corsa Deutsche Telekom a Francoforte che ha annunciato l''accordo con i giapponesi di Softbank per l'inegrazione tra T-Mobile Us (Dt) e Sprint(Softbank), due tra i principali operatori della telefonia mobile negli Stati Uniti. Dalla aggregazione nascerà una nuova entità con DT al 42% e i giapponesi di Softbank al 27%. Sul Ftse 100 spicca il +17% di Sainsbury grazie all'operazione di fusione con Asda (gruppo Walmart) da cui nascerà il leader della grande distribuzione nel Regno Unito per quote di mercato.

Petrolio cala. Dollaro sempre tonico: oggi dati Usa su redditi e consumi

Sul mercato valutario, l'euro, oltre ad arretrare sul dollaro, a fine seduta scivola a 132 yen (132,29 venerdì) e resta a 0,87 sterline (0,8799). Il dollaro si rafforza sia nei confronti della valuta giapponese (a 109,38 yen per un dollaro) sia nei confronti di quella britannica (a 1,3723 dollari per una sterlina). Il petrolio risale a 68,49 dollari al barile (Wti a giugno) e 75,14 dollari (Brent).

Inflazione Usa riaggancia i target Fed

Nel terzo mese in cui la riforma fiscale Usa è entrata in vigore, ossia marzo, gli americani hanno visto crescere i loro salari e hanno speso di più. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, le spese per consumi sono salite dello 0,4% sul mese precedente, in linea alle stime degli analisti. I redditi personali sono aumentati dello 0,3% contro previsioni per un +0,4%. Inoltre, La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolare l'inflazione, il dato Pce , è rimasta allo 0% a marzo su base mensile, mentre su base annuale è salita del 2%, il livello considerato ottimale dalla Fed e livello raggiunto in precedenza a febbraio 2017.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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