i ministri delle finanze della zona euro

Eurogruppo, ecco i quattro candidati alla presidenza. Lunedì il voto

dal nostro corrispondente Beda Romano

(AP)

3' di lettura

BRUXELLES – Sono quattro i ministri delle Finanze che si sono candidati alla guida dell'Eurogruppo, il consesso ministeriale della zona euro. Oltre al portoghese Mario Centeno, appoggiato anche dall’Italia, si sono presentati lo slovacco Peter Kazimir, la lettone Dana Reizniece-Ozola e il lussemburghese Pierre Gramegna. L'esito del voto, che si terrà lunedì 4 dicembre, è incerto. Tra le altre cose, il nuovo presidente dell'Eurogruppo sarà chiamato a completare l’unione bancaria.

Il voto di lunedì prossimo deve servire a trovare un sostituto all’olandese Jeroen Dijsselbloem che rimarrà in carica fino al 13 gennaio. Il ministro portoghese Centeno appare favorito. Oltre al sostegno esplicito dell’Italia, goderebbe anche dell’appoggio della Francia e della Germania. A suo tempo, riferendosi a un noto calciatore portoghese, l’allora ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble aveva definito l’uomo politico «il Ronaldo dei ministri delle Finanze europei».

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Nell'entourage del ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire si fa notare che l’ex banchiere centrale rispetta i tre criteri elencati da Parigi: competenza, esperienza e una visione della zona euro più integrata. Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, la candidatura di Mario Centeno è emersa mercoledì durante un incontro ad Abidjan tra il presidente francese Emmanuel Macron, il premier italiano Paolo Gentiloni e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Quest'ultima ha probabilmente visto nella figura del politico socialista un modo per accontentare i socialdemocratici tedeschi con il quale il partito democristiano della signora Merkel sta negoziando la formazione di un nuovo governo. «Tuttavia, la partita non può dirsi chiusa», avverte un alto responsabile europeo a Bruxelles, notando che i candidati sono ben quattro. L'esito del voto è incerto, anche se basta la maggioranza per nominare il nuovo presidente dell'Eurogruppo.

I socialisti ambiscono alla posizione, tenuto conto del fatto che popolari sono già i presidenti di Parlamento e Commissione. Commenta l’alto responsabile europeo: «La nomina è assai più politicizzata che in passato». I gruppi popolare e socialista al Parlamento europeo si sono impegnati in prima persona. In parte è stata replicata la corsa alla presidenza della Commissione europea nel 2014, sulla base di Spitzenkandidaten, che ha lasciato il segno nel mondo politico comunitario.

Al ministro Centeno, 50 anni, si attribuisce il merito di avere raddrizzato l’economia del suo Paese, permettendogli di uscire da un programma di assistenza promosso dal Meccanismo europeo di Stabilità (Esm). Nel 2017, la crescita economica portoghese è prevista al 2,6%, mentre il deficit pubblico dovrebbe essere ridotto all'1,4% del prodotto interno lordo. Formato a Harvard ed ex banchiere centrale, l'uomo politico è stato finora molto discreto nel consesso ministeriale.

Gli altri candidati sono molto diversi tra loro. Peter Kazimir, 49 anni, è un socialista slovacco, che nel 2016 ha presieduto l’Ecofin, a dire di molti senza grande carisma o leadership. Pierre Gramegna, 59 anni, è invece un liberale, ex diplomatico del Granducato. Infine, Dana Reizniece-Ozola, 36 anni, è un’esponente di centro-destra nata a Kuldiga quando il suo Paese, la Lettonia, non era ancora indipendente ed era una repubblica sovietica. È una campionessa di scacchi.

Nessuno nell'Eurogruppo ha dimenticato che la signora Reizniece-Ozola ha fatto campagna a suo tempo contro l’adesione del suo Paese alla moneta unica nel 2014. Intervistata nel marzo 2015 dalla televisione lettone, ha detto «di non avere ancora cambiato idea» su questo fronte. Tra le altre cose, il nuovo presidente dell'Eurogruppo dovrà gestire il completamento dell'unione bancaria, un cantiere che in questi anni ha provocato dissapori tra i Paesi membri.

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