emergenza coronavirus

Eurogruppo rinviato a giovedì dopo una drammatica trattativa sul fondo comune per gli investimenti

Consenso più semplice sull’uso del Meccanismo europeo di Stabilità, sugli aiuti della Banca europea degli investimenti e sul nuovo fondo proposto dalla Commissione europea per aiutare i governi a finanziare la cassa integrazione

Rusconi: su eurobond è crisi profonda, ma ci sarà compromesso

Consenso più semplice sull’uso del Meccanismo europeo di Stabilità, sugli aiuti della Banca europea degli investimenti e sul nuovo fondo proposto dalla Commissione europea per aiutare i governi a finanziare la cassa integrazione


4' di lettura

È terminata con il rinvio a giovedì 9 aprile la riunione in video-conferenza dei ministri delle Finanze della zona euro, alla ricerca di un’intesa su come rispondere allo shock economico provocato dalla pandemia del coronavirus. Dopo 16 ore di negoziato, i dirigenti hanno sospeso i lavori: «Molti ministri avevano impegni previsti nella giornata di oggi, mercoledì 8 aprile», ha detto un esponente comunitario.

Centeno: più vicini a intesa ma non ci siamo
«Ci siamo avvicinati a un'intesa ma ancora non ci siamo - ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno Il mio obiettivo
rimane quello di creare una forte rete di protezione contro le
conseguenze del Covid-19». Il ministro dell’Economia italiano, Roberto Gualtieri, ha ribadito che il governo manterrà la stessa linea anche per i negoziati del 9 aprile:  «Continuiamo a impegnarci per una risposta europea all'altezza della sfida del #COVID19. È il momento della responsabilità comune, della #solidarietà e delle scelte coraggiose e condivise».

Gli appelli di Scholz, Le Maire e Gentiloni
I ministri di Germania e Francia, Olaf Scholz e Bruno Le Maire, hanno lanciato un invito congiunto a «trovare un compromesso» per sbloccare la ricerca di una strategia condivisa nella Ue. «Invito tutti i cittadini - ha scritto Scholz - a non rifiutarsi di risolvere queste difficili questioni e a permettere un compromesso». A quanto si apprende, i due ministri sarebbero d’accordo sull’opzione di un Mes a condizionalità ultraleggere.

Anche il commissario all’Economia, l’italiano Paolo Gentiloni, ha lanciato un appello via Twitter ai ministri delle Finanze: «Rinvio senza accordo dopo 16 ore di riunione - ha scritto - La Commissione fa appello al senso di responsabilità necessario in una crisi come questa. Domani è un altro giorno».

Olanda: troppo presto per un pacchetto completo
Sul fronte opposto è intervenuto Wopke Hoekstra, ministro delle Finanze olandese. «Abbiamo avuto una discussione lunga e intensa, ma anche costruttiva all'Eurogruppo sulla grave crisi del Coronavirus - ha detto - È troppo presto per un pacchetto completo. Questa è prima di tutto una crisi sanitaria. È importante che l'Europa renda disponibili fondi extra».

La riunione cominciata martedì
Prendere decisioni nell'Eurogruppo non è mai stato facile, soprattutto in tempi di crisi. Lo sconquasso greco lo ha dimostrato varie volte negli anni scorsi. Quando si tratta poi di lavorare in video-conferenza la difficoltà è estrema. I ministri delle Finanze della zona euro hanno negoziato per oltre 16 ore nel tentativo di mettere nero su bianco una serie di opzioni per contrastare lo shock economico provocato dalla pandemia influenzale da Coronavirus.

Poco prima della riunione, il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno aveva chiesto ai ministri «di prendere un impegno chiaro a favore di un piano di rilancio coordinato e di grande portata». I dirigenti politici apparivano più o meno d'accordo su tre dei quattro aspetti da proporre ai capi di Stato di governo che dovrebbero riunirsi nei prossimi giorni. Più controverso era il quarto tassello su cui davano battaglia i paesi quali la Francia, l'Italia e la Spagna: la nascita di un fondo finanziato da obbligazioni congiunte.

I tre aspetti su cui un consenso appariva più semplice erano l'uso del Meccanismo europeo di Stabilità, che potrà concedere prestiti ai paesi membri senza imporre particolare condizioni economiche, come ha detto il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz; gli aiuti della Banca europea degli investimenti; e il nuovo fondo proposto dalla Commissione europea per aiutare i governi a finanziare la cassa integrazione. Il piano in tre parti vale circa 500 miliardi di euro.

L'aspetto più controverso appariva la proposta francese di creare un fondo finanziato da obbligazioni comuni o Coronabonds con il quale investire nella ripresa dopo la scomparsa del virus. Dietro alla scelta di proporre questo nuovo strumento si nasconde il timore della Francia, ma anche di altri paesi come l'Italia o la Spagna, di assistere a un drammatico aumento del debito nazionale che possa mettere in pericolo la stabilità della zona euro in un momento in cui sostenere l'economia per evitare una riduzione della capacità produttiva è essenziale.

Mentre la Germania tentenna, l'Olanda si oppone. I motivi sono giuridici (temono di violare i trattati), politici (sono preoccupati dalle reazioni a casa propria), economici (credono che l'azione già dispiegata in queste settimane sia sufficiente). Nella riunione ancora in corso i paesi favorevoli alla proposta francese stanno tenendo in ostaggio la dichiarazione finale per essere sicuri che menzioni l'idea presentata la settimana scorsa dal ministro delle Finanze Bruno Le Maire.

Nel tentativo di convincere l'Olanda a un atteggiamento più compromissorio, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli aveva spiegato alla rete televisiva NOS: “Nella fase di ricostruzione servirà un fiume di soldi, molti di più” di quelli a disposizione del Mes. “I suoi 410 miliardi non sono sufficienti”. Di fronte all'emergenza “non bisogna escludere nessuna possibilità, perché i dati economici di tutti i Paesi, del nord e del sud, dell'est e dell'ovest, ci dicono che noi avremo una perdita di potere economico molto rilevante».

La Francia sta giocando una partita politicamente interessante (e che il ministro delle Finanze maltese Edward Scicluna su Twitter non esclude possa durare tutta la notte). Storicamente, sui temi economici, Parigi ha sempre preferito associarsi alla Germania, in parte anche per godere dell'immagine positiva della Repubblica Federale sui mercati finanziari. E' pronta la Francia del presidente Emmanuel Macron ad andare per la sua strada? Gli elevati livelli di indebitamento che questa crisi provocherà anche in Francia lascia aperta la porta alla possibilità che ciò possa accadere.

“E' un momento determinante per l'Europa e per il rapporto franco-tedesco”, analizza un diplomatico. Il fondo proposto dalla Francia è una mutualizzazione dei debiti pubblici circoscritta negli ambiti e limitata nel tempo. Il dibattito in Germania è acceso; ma le possibilità di una intesa ci sono (un blog tedesco di costituzionalisti - verfassungsblog.de - spiegava domenica che i Coronabonds non violano i Trattati). Resta incerta la tempistica. Nella migliore delle ipotesi il riferimento all'idea francese nel comunicato dell'Eurogruppo si rivelerà sufficientemente vago per essere accettabile da tutti.

Per approfondire:
Debiti e liquidità, come tenere in vita l'economia globale in «lockdown»
Perchè la Germania dice «nein» (per ora) agli Eurobond
Incubo economia in Germania, ecatombe in Spagna. Come il mondo sta affrontando l'emergenza

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