“no a riduzioni dell’Avanzo primario”

Eurogruppo: prima doccia fredda sulla Grecia di Mitsotakis

di Stefano Carrer


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(Louisa GOULIAMAKI / AFP)

2' di lettura

ATENE - Il nuovo governo greco di centro-destra si insedia oggi con il giuramento dei ministri in attesa del voto di fiducia del Parlamento del 21 luglio (scontato in quanto Nuova Democrazia ha ottenuto da sola la maggioranza assoluta dei seggi) , ma arrivano gia' cattive notizie da Bruxelles per Kyriakos Mitsotakis.
Il nuovo primo ministro intende negoziare una maggiore flessibilita' di bilancio con i creditori europei, per poter abbassare le tasse cercando in particolare di ottenere una riduzione dell'alto livello di avanzo primario che viene richiesto alla Grecia, il 3,5% del Pil fino al 2022. Dalla riunione dell'Eurogruppo è però arrivata una doccia fredda. «L'avanzo primario è la pietra miliare per la sostenibilità del programma in corso e rappresenta la precondizione per eventuali altre misure di sollievo sul debito», ha detto il direttore del Fondo Salvastati Klaus Regling, mentre il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno ha detto che gli impegni sono impegni e che se non si rispettano si perde credibilità, il che porta a una perdita di fiducia e di investimenti e in ultima analisi di crescita.

Al contrario, Mitsotakis ritiene che il livello di avanzo primario sia troppo alto e che pesi sulle prospettive di crescita, che sarebbero invece rafforzate da uno spazio di manovra da utilizzare per alleggerire la pressione fiscale sulle imprese e sulla classe media.
L'accenno di Regling a possibili condiscendenze dei creditori esclude dunque il taglio all'obiettivo di avanzo primario ma lascia aperte altre possibilità di modifiche marginali su alcuni vincoli, sempre che il target sia raggiunto.

Un nuovo ministro delle Finanze
Non sarà dunque una vita facile quella del nuovo ministro delle finanze greco Christos Staikouras, che peraltro era già stato coinvolto nel trattative con i creditori avendo fatto parte del governo Samaras tra il 2012 e il 2014. Atene potrebbe invocare, in sede negoziale, che sarà difficile raggiunge l'obiettivo sul surplus primario perché il governo precedente di Alexis Tsipras, in primavera, ha preso alcune misure espansive di tenore elettoralistico: la stessa banca centrale greca non prevede che sia possibile arrivare al 3,5%. D'altra parte nel 2018 il risultato era stato migliore delle attese su questo paramentro, arrivando al 4,4%.
Una riunione cruciale per la Grecia sara' quella dell'Eurogruppo del 13 settembre.
Piuù fiduciosi sul nuovo esecutivo di Atene appaiono i mercati finanziari, che hanno spinto a nuovi minimi storici i tassi sui titoli di stati ellenici.

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