Eurozona

Eurogruppo: pronti ad agire su politiche di bilancio se la situazione peggiora

I ministri finanziari dell’Eurozona ribadiscono che i «i fondamentali dell’economia dell’area euro» sono forti, ma aprono a nuovi interventi in caso di necessità

Gentiloni: l’Ue abbia forza di Difesa comune. Patto stabilità, irrealistico ritorno a vecchie regole

3' di lettura

I fondamentali dell’economia nell’area euro restano «forti», ma «le nostre politiche di bilancio devono restare agili e flessibili: siamo pronti ad aggiustare l'orientamento della politica di bilancio ai cambiamenti delle circostanze come fosse necessario». È il messaggio lanciato dall’Eurogruppo, l’organo informale che riunisce i 19 ministri delle finanze dell’Eurozona, in occasione del suo incontro del 14 marzo a Bruxelles.

Il clima di incertezza, inasprito dalla guerra in Ucraina, costringe i ministri a temporeggiare su scelte troppo nette per il futuro. Da un lato, i ministri anticipano che nel 2023 si dovrebbe tornare a un orientamento «neutrale» delle politiche di bilancio, evitando un sostegno diretto all’economia comunitaria. Dall’altro, sottolineano comunque «di essere pronti a reagire all'evoluzione della situazione economica (in peggio) anche visto l'alto livello di incertezza». Si temono una lunga crisi energetica, interruzione degli approvvigionamenti di grano, inflazione alta prolungata nel tempo.

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Su verifica Patto di stabilità, verifica a maggio-giugno

I ministri, a quanto riporta l’agenzia Radiocor, vogliono aspettare almeno fino a maggio 2022 prima di qualsiasi decisione sul Patto di stabilità. Se i numeri daranno ragione ai più ottimisti, con una crescita di poco inferiore al 4% nel 2022, si potrebbero ripristinare le regole di bilancio sospese nel 2022, anche se con una riformandole in maniera sostanziale: bisogna ampliare i margini per finanziare l'indipendenza energetica della Ue, gli investimenti per la difesa comune, l'autonomia continentale in filiere industriali e tecnologiche decisive per la transizione ecologica e la difesa comunitaria. Al vertice di Versailles del 10 e 11 marzo si è fatta avanti l’ipotesi di un «Recovery di guerra», un pacchetto di aiuti simile a quello di Next Generation Eu. Alcuni paesi si sono mostrati scettici a nuovi impegni di quella portata, mentre sembra esserci convergenza sulla necessità di rimettere mano alle vecchie regole di bilancio. È «irrealistico» pensare a un ritorno al passato dopo il Covid e la crisi ucraina, ha dichiarato il commissario all’Economia Paolo Gentiloni.

I ministri dell’Eurozona si sono confrontati anche con la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager che ha anticipato loro le nuove linee guida per gli aiuti pubblici alle imprese che saranno colpite dall'effetto delle sanzioni contro la Russia e dall'aumento dei prezzi dell'energia. Si prevedono pregaranzie pubbliche e aiuti diretti. Entro fine mese, la Commissione pubblicherà anche le proposte per fronteggiare il caro energia, con misure che includerebbero il limiti massimi ai prezzi e l’ipotesi di sganciamento del prezzo dell’elettricità dal prezzo del gas.

I paesi ad alto debito inizino a ridurlo

Nelle indicazioni ai governi per le leggi di bilancio, l’Eurogruppo invita a ridurre i debiti pubblici più elevati. «È necessaria una differenziazione delle strategie fiscali tra gli Stati membri. Ciò contribuirebbe anche al raggiungimento di una politica di bilancio aggregata equilibrata nella zona euro. Più in particolare, nell’ottica di preservare la sostenibilità del debito, negli Stati membri con un debito pubblico elevato, concordiamo sull’opportunità di avviare un graduale aggiustamento fiscale per ridurre il proprio debito pubblico, se le condizioni lo consentono». Questo aggiustamento «dovrebbe essere inserito in una strategia credibile a medio termine che continui a promuovere gli investimenti e le riforme necessarie per la doppia transizione e a migliorare la composizione delle finanze pubbliche».

Dombrovsksis: avanti con sanzioni a Russia

Sul tavolo dei ministri è finito, inevitabilmente, anche il dossier della guerra in Ucraina. La linea è quella di continuare con sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin. «Dovremo continuare questo lavoro se l’aggressione» all’Ucraina «continuerà», ha detto il vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis. Entrando nella riunione, il commissario all’Economia Paolo Gentiloni aveva parlato di nuovi margini per rinforzare il progetto di una difesa comune nella Ue. «In queste settimane - ricorda Gentiloni - ci sono state decisioni storiche, prese in particolare dal Parlamento tedesco. E queste decisioni storiche devono avere un impatto europeo: noi abbiamo visto nelle crisi di questi anni sempre più che un gigante economico e commerciale come l’Ue deve avere anche, per rendere più forte il proprio ruolo nel difendere la pace, una forza di difesa comune».


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