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Euronews, canale in lingua italiana verso la chiusura. Sciopero dei giornalisti

Sciopero di 24 ore di giornalisti e tecnici a Euronews, canale d’informazione con quartier generale a Lione e di proprietà del magnate egiziano Naguib Sawiris. In ballo ci sono 50 licenziamenti

di Andrea Biondi

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2' di lettura

«È il primo sciopero inter-sindacale in azienda e c’è una buona mobilitazione in tutti i servizi», ha detto ad Afp Christelle Petrongari, giornalista e delegata dell'Unione nazionale dei giornalisti (Snj) nel commentare lo sciopero di 24 ore di giornalisti e tecnici a Euronews, canale d’informazione con quartier generale a Lione. Lanciato nel 1993 da 20 televisioni europee, fra cui la Rai, Euronews è attualmente di proprietà del magnate egiziano Naguib Sawiris, la cui holding Mgm ha aumentato la sua quota all’88% nell'aprile 2020.

«La direzione di Euronews sta pianificando il taglio di circa 50 posti di lavoro e il licenziamento di 30 giornalisti sui 202 attualmente a tempo pieno» si legge nel comunicato di Snj. «Questo piano licenziamenti – si legge ancora – interessa la maggior parte delle lingue europee di Euronews ma investe soprattutto l'Italiano, una delle lingue fondatrici del canale d'informazione europeo multilingue varato nel 1993. Il servizio in lingua italiana passerebbe dalla televisione al digitale con la metà degli effettivi: inaccettabile».

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Il piano di ristrutturazione - il secondo in meno di tre anni - è stato annunciato a novembre scorso dall'ad Michael Peters. Da allora i negoziati non sono riusciti a scongiurare questo progetto. Le altre redazioni di Euronews (inglese, spagnola, tedesca, francese, portoghese, russa) continueranno a lavorare per la televisione e saranno toccate da minimi tagli. La redazione italiana di Euronews è formata da 17 giornalisti, che lavorano per il canale televisivo e curano allo stesso tempo il sito web in italiano. Stando al piano di ristrutturazione, secondo quanto comunicato dal sindacato dei giornalisti, l'italiano sparirebbe come canale televisivo autonomo. Resterebbe unicamente il sito web e la redazione passerebbe da 17 persone a 10.

«Euronews dispone di 12 edizioni linguistiche (inglese, francese, spagnolo, tedesco, italiano, portoghese, russo, arabo, turco, persiano, greco e ungherese). Ad eccezione della lingua inglese, il personale dei vari servizi linguistici europei è già stato ridotto all'osso negli ultimi tre anni. Dal 2017 hanno lasciato l'azienda più di 100 dipendenti: queste partenze sono costate somme esorbitanti che avrebbero potuto essere investite nell'attività editoriale», conclude la nota di Snj.

«Molti media hanno dovuto affrontare una situazione difficile dall'inizio della crisi COVID. I canali di informazione internazionali di proprietà privata, come Euronews – spiega un portavoce della società – hanno dovuto affrontare una perdita di entrate pubblicitarie, date le difficoltà che molti dei loro clienti stanno affrontando (in particolare nel settore dei viaggi e del turismo che rappresenta un'importante fonte di entrate pubblicitarie sui media internazionali mercato). Di conseguenza, come molti dei suoi concorrenti, Euronews ha dovuto effettuare una serie di tagli alla spesa, che includono un piano di licenziamento (che consisterà prima di un piano di licenziamento volontario)».

Euronews, spiega ancora il portavoce «ha cercato di ridurre al minimo i tagli di posti di lavoro: si prevede che circa 30-40 persone lasceranno l'azienda, una volta completato il processo di licenziamento. Euronews impiega attualmente circa 500 membri permanenti del personale. Saranno creati nuovi posti di lavoro per sostenere lo sviluppo di nuovi verticali digitali e questi posti di lavoro saranno offerti in via prioritaria ai membri del personale le cui posizioni attuali sono interessate dal piano di licenziamento».

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