riqualificazione urbana

Europa, 35 milioni di edifici da rifare entro il 2030

I due terzi dei 35 milioni di case italiane sono state costruite più di 50 anni fa e solo il 9% in questo secolo. Inoltre, secondo una rilevazione di Scenari Immobiliari, ci sono almeno 73mila edifici (per oltre mezzo milione di appartamenti) che si possono definire fortemente degradati

di Mario Breglia

(© Marcelino Ramírez)

4' di lettura

La ricchezza degli italiani sta nelle case che possiedono, per un totale di quasi 5.400 miliardi di euro. Il patrimonio però si sta deteriorando ed è urgente intervenire per rimetterlo in buone condizioni. I due terzi dei 35 milioni di case italiane sono state costruite più di 50 anni fa e solo il 9% in questo secolo. Inoltre, secondo una rilevazione di Scenari Immobiliari, ci sono almeno 73mila edifici (per oltre mezzo milione di appartamenti) che si possono definire fortemente degradati. E per questi sono in discussione diversi disegni di legge sulla “rigenerazione urbana”. In attesa di nuovi provvedimenti ci sono varie normative per le famiglie e i condomini che riqualificano i propri immobili.

La strategia della Commissione

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Anche la Commissione europea ha pubblicato, il 14 ottobre scorso, la strategia denominata “A Renovation Wave for Europe”, finalizzata al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici attraverso l’incremento dei tassi di ristrutturazione nei prossimi dieci anni e la riduzione del consumo di energia e di risorse da parte degli edifici. Tale strategia punta, inoltre, a migliorare la qualità della vita delle persone, diminuire le emissioni di gas serra, incrementare la digitalizzazione e intensificare il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali. La Commissione stima che entro il 2030 potrebbero essere ristrutturati 35 milioni di edifici e creati fino a 160 mila nuovi posti di lavoro.
Il più recente provvedimento italiano è stato inserito nel Decreto Rilancio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020 ed è il cosiddetto “Superbonus”, un’agevolazione che eleva al 110% l’aliquota di detrazione fiscale delle spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e spalmabili in 5 anni, per interventi di efficienza energetica, antisismici, installazione di impianti fotovoltaici o per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Per beneficiare del Superbonus vi è un doppio vincolo, il primo consiste nel salto di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta e il secondo che tale salto derivi dall’impiego di uno degli interventi che la normativa definisce come “trainanti”, come isolamento termico e sostituzione degli impianti di climatizzazione. Tra le novità è prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante questi ultimi inoltre hanno, a loro volta, la facoltà di cessione. Per gli interventi antisismici in caso di cessione del corrispondente credito a un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, spetta una detrazione del 90%. Le disposizioni non si applicano agli edifici in zona sismica 4.

Non solo Superbonus

Oltre al Superbonus 110% risultano ancora in vigore agevolazioni riguardanti: a) interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici. Valida per tutti i soggetti Irpef, consente di detrarre il 50% in dieci anni (il 36% a partire dal 2021) degli interventi di manutenzione straordinaria (ordinaria, solo se relativa a parti comuni di un edificio residenziale), di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia relativamente a singole unità immobiliari residenziali e a loro pertinenze. Il limite massimo di spesa è pari a 96mila euro per unità immobiliare; b) interventi per l’incremento del livello di efficienza degli edifici esistenti. La quota di detrazione Irpef e Ires varia dal 50 al 75%, passando dal 65 e dal 70%, per una durata di dieci anni. Nel caso in cui gli interventi siano di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico e interessino parti comuni di edifici condominiali realizzati in zone sismiche 1, 2 e 3 e comportino il passaggio a una classe di rischio inferiore la detrazione può raggiungere l’80%, se invece comporta il passaggio di due classi l’85 per cento. Il limite massimo di spesa è pari a 136mila euro per unità immobiliare; c) messa in sicurezza statica delle costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive (anche se immobili-merce). Gli interventi edilizi antisismici sono agevolati, fino alla fine del 2021, con detrazioni Irpef e Ires variabili dal 50 all’85% in 5 anni, con una serie di step intermedi pari al 70, 75 e 80 per cento; d) recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati nei centri storici o nelle aree parzialmente edificate. Il cosiddetto bonus facciate, valido fino al 31 dicembre 2020, prevede una detrazione Irpef e Ires pari al 90% in 10 anni anche per le imprese e le società relativamente agli immobili strumentali. Gli interventi interessati dall’agevolazione, anche solo di pulitura e tinteggiatura esterna, sono quelli riferiti alle strutture opache delle facciate, ai balconi e agli elementi decorativi (ornamenti e fregi; e) sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti e unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione, realizzazione pozzi, realizzazione di coperture verdi e giardini pensili. Detrazione Irpef del 36% delle spese di progettazione, manutenzione ed esecuzione, ripartito in 10 anni e con un tetto di spesa di 5mila euro per ciascuna unità a uso abitativo.

Presidente di Scenari Immobiliari

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