ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, Omicron pesa sull’Europa: settimana ingessata. A Piazza Affari corre Unicredit

Gli indici del Vecchio Continente hanno avuto un andamento contrastato al termine di una ottava volatile. Si guarda alle banche centrali e al quadro macro, con il Covid-19 che resta protagonista

di Flavia Carletti

La Borsa, gli indici del 3 dicembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Settimana poco mossa per i principali listini europei che chiudono contrastati rispetto a venerdì 26 novembre. Gli scambi sono stati condizionati dalle preoccupazioni per la variante Omicron, quando gli investitori si interrogano sulle prossime mosse delle banche centrali alla luce della fiammata dell'inflazione. Intanto resta alta l'attenzione sul quadro macroeconomico. Il Ftse Mib ha segnato un +0,33% nell'ottava, sostenuto soprattutto dall'andamento di banche e risparmio gestito. Bilancio settimanale positivo anche per il Ftse100 di Londra (+1,11%) e il Cac40 di Parigi (+0,38%). Segno meno per lo Stoxx 600 Europe (-0,28%), con l'Ibex35 di Madrid fanalino di coda tra i principali mercati europei (-1,92%). Chiusura debole anche per l'Aex di Amsterdam (-1,2%) e il Dax40 di Francoforte (-0,57%). A Piazza Affari, tra i titoli, i migliori rialzi sono stati quelli di Unicredit (+6,06%), Banco Bpm (+4,81%) e Banca Generali (+4,55%). Andamento opposto per Diasorin (-5,66%), Enel (-4,25%) e Tim (-3,35%).

Venerdì 3/12 chiusura in calo, delude dato su lavoro Usa

Chiusura sottotono per le Borse europee nell'ultima seduta di una settimana all'insegna della volatilità. Gli indici erano partiti al rialzo ma nel corso delle contrattazioni hanno invertito la rotta, complice anche il calo di Wall Street, frenata dai dati sull'occupazione Usa: la chiusura è stata poi negativa, Dj -0,17%, Nasdaq -1,92%.

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Nel mese di novembre sono stati aggiunti 210.000 nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo, mentre gli analisti avevano previsto un aumento più che doppio. Tuttavia, il rapporto ha avuto alcuni punti di forza: il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% dal 4,6% e ha toccato un nuovo minimo durante la pandemia e anche la partecipazione della forza lavoro cresciuta al 61,8% con circa 594.000 persone rientrate nel mondo del lavoro. Il Ftse Mib di Milano ha perso lo 0,26%, il Cac40 di Parigi lo 0,44% e il Dax40 di Francoforte lo 0,61 per cento. In Europa, intanto, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha confermato che è «molto improbabile che si possa avere un aumento dei tassi di interesse nel corso del 2022», pur sottolineato che l'Eurotower è «pronta ad agire».

Tra i titoli, a Piazza Affari ha chiuso in fondo al segmento principale Nexi (-3,05%). Debole anche Tim (-2,23%), nel giorno in cui inizia l'esame dell'offerta di Kkr. Segno opposto per Unicredit (+1,09%), che si è mossa in controtendenza rispetto agli altri titoli bancari.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Recordati debole dopo il deal da 750 milioni

La Borsa ha avuto una prima reazione positiva al la mossa di Recordati, che ha acquistato per 750 milioni Eusa Pharma, una società farmaceutica specialistica globale con sede nel Regno Unito, focalizzata su malattie rare e oncologiche di nicchia e controllata da fondi gestiti da Ew Healthcare Partners. Poi i titoli sono andati in negativo, risentendo della debolezza generale del mercato. Secondo gli analisti di Equita, il deal «nel complesso è da considerare positivamente anche se il multiplo di ingresso è elevato», cioè 6 volte le vendite attuali e 23 volte il margine operativo lordo stimato sul 2023. Numeri alti, «giustificati dal fatto di essere malattie rare, nel segmento oncologico e con elevato potenziale di crescita; da approfondire la sfruttabilità della piattaforma tecnologica per nuove terapie», aggiunge il broker che fa notare come l'operazione «sancisce l'entrata di Recordati nel mondo oncologico e siano da valutare le opzioni di espansione».

Petroliferi parzialmente sostenuti dal rialzo del greggio

Alcuni titoli del comparto petrolifero hanno trovato sostegno dal rialzo del greggio, in particolare Eni. Ieri, i paesi produttori membri dell'Opec+ hanno concordato nella riunione mensile di attenersi alla politica esistente di aumenti mensili della produzione di petrolio di 0,4 milioni di barili giornalieri nonostante le preoccupazioni sull'effetto della nuova variante del coronavirus Omicron. Il cartello si è in ogni caso lasciato la porta aperta per intervenire a moderare i rialzi qualora le condizioni fondamentali si deteriorassero. «Riteniamo che la conferma della politica Opec+ sia favorevole ai prezzi del greggio, anche se nei prossimi mesi il surplus di produzione e la variante Omicron potrebbero pesare sul momentum del Brent - sottolineano gli esperti di Equita -. La nostra ipotesi corrente sul prezzo del Brent per le stime degli utili 2021-2023 sono 70 dollari al barile».

Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro/dollaro poco mosso, sale il petrolio

Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1297 dollari (1,129 in avvio e 1,131 ieri in chiusura) e 127,763 yen (128,03 in avvio), quando il dollaro vale 113,084 yen (113,37 in apertura). In rialzo il prezzo del greggio, all'indomani della riunione Opec+ durante la quale è stato confermato anche per gennaio un aumento della produzione di 400mila barili al giorno. Il contratto consegna Febbraio sul Brent del Mare del Nord sale del 2,57% a 71,46 dollari al barile e quello scadenza Gennaio sul Wti del 2,38% a 68,08 dollari al barile.

Spread in calo a 130 punti base

Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il titolo di pari durata tedesco ha terminato la seduta a 130 punti base, in flessione dai 133 della chiusura di ieri. Scende anche il rendimento del BTp decennale, che ha segnato un'ultima posizione allo 0,93%, dallo 0,96% di ieri.

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