la giornata dei mercati

Europa attendista in vista della Bce, Madrid paga la crisi catalana

di A. Fontana e P. Paronetto

4' di lettura

Le Borse europee chiudono poco mosse (qui l'andamento degli indici )la prima seduta di una settimana che sarà caratterizzata dall'attesa per il vertice di giovedì della Bce, da cui il mercato attende novità sul programma di quantitative easing. A Piazza Affari il Ftse All Share ha chiuso a +0,16% e il FTSE MIB a +0,14%. In rosso invece Madrid, ancora penalizzata dalla crisi in Catalogna. La settimana si preannuncia inoltre ricca di appuntamenti delicati sul fronte macroeconomico, con i dati sui Pil degli Stati Uniti Usa e del Regno Unito, mentre negli Usa potrebbe arrivare la decisione del presidente Donald Trump sul successore di Janet Yellen alla presidenza della Fed (il testa a testa è tra John Taylor e Jerome Powell).

Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, bene StMicroelectronics (+4,32%) e Italgas (+2,15%), quest'ultima grazie ai conti trimestrali. Deboli invece Saipem (-2,58%) e Mediaset(-1,43%).

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Madrid la peggiore su crisi catalana
L'attenzione resta alta anche sui temi politici dopo il «commissariamento» della Catalogna deciso dal governo di Madrid aspettando il voto del Senato spagnolo di venerdì. Il Ftse Mib di Piazza Affari sale guidata da St, in un comparto tech molto vivace. Debole Mediaset dopo le indiscrezioni del Sole 24 Ore su una bozza di accordo con Vivendi stesa dai legali di Cologno Monzese che stimerebbe il «risarcimento» per l'affare Premium a circa 400 milioni. Il consigliere di amministrazione Gina Nieri, in ogni caso, ha sottolineato che sul tema «al cda non è ancora arrivato nulla» e che «è ancora tutto a livello dei legali».

In rialzo Generali che sfrutta una raccomandazione "acquistare" dagli analisti di Jefferies che scommettono su una generazione di cassa sopra le attese nel 2018. Bene anche Buzzi Unicem per l'attenzione sul comparto cementiero innescata dal via libera degli azionisti di Ash Grove all'acquisizione da 3,5 miliardi di dollari da parte di Crh.

Italgas tra i migliori: in nove mesi utili per 213 milioni(+28%)
Tra i migliori del Ftse Mib c'è Italgas che ha approvato i conti dei nove mesi: i risultati «confermano gli obiettivi di crescita dichiarati al mercato evidenziando in particolare un incremento dell'utile operativo del +14,7% e dell'utile netto del +27,8%» riferisce una nota del gruppo. Nel dettaglio, i ricavi totali ammontano a 835 milioni (+7,2%), il margine operativo lordo a 577,9 milioni (+20,0%), l'utile operativo a 306,7 milioni (+14,7%) e l'utile netto a 213,3 milioni (+27,8%). Gli investimenti tecnici sono saliti del 39,8% a 346,5 milioni mentre il flusso di cassa netto da attività operativa è arrivato a 375,1 milioni. Indebitamento finanziario netto pressochè stabile a 3,728 miliardi. Tra i principali highlights industriali spiccano 1581 concessioni gas, 7,4 milioni di contatori attivi e oltre 65mila chilometri di rete di distribuzione gas.

Effetto Pir sui titoli del settore immobiliare
Bene il settore immobiliare, che ha sfruttato la possibilità che l'attuale normativa sui Piani individuali di risparmio possa applicarsi anche ai titoli di questo settore. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore nel week end, una delle ultime bozze del ddl di bilancio a cui stanno lavorando i tecnici in vista dell'invio al Senato per la discussione e l'approvazione conterrebbe un potenziamento dei Pir, introdotti un anno fa per agevolare gli investimenti dei risparmiatori verso le pmi, con l'inclusione anche delle società dell'immobiliare, finora escluso dalla normativa relativa a questi strumenti (almeno per quanto riguarda il 70% dell'investimento). La modifica è da tempo chiesta dalle società del settore all'interno degli strumenti di agevolazione e attrazione degli investimenti sul comparto. In Borsa salgono le principali quotate del Real Estate come Beni Stabili , Igd , Aedes Ord e Coima Res. Quest'ultima peraltro ha comunicato di aver ricevuto con otto mesi di anticipo rispetto alle previsioni un rimborso Iva di 38,7 milioni di euro da parte dell'Agenzia dell'Entrate relativo all'operazione di acquisizione del Vodafone Village risalente a giugno 2016.

Fuori dal listini principale balzo per Safilo Group che questa mattina ha annunciato un accordo di licenza di 7 anni con il brand Rebecca Minkoff.

Euro resta sotto 1,18 dollari. Yen giù: attesa conferma politica accomodante

Sul mercato dei cambi, l'euro conferma la correzione sotto quota 1,18 dollari tra le inquietudini per la questione catalana e l'aspettativa per le decisioni della Bce nella riunione di giovedi', con le attese indicazioni sulla riduzione del programma in essere di acquisto di titoli da parte di Francoforte: il cambio si attesta a 1,1744 dollari (1,1781 venerdì in chiusura). In Giappone, l’ampia vittoria di Shinzo Abe, con la probabile conferma alla guida della Bank of Japan di Haruhiko Kuroda e di una politica monetaria ultra accomodante, hanno penalizzato lo yen: il cambio dollaro/yen aggiorna i massimi da tre mesi a 113,75 da 113,51, mentre l’euro si attesta a 133,60 yen da 133,72. Il petrolio Wti sale ancora, risentendo delle tensioni sulla produzione irachena dopo l'offensiva lanciata la scorsa settimana da Baghdad per ristabilire il controllo in alcune aree del Kurdistan: il future dicembre guadagna lo 0,39% a 52,05 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent cede lo 0,1% a 57,69 dollari.

Sul mercato obbligazionario, chiusura di seduta in leggero calo per lo spread tra BTp e Bund. Al termine degli scambi il BTp decennale benchmark, che aveva perso posizioni in avvio di seduta, ha terminato a 157 punti base, 2 punti in meno rispetto al closing di venerdì, con un rendimento in calo al 2,01% dal 2,05 per cento. Seduta positiva anche per i titoli di Stato spagnoli dopo che nel week end il Governo Rajoy ha dato via libera all'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione che commissaria la Catalogna: i Bonos decennali hanno terminato con spread contro i pari scadenza tedeschi pari a 119 punti base dai 125 punti dell'apertura mentre il rendimento è in calo all'1,63% dall'1,69 per cento.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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