ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa settimana dei mercati

Settimana corta per le Borse alle prese con l’inflazione record. Per Milano bottino magro (+0,2%)

Bilancio solo su quattro sedute (11-14 aprile) vista la pausa dei mercati per l’imminente Venerdì Santo. I listini del Vecchio continente si sono mossi in ordine sparso. Al top Madrid (+1,1%), le banche pesano su Francoforte (-0,8%)

di Enrico Miele

La Borsa, gli indici del 14 aprile 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nella “settimana corta” delle Borse europee, che poi andranno in pausa per il Venerdì Santo, Milano raccoglie un magro bottino, fermandosi a un mini-guadagno dello 0,2%. La migliore stavolta è quella di Madrid (+1,1%) assieme a Parigi (+0,6%). In “rosso” invece Londra (-0,7%). Un andamento in ordine sparso che sottolinea le tensioni legate, oltre alla situazione geopolitica e al conflitto in Ucraina, anche all’inflazione e alle attese per un imminente rialzo dei tassi (a opera di Fed e Bce, che il 14 aprile si è però mostrata più prudente dei colleghi della Federal Reserve). Quanto ai singoli titoli, la palma d’oro del listino Ftse Mib, nel periodo 11-14 aprile, va a Leonardo (+11,7%), a testimonianza del buon momento dei titoli della difesa in vista di un aumento dei budget della sicurezza nei diversi Paesi Ue. Seguono ai primi posti Iveco (+8,9%) e Cnh (+5,2%). Sul fronte opposto, invece, settimana flop per DiaSorin (-5%), Nexi (-3,7%) e Fineco (-3,4%).

Nell’ultima seduta la prudenza di Lagarde rassicura listini

La prudenza della Bce sui tassi d’interesse, il cui programma non sembra subire per ora accelerazioni alla luce dell’inflazione record, rassicura i listini europei, che chiudono la settimana pasquale all’insegna dell’ottimismo. Anche se dal meeting della Banca centrale europea non sono arrivate grandi sorprese - con l’attesa conferma dei tassi invariati - dalle sale operative in molti fanno notare come l’atteggiamento di Christine Lagarde sia stato forse più accomodante del previsto, inclusa la conferma del possibile termine del programma di acquisto titoli nel terzo trimestre. L’effetto principale è però sulla caduta dell’euro che torna ai minimi da due anni sotto quota 1,08 dollari. E così mentre a Wall Street l'attenzione, più che sulle trimestrali in chiaroscuro delle banche d’affari, è rivolta all’opa a sorpresa di Elon Musk sul social network Twitter, le Borse del Vecchio Continente hanno guadagnato terreno, cercando di non farsi influenzare dal conflitto in Ucraina, dove non si intravede alcun cessate il fuoco all’orizzonte.

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A Milano chiude in testa Atlantia, ancora giù Tim

In questo clima, a Milano l’indice FTSE MIB è trainato a fine giornata in particolare da Atlantia grazie all’opa ufficializzata dai Benetton per difendere la holding da appetiti esterni. Operazione a 23 euro per azione (a cui va aggiunto il dividendo da 0,74 euro), un valore vicino a quello della chiusura odierna del titolo. In spolvero Leonardo - Finmeccanica, che testimonia il buon momento del comparto della difesa sulle prospettive di un rialzo dei budget da parte dei Paesi europei, e Davide Campari che rimbalza dopo la debolezza della vigilia. In fondo al listino Telecom Italia nel giorno dell’accordo con Ardian per la cessione della quota di Inwit, con un incasso di 1,3 miliardi. Male anche i tecnologici con Stmicroelectron in scia al forte calo del Nasdaq a New York. Fuori dal listino principale, balzo di Autogrill grazie alle confortanti indicazioni di Delta Airlines sulla domanda di voli aerei negli Usa.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Bce ferma su tassi, primi rialzi dopo fine acquisti

La Banca centrale europea ha lasciato i tassi di interesse dell'eurozona invariati come nelle attese e annunciato che il primo rialzo al costo del denaro avverrà «qualche tempo dopo» la fine degli acquisti sul mercato. Questi sono attesi concludersi nel terzo trimestre. L'aggressione della Russia all'Ucraina «sta causando enormi sofferenze - rileva il comunicato della Bce - ha inoltre ripercussioni sull'economia, in Europa e al di là dei suoi confini. Il conflitto e l'incertezza connessa pesano considerevolmente sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Le turbative nell'interscambio determinano nuove carenze di materiali e input. L'impennata dei prezzi dell'energia e delle materie prime riduce la domanda e frena la produzione». L'andamento dell'economia, continua il comunicato, dipenderà «in maniera cruciale dall'evoluzione del conflitto, dall'impatto delle sanzioni vigenti e da eventuali ulteriori misure».

Lagarde, normalizzazione in corso, pronti ad agire rapidi

«Siamo decisamente in un processo di normalizzazione della politica monetaria e siamo pronti ad agire rapidamente se occorre, lo abbiamo fatto due anni fa, possiamo farlo ancora». Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa a Francoforte. Lagarde ha sottolineato inoltre l'importanza di un approccio improntato alla «flessibilità» per prevenire la frammentazione finanziaria: «I rischi al rialzo per l'inflazone sono aumentati, specie nel breve» e «aspettative di inflazione superiori al 2% devono essere monitorate».

Twitter intanto scuote Wall Street

Se a Milano il caso del giorno è stata l'offerta dei Benetton e di Blackstone sulla holding autostradale e aeroportuale Atlantia, a Wall Street sono balzate in alto le azioni di Twitter grazie all'offerta da 43 miliardi di Elon Musk. Il fondatore di Tesla era entrato nel capitale solo la scorsa settimana acquistando un primo 9% e aveva rifiutato la possibilità di entrare nel consiglio di amministrazione, una scelta vista dal mercato come propedeutica a una possibile operazione sull'intero capitale di Twitter.
Wall Street ha poi chiuso negativa. Il Dow Jones ha perso lo 0,33% a 34.450,84 punti, il Nasdaq ha ceduto il 2,14% a 13.351,08 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,22% a 4.392,54 punti.

Banche Usa, trimestrali in chiaroscuro

Intanto si monitora la stagione delle trimestrali americane, che è entrata nel vivo con le grandi banche: dopo l'esordio con Jp Morgan, sotto le stime anche a causa dell'impatto delle tensioni geopolitiche sulle attività, è toccato a Goldman Sachs, Citigroup, Morgan Stanley e Wells Fargo. L'utile netto di Goldman Sachs è calato a 3,94 miliardi di dollari nel primo trimestre ma è stato superiore alle previsioni. Wells Fargo chiude il primo trimestre con un utile di 3,67 miliardi di dollari (un utile per azione di 0,88 dollari), in calo di quasi il 21% dai 4,64 miliardi di un anno prima, con l'aumento dell'inflazione e dei tassi di interesse, e le preoccupazioni per gli effetti della guerra in Ucraina che hanno impattato sulle sue attività principali. Citigroup ha quasi dimezzato gli utili a 4,3 miliardi di dollari ma ha superato le previsioni di Wall Street.

Negli Usa sussidi sopra le attese, deboli i consumi

Negli Stati Uniti, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 9 aprile, è aumentato di 18mila a 185mila, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro (le attese erano per un dato a 172mila). Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono i sussidi è diminuito di 48mila unità a 1,475 milioni. Sul fronte dei consumi, invece, le vendite al dettaglio negli Usa a marzo sono aumentate dello 0,5% a 665,7 miliardi di dollari, dopo il +0,8% di febbraio (le attese erano per un +0,6%).

Spread chiude a 165 punti dopo la Bce, tasso balza al 2,5%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund dopo la riunione della Bce che ha confermato l'impegno dell'Eurotower nella progressiva uscita dalla politica monetaria accomodante degli ultimi anni e nella strategia di contenimento dell'inflazione. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 165 punti base dai 159 punti base del closing del 13 aprile. In rialzo più netto il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 2,50% dall'ultima posizione al 2,38% registrata alla vigilia.

Petrolio in calo con occhi su scorte Usa, giù il gas

Petrolio in ribasso, dopo gli aumenti della prima parte della settimana. Gli investitori valutano l'incremento superiore alle attese delle scorte americane, in un contesto in cui l'offerta globale è messa sotto pressione dal conflitto tra Russia e Ucraina. I future del Wti scadenza maggio sono in discesa dell'1% sotto 103 dollari al barile, quelli del Brent giugno cedono l'1% a 107,72 dollari. In discesa anche i prezzi del gas scambiati sul mercato europeo. I future maggio, in contrattazione ad Amsterdam, scendono del 4% a 101 euro al megawattora.

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